Ominide 10164 punti

Obbligatorietà del diritto secondo Marmor



Secondo il giurista Marmor l’obbligatorietà non si fonda direttamente sulle convenzioni, ma deriva dalle ragioni individuali che portano all’esistenza delle convenzioni stesse.
Semplificando, sono le ragioni che fanno agire gli individui in un certo modo, rendendo le norme giuridiche obbligatorie. Tali norme, però, non potrebbero esistere e avere un significato sociale se non esistesse una convenzione costitutiva chiamata regola di riconoscimento. L’approccio di Marmor sembra accostarsi a quello di Coleman; a differenza di quest’ultimo, però, Marmor ritiene che le convenzioni sociali non siano regolarità (r), bensì norme.
Non risolvendo problemi di coordinazione pura, la convenzione sociale può supportare la soluzione di complessi problemi d’interazione che combinano questioni di coordinazione e conflitti di volontà e interesse.
Marmor, infatti, non reputa necessario che gli agenti abbiano le stesse preferenze e, qualora emergano più equilibri, che questi ultimi siano equivalenti per chi partecipa al gioco.
Si pensi, ad esempio, al cosiddetto «gioco della battaglia dei sessi», la cui denominazione deriva da uno scenario in cui marito e moglie devono coordinarsi per uscire e andare a un concerto di musica classica, scegliendo tra due possibilità: un concerto di Bach (opzione che, ad esempio, piace di più al marito) e uno di Stravinsky (opzione preferita dalla moglie). Ovviamente, se marito e moglie non riescono a coordinarsi, l’utilità per entrambi è nulla (non si va da nessuna parte!), mentre se si coordinano le due soluzioni possibili soddisfano di più l’uno o l’altra.
Questo gioco, quindi, è concettualmente complesso perché combina le difficoltà dei giochi di coordinazione con quelle in cui occorrono conflitti di volontà (come il dilemma del prigioniero). Ne sono state proposte due diverse soluzioni: quella egualitaria, che impone di alternare gli equilibri (se il gioco è ripetuto), quella casuale, che esorta a scegliere a caso [con una lotteria, vale a dire un sorteggio] tra i due equilibri”, o quella adottata per risolvere il dilemma del prigioniero, fondata sul potere coercitivo di incentivi e sanzioni al fine di imporre in modo efficace e certo un equilibrio, senza però scartare la via della morale, applicabile laddove è possibile avere ragioni fondate e oggettive che giustifichino una scelta piuttosto che un’altra.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email