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La nascita dell’Unione Europea

Nel novembre 1993 è entrato in vigore il Trattato sull’Unione Europea, firmato nella cittadina olandese di Maastricht nel 1992; da quel momento la Comunità si chiama Unione Europea (UE).
Il Trattato è strutturato in 3 parti, che definiscono i tre pilastri dell’Unione:
1. La Comunità Europea;
2. La politica estera e di sicurezza comune;
3. La giustizia e affari interni.
I suoi obiettivi fondamentali sono due:
• Unione economico-monetaria
• Unione politica.

Unione economico - monetaria
L’Unione Economico-Monetaria (UEM) consiste nella realizzazione della moneta unica, l’euro, e del Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC).
Per poter adottare l’euro gli Stati membri devono uniformarsi a cinque parametri, chiamati “criteri di convergenza”, con lo scopo di verificare la stabilità della loro economia e il risanamento delle finanze pubbliche.

Unione politica
Il trattato istituisce una cittadinanza europea, che conferisce una serie di diritti socio-economici e civili.
Il trattato prevede anche l’attuazione di una Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), cioè un esercito europeo.
Per rafforzare la cooperazione nel campo della sicurezza e della giustizia sono stati istituiti un Ufficio e europeo di polizia (Europol).
Per garantire l’uniformità delle leggi, il trattato estende le competenze legislative dell’Unione a settori che prima non vi rientravano: la cultura, l’istruzione, la sanità, la difesa dei consumatori.
L’obiettivo della riforma delle istituzioni comunitarie è stato perseguito tramite il rafforzamento e la democratizzazione delle istituzioni comunitarie.

La convenzione di Shengen
Per realizzare la libera circolazione delle persone, hanno preso un’iniziativa al di fuori del quadro comunitario entrata in vigore nel 1995.
Per far sì che la soppressione dei controlli alle frontiere interne non renda impossibile il controllo della criminalità, dei traffici illeciti e dell’immigrazione clandestina è stato istituito il Sistema Informativo Schengen (SIS), con terminali in tutti i Paesi aderenti.

Il trattato di Amsterdam
Per quanto riguarda i diritti politici e civili dei cittadini il trattato prevede l’obbligo per gli Stati membri del rispetto dei principi di democrazia e dei diritti umani, la promozione della parità fra i sessi, la protezione dei dati personali in possesso delle istituzioni.
Per la salvaguardia dei diritti sociali dei cittadini, l’Unione si impegna a intervenire contro la disoccupazione, la povertà e l’emarginazione.
Gli Stati hanno stabilito le regole per il rafforzamento della Politica Estera di Sicurezza Comune (PESC), che conduce ala integrazione delle forze armate dei singoli Paesi.

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