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Diritti civili e sociali


Diritti civili


I diritti civili vengono anche definiti «libertà negative». L’aggettivo «negative» evoca l’idea che lo stato non possa intervenire per limitare tali diritti. I diritti civili, infatti, si configurano come sfere di autonomia e libertà dell’individuo in cui lo stato non può in alcun caso intervenire. Tali diritti sono definiti «libertà negative» perché è come se essi, nel passaggio da stato assoluto a stato liberal-democratico, si fossero affermati in risposta all’eccessiva repressione di qualsiasi forma di diritto personale.
Con la formulazione dei diritti civili, dunque, si esortò lo Stato a non intervenire in specifici ambiti, lasciando autonomia e individualità a tutti gli esseri umani in relazione alla loro libertà personale. Tali diritti tutelano gli interessi del ceto medio (classe borghese), preservando in primo luogo il diritto di proprietà (concezione espressa dall’articolo 832 del Codice civile italiano), accanto, ovviamente, al diritto alla libertà di manifestazione di pensieri e opinioni, di stampa, di domicilio, ecc. Le suddette libertà, costruite sul modello di «libertà negative», sono manifestate e garantite dalla Costituzione italiana (come ad esempio dagli articolo 13 e 16).

Diritti sociali


Mentre l’attuazione dei diritti civili richiede l’assenza di intervento da parte dello Stato, per garantire i diritti sociali l’intervento dello Stato è fondamentale. La garanzia di tali diritti richiede necessariamente l’intervento dello Stato. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, infatti, in Italia si assistette alla creazione di enti assistenziali ancora oggi vigenti. Lo Stato, dunque, deve svolgere un ruolo attivo al fine di garantire i diritti sociali. Essi, infatti, sono anche definiti «libertà attraverso lo Stato». Lo Stato, pertanto, non può limitarsi a definire i diritti sociali sul piano prescrittivo: esso deve intervenire a livello fattuale tramite l’impiego di ingenti risorse finanziarie.
La nostra Costituzione tutela il diritto alla salute, all’istruzione, all’assistenza, ecc. Per tutelare tali bisogni, lo Stato è costretto a investire ingenti somme di denaro, soprattutto in ambito sanitario.
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