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I lavori delle Camere

La legislatura dura 5 anni. Solo in caso di guerra la durata naturale delle camere può essere protratta. Questo provvedimento è chiamato proroga (rimandare, allungare). Solo il Parlamento, tramite l’approvazione di una proposta di legge, stabilisce di proseguire la durata naturale delle camere.
Allo scopo di evitare una situazione di vuoto di potere è stabilito un termine di 70 giorni dalla fine delle camere precedenti per effettuare le nuove elezioni. I lavori delle nuove camere devono iniziare entro 20 giorni dalla loro elezione.
Le vecchie camere continuano a esercitare il lavoro fino a quando le nuove camere non diventano operative. Questo viene chiamato prorogatio.
I lavori parlamentari proseguono continuativamente in ogni periodo dell’anno. Le due camere devono lavorare contemporaneamente (bicameralismo perfetto). Il Presidente del Senato può sostituire il Presidente della Repubblica.

Il presidente di ciascuna camera, eletto dai membri della camera stessa:
• Rappresenta la camera che presiede;
• Decide l’ordine del giorno dei lavori parlamentari;
• Assicura il rispetto dei diritti delle minoranze (possibilità di esprimersi e contestare la maggioranza).

L’ufficio di presidenza si compone di vicepresidenti che possono supplire il presidente, di segretari che compilano i verbali delle sedute e controllano la presenza del numero legale e di questori che hanno il compito di mantenere l’ordine.
I gruppi parlamentari sono formati da almeno 20 membri presso la Camera dei deputati e 10 membri presso il Senato; poi da gruppi più piccoli delle persone che fanno parte dello stesso partito e infine un gruppo misto formato da quelli che non si riconoscono in nessun partito. Questi eleggono i loro presidenti che vanno a formare la conferenza dei capigruppo.
I regolamenti delle due camere contengono le norme che consentono il loro funzionamento.
• Le sedute segrete: deliberate a norma di regolamento;
• Il quorum costitutivo: metà + uno dei componenti di ciascuna camera;
• Il quorum deliberativo: maggioranza dei presenti.
Le votazioni in Parlamento possono essere:
• A scrutinio palese: per alzata di mano;
• A scrutinio segreto: sono ammesse, a richiesta di un certo numero di deputati o senatori.

La formazione della legge ordinaria

L’iter legislativo è il percorso di formazione della legge. È costituito da 4 fasi:
1. Iniziativa
Proposta di legge presentata da:

 Governo (disegno di legge) ipotesi più frequente;
 Ciascun parlamentare (gruppi o singolo);
 50000 elettori;
 Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (C.N.E.L.);
 Un consiglio regionale.
2. Discussione e approvazione (Parlamento)
La proposta di legge arriva nelle camere parlamentari dove avviene la presentazione e l’approvazione del testo da entrambe. Il testo approvato deve essere identico in tutte e due le camere. All’interno delle due camere ci sono le commissioni permanenti (numero ridotto di persone rappresentate dai rappresentanti dei vari partiti; ognuna si occupa di un determinato argomento. Queste devono:
 Esaminare e analizzare il testo;
 Strutturarlo e correggere se bisogna aggiungere o togliere qualcosa;
 Presentarlo alla propria camera e discutere art. per art. testo per testo per poi approvarlo.
Esistono tre tipi di commissioni:
 In sede referente: è il procedimento “ordinario” dove il testo è esaminato, analizzato e approvato.
 In sede deliberante: le commissioni trasformano la proposta in un testo di legge e la approvano. Non ritorna alle camere perciò è detto iter rapido. È vietato per alcuni tipi di leggi infatti è un tipo di commissione per determinati argomenti (leggi) di rilievo minimo. Può tornare alle camere quando ne fa richiesta il Governo, 1/10 dei membri di una camera e 1/5 dei membri di una commissione.
 Sede redigente: la commissione fa quello che fa quella referente + predispone, scrive, forma o redige il testo di legge art. per art. ma non approva. In seguito va in aula dove viene discussa, analizzata e infine approvata.
3. Promulgazione
Il P.d.R. promulga la legge emanata dal Parlamento valutando che il testo non sia vistosamente contrario ai principi costituzionali. Se non promulga può rinviare (veto sospensivo) la legge al Parlamento che eliminerà la parte contraria. Può rinviare solo una volta la stessa legge, poi deve promulgarla.
4. Pubblicazione (G.U. 15gg – fonte di cognizione)

Formazione della legge costituzionale

L’iter legislativo costituzionale va a modificare una parte o alcuni articoli della Costituzione.
La proposta di legge è presentata da:
 Governo
 Ciascun parlamentare
 500000 elettori
 Cinque consigli regionali

La proposta di legge viene presentata alle camere e dopo la discussione e l’approvazione in una camera, rimane ferma 3 mesi e non va alla promulgazione. Poi il testo viene di nuovo preso in esame, si ripete il procedimento, e viene riverificato. In seguito per l’approvazione è necessaria la maggioranza qualificata (i 2/3 dei componenti delle camere), e poi ci sarà la promulgazione da parte del P.d.R. e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il referendum abrogativo

Il referendum abrogativo è un istituto di democrazia diretta dove il popolo esprime la propria volontà in relazione all’abrogazione di una legge. L’abrogazione può essere:
• Totale: quando elimina l’intera legge;
• Parziale: quando ne elimina solo alcune parti.

Non possono essere sottoposte a referendum popolare le leggi:
• Tributarie;
• Di bilancio;
• Di amnistia e indulto;
• Di autorizzazione

Il Bilancio

Con la legge di approvazione del bilancio il Parlamento esercita una funzione di controllo sull’operato del Governo. Infatti il bilancio lo fa il Governo però deve essere approvato dal Parlamento attraverso l’apposita legge. Può essere:

• Bilancio preventivo annuale: è fatto all’inizio dell’anno. È una prevenzione di ciò che si potrebbe spendere e di ciò che si potrebbe guadagnare. Il termine massimo dell’approvazione è il 31 dicembre dell’anno precedente.
• Bilancio preventivo pluriennale: relativo a tre anni a venire.
• Bilancio consuntivo: è fatto alla fine dell’anno. Si vedono le ufficiali spese e il vero guadagno.

L’amnistia, l'indulto e la ratifica

L’amnistia e l’indulto sono due provvedimenti di carattere clemente. Atti di clemenza di carattere generale compiuti dal Parlamento verso chi è condannato, stabilito dalla Magistratura. Per l’approvazione della legge che li prevede è richiesta la maggioranza qualificata dei 2/3.
Indulto: cancella la pena ma non il reato.
Amnistia: si estingue il reato e quindi la pena.

Quando lo stato sottoscrive un contratto con un altro stato e possa diventare norma interna, avviene attraverso la ratifica (atto formale con il quale lo stato dichiara la propria volontà di aderire a un trattato internazionale). Questa richiede l’intervento di istituzioni.
• Il Governo stipula il contratto;
• Il P.d.R. fa la ratifica
• Il Parlamento crea leggi interne seguendo il contratto (controllo sul lavoro del Governo).
Quando gli Stati firmano un trattato siamo nel mondo del diritto internazionale. Questo si impegna a fare nel proprio territorio ciò che è stato stabilito dal contratto. Nel diritto internazionale non c’è una Magistratura che punisce chi non lo rispetta.

Il Presidente della Repubblica

Il P.d.R. è il capo di Stato, può essere eletto direttamente o indirettamente dal popolo. Il Presidente della Camera dei deputati induce la seduta comune per l’elezione del P.d.R. dove sono presenti: le due camere e tre delegati per ogni regione (tranne per la Valle d’Aosta perché ne ha uno solo). Lo scrutinio (il modo in cui avviene la votazione), è segreto ed è richiesta la maggioranza qualificata (2/3 dei componenti della seduta comune) nelle prime tre votazioni; per la quarta è sufficiente la maggioranza assoluta (50% + 1).
Il P.d.R. ha un ruolo istituzionale perché rappresenta tutto lo Stato. Per essere eletto deve:
• Aver compiuto 50 anni;
• Essere cittadino italiano;
• Godere dei diritti civili e politici;
• Non è richiesto un titolo di studio particolare.
La carica è incompatibile verso qualsiasi altra carica politica e qualsiasi tipo di attività privata (cause incompatibilità). Dura 7 anni (termine stabilito dall’Assemblea Costituente) ed è possibile rieleggere la stessa persona perché non c’è alcun riferimento in proposito.
Il P.d.R. non può dominare i tre organi dello Stato. I suoi poteri sono di natura più formale che sostanziale. In seguito può anche decidere, avendo sentito ed essendo d’accordo con i presidenti delle camere e non riuscendo a lavorare, lo scioglimento anticipato delle camere portandolo a 5 anni.
Il P.d.R nei confronti del potere legislativo:
• Invia messaggi alle camere con funzione di stimolo e raccomandazione;
• Indice (fissa una data) le elezioni del nuovo Parlamento;
• Autorizza il governo a presentare disegni di legge al Parlamento.
• Emana le leggi, emana i decreti legge e legislativi e i regolamenti;
• Indice (fissa una data) i referendum abrogativi;
• Nomina cinque senatori a vita (nell’arco dei suoi 7 anni di legislatura).
Nei confronti del potere esecutivo:
• Nomina i più alti funzionari dello Stato;
• Riconosce i diplomatici stranieri;
• Ratifica i trattati internazionali;
• Ha il comando delle forze armate;
• Presiede il consiglio supremo di difesa;
• Dichiara lo stato di guerra;
• Nomina il presidente del Consiglio dei ministri e i ministri.
Nei confronti del potere giudiziario:
• È presidente del consiglio superiore della magistratura (C.S.N. organo di autogoverno della Magistratura interno alla Magistratura);
• Nomina cinque giudici della Corte Costituzionale;
• Concede la grazia e commuta le pene.

Il P.d.R. non ha responsabilità degli atti che compie nell’esercizio delle sue funzioni, ma la sua responsabilità permane invece per gli atti compiuti al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni

IL GOVERNO
Il Governo è un organo collegiale e complesso formato a sua volta da altri organi:
• Presidente del Consiglio dei ministri;
• Consiglio dei ministri;
• Ciascun ministro.
Rappresenta solo la maggioranza.
Il P.d.R. darà l’incarico al leader (presidente de consiglio incaricato) del partito di maggioranza di provare a formare il governo, consultando prima i presidenti dei singoli partiti. Questo leader deve individuare i ministri ascoltando le proposte dei vari partiti e in seguito dovrà tornare dal P.d.R. che nominerà il P.d.C.M. e i ministri. Poi questi dovranno giurare fedeltà nelle mani del P.d.R. e entro 10 giorni dovranno presentarsi in Parlamento e presentare il loro programma e ottenendo la fiducia (separatamente) da tutte e due le camere. Inseguito la maggioranza dei componenti delle camere dovrà approvare la mozione di fiducia.

Qualora non dovesse dare la fiducia al Governo ci sarà la mozione di sfiducia:
• Il P.d.R. fa un 2° tentativo per la formazione del Governo;
• Il P.d.R. scioglie anticipamente le camere;
• Il Governo rassegna le dimissioni.
Quando il P.d.C.M. si dimette cade tutto il Governo mentre se si dimette solo un ministro verrà sostituito. Il Governo deve avere ministri e ministeri, può decidere se aggiungerne di altri e questi hanno una propria sede e un apparato ben organizzato.
Se c’è un conflitto tra Parlamento e Governo (crisi di Governo), il Governo mette alla prova il Parlamento ponendo la questione di fiducia: presenta un disegno di legge e se il parlamento approva il Governo ha la fiducia (viene rinnovata) sennò non avendola si dimette e la responsabilità politica sulle dimissioni ce l’ha il parlamento. (Il Governo chiede perciò al Parlamento l’approvazione del provvedimento, ponendo la condizione che, se il provvedimento non fosse approvato, verrebbero presentate le dimissioni).
• Mozione di fiducia: viene votata dal Parlamento per concedere o meno la fiducia al Governo di nuova formazione, quando questo presenta il suo programma.
• Mozione di sfiducia: viene votata dal Parlamento su proposta di 1/10 dei componenti di una camera, per decidere se esiste ancora o se è venuto meno il rapporto di fiducia Governo-Parlamento ed eventualmente provocare una crisi di governo.
• Questione di fiducia: il Governo pone al Parlamento un’alternativa: o accetta il provvedimento proposto o il Governo darà le dimissioni.

Il P.d.C.M. è primus inter pares cioè primo tra i pari. Colui che rappresenta l’insieme del Governo e i ministri non dipendono da lui ma sono tutti pari; dirige la politica generale del Governo, e ne è responsabile politicamente di fronte al Parlamento. Per la nomina deve essere cittadino italiano e godere dei diritti civili e politici.
I ministri sono a capo di un ministero (dicastero), ognuno ha a propria disposizione dei fondi (portafoglio). Esistono anche ministri senza portafoglio che non sono a capo di un ministero. Anche loro hanno la responsabilità politica: individualmente e collegialmente.

Il Governo ha la potestà regolamentare cioè di creare fonti di 3° grado (regolamenti) governativi; ma può anche emanare (creare) degli atti aventi forza di legge (2° grado) cioè i decreti legge e i decreti legislativi che assumono un’importanza come la legge ordinaria. Per creare queste fonti serve un controllo diretto e penetrante da parte delle camere.
Decreti legge: questa norma è creata in caso di necessità (bisogno dell’intervento di norme da parte dello stato) e d’urgenza (immediata, lo stesso giorno). Il Consiglio dei ministri approva il decreto che va alla promulgazione da parte del P.d.R., poi in pubblicazione (G.U.) entrando in vigore immediatamente, lo stesso giorno della Pubblicazione. Una volta pubblicato c’è un termine di 60 gg entro il quale deve avvenire la conversione in legge dal Parlamento. Se non lo fa ilo decreto decade (perde l’efficacia).
Conversione il legge: Parlamento: Commissione in sede redigente che può modificarlo, viene approvato e diventa una legge.
Decreti legislativi: atto che c’è stato per una decisione precedente. Il Parlamento crea una legge delega-cornice (la legge con la quale le camere attribuiscono al Governo il potere di emanare norme giuridiche), nella quale incarica il Governo di creare un testo normativo relativo a una materia. Indica poi i termini entro i quali il Governo deve creare la norma, in tempo entro il quale il Governo deve realizzare la norma. Ricevuta la delega il C. d .M. dovrà approvarlo, promulgarlo e pubblicarlo per 15 gg sulla G.U. (a meno che non ci sia un termine superiore di 15 gg).

Esistono: Codice Civile (c.c.), Codice penale (c.v.), Codice di procedura civile (c.p.p.), Codice stradale (c.stradale) E codice di navigazione (c. nav.). Queste raccolte ordinale di leggi su delega del Parlamento.

Immunità parlamentari

Insindacabilità: non può essere chiamato a rispondere giuridicamente dei voti dati e delle opinioni espresse nell’esercizio delle sue funzioni.

Immunità: la magistratura non può arrestare, perseguire personalmente o domiciliarmente un parlamentare, almeno che non è stata concessa dalla camera a cui appartiene. Però può essere perquisito per sentenza irrevocabile o per essere colto in flagranza.

Indennità: contributo economico dato al parlamentare che non andando più al lavoro ha bisogno di qualcosa per coprire le spese.

La proprietà

Oggetto della proprietà sono i beni, cioè quelle cose materiali che possono formare oggetto di diritti.

Nel Codice Civile è un diritto reale che ha per contenuto la facoltà di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi previsti dall'ordinamento giuridico.
L’articolo 42 della Costituzione stabilisce che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

I poteri che spettano al proprietario sono:
• La facoltà di godere: il proprietario ha la facoltà di realizzare il valore d’uso che la cosa ha. È libero di fare qualsiasi cosa sul suo bene. Il valore d’uso è l’utilità che il proprietario attribuisce a un bene al momento dell’utilizzo.
• La facoltà di disporre: il proprietario ha la facoltà di realizzare il valore di scambio che la cosa ha. Può venderlo. Il valore di scambio è il valore d’acquisto cioè quello con cui riesco a vendere un bene.

La proprietà non si prescrive dunque non si perde per il semplice non uso, però se il proprietario non utilizza il suo bene e dall’altro lato, contemporaneamente, un’altra persona lo utilizza, pur senza averne diritto, il proprietario può perdere il suo diritto per usucapione.

Estensione: oggetto del diritto del proprietario sono il suolo, il sottosuolo e lo spazio sovrastante al suolo. Il diritto di proprietà si estende fino al limite di ciò che è utile al proprietario. Non può sfruttare le miniere, le cave e le torbiere che vi si trovano (patrimonio indisponibile).

Ingresso nel terreno: il proprietario può impedire l’ingresso di qualsiasi estraneo e può recintare. In caso di caccia può impedire l’ingresso ai cacciatori solo se:
• Il terreno è coltivato
• Il terreno è circondato da una recinzione alta 1.20 metri

Immissioni: il proprietario può causare rumore, fumo ecc… Finché non va oltre la normale tollerabilità di chi subisce tali immissioni, sennò può dar luogo a un provvedimento del giudice che vieterà tali immissioni.

Espropriazione: quando lo Stato toglie a una persona un qualcosa di sua proprietà privata, lo fa per scopi collettivi. In cambio, gli da una somma di denaro che non corrisponde, però, all’effettivo valore del bene. Limite della proprietà privata, posto nell’interesse pubblico.

I modi di acquisto della proprietà possono essere:
• A titolo derivativo: acquisto la proprietà di un bene da una persona che lo era precedentemente mediante un atto giuridico. Il dante causa è colui che trasferisce il diritto mentre l’avente causa è colui che diventa titolare del diritto. Esempi: contratto e successione a causa di morte.
• A titolo originario: divento proprietario senza che questo diritto divenga trasferito da altri. Esempi:
 Occupazione: presa di possesso materiale di una cosa mobile che non sia di proprietà di alcuno.
 Invenzione: chi trova una cosa che non è sua, è tenuto a portarla all’ufficio oggetti smarriti. Se entro 1 anno il proprietario non si presenta per farsi restituire la cosa, diventa sua. In caso contrario a diritto a un premio del 10% o 20%.
 Accessione: il proprietario del suolo acquista la proprietà di qualsiasi bene che sia materialmente unito a esso con pagamento dei materiale utilizzati al proprietario.

Il proprietario può richiedere al giudice di emanare una sentenza che riconosca che una certa cosa è di sua proprietà. Le azioni sono imprescrittibili (petitorie):
• Rivendicazione: può agire contro chiunque possieda senza averne diritto il bene di sua proprietà
• Azione negatoria: può agire contro chiunque vanti sul suo bene un diritto reale diverso dalla proprietà, allo scopo di ottenere che ne sia accelerata l’inesistenza e dunque la pienezza.

L'elasticità della proprietà: l’estinzione del diritto reale di godimento ha l’effetto di riattribuire al proprietario il pieno esercizio dei suoi poteri. Esempio:
Un anziano di 80 anni sta per morire. Egli vende (a metà prezzo del valore originale del bene) la nuda proprietà a un’altra persona divenendone usufruttuario. Se egli muore, il terzo diventa automaticamente proprietario di tutto.

Diritto di seguito: rappresenta l’assolutezza dei diritti reali di godimento: il diritto reale segue il bene e non il proprietario.

Superficie: quando una cosa è su un terreno il proprietario del terreno diventa anche proprietario di ciò che c’è sopra.
Usufrutto: consiste nel diritto attribuito a una persona di utilizzare una cosa appartenente a un diverso proprietario e di trarne ogni frutto. “ una persona da in usufrutto a un’altra persona un terreno, questo non diventa suo anche se lo usa; non può cambiare la destinazione economica.
Sercitù: è il peso di un fondo a favore di un altro fondo. Se per 20 anni non la usa questa decade.
Servitù di non sopra elevare: lui non può costruire una casa ecc…
Servitù coattive: sono obbligatorie a favore di enti pubblici a cui bisogna dargli la servitù.
Servitù apparenti: che per il suo esercizio esistono opere visibili. Possono essere acquistate anche per usucapione.

Trascrizione: è un’annotazione nel registro del catasto dei trasferimenti di proprietà di beni immobili e di costituzione di diritti reali di godimento e di ipoteca per poter dimostrare ai terzi l’esistenza del diritto stesso. Una persona è titolare di un diritto reale immobiliare. Forma di pubblicità: mezzo legale per rendere noto ai terzi le vicende giuridiche di determinate categorie di beni. Sono soggetti a trascrizione:
• I contratti che trasferiscono la proprietà
• I contratti che hanno a che fare con i diritti reali di godimento
Serve per rendere opponibili ai terzi gli effetti degli atti trascritti. Serve per risolvere i conflitti tra più acquirenti dello stesso bene. Ottiene il diritto sul bene chi ha trascritto per primo.

Possesso: consiste nell’esercizio da parte del possessore delle stesse facoltà previste per il proprietario o per il titolare di un diritto reale di godimento o di garanzia. Se do in affitto un appartamento, mantengo la proprietà e il possesso che esercito tramite il mio locatario, il quale ha solo la detenzione. Colui che detiene non può trasformare la detenzione in possesso, per tanto non potrà mai usucapire il bene. È di buona fede quando il possessore ignora di danneggiare un diritto altrui. La buona fede è sempre presunta mentre la malafede va provata.
La presunzione è una verità giuridica:
• La presunzione assoluta non ammette la prova contraria
• La presunzione relativa ammette la prova contraria
Le azioni a tutela del possesso sono:
• L’azione di reintegrazione: riguarda colui che è stato spossessato in modo violento o clandestino. Chiede al giudice che ordini l’immediata restituzione.
• L’azione di manutenzione: spetta a chi viene molestato nel suo possesso, e può ottenere che il giudice ordini la cessazione dell’azione di disturbo. Spesso i proprietari utilizzano tali azioni possessorie in quanto più facili e rapide rispetto alle azioni a tutela della proprietà.

Obbligazione: è un legame giuridico formato da due parti: un creditore che ha diritto a ricevere una prestazione e il debitore che ha l’obbligo di fornire la prestazione stessa.
Le fonti delle obbligazioni sono tutti quei atti o fatti da cui possono nascere:
• Il contratto
• Il fatto illecito
• Ogni altro atto o fatto idoneo a produrle

La prestazione deve avere carattere patrimoniale, cioè deve avere un valore di scambio (economico) espresso in una somma di denaro. Ci possono essere più prestazioni:
• Prestazioni di dare: consistono nell’obbligo del debitore di consegnare un bene al creditore
• Prestazioni di fare: consistono nell’obbligo del debitore di svolgere una determinata attività a favore del creditore
• Prestazioni di non fare: consistono nell’obbligo del debitore di astenersi dal compiere una determinata attività, che altrimenti egli potrebbe liberamente compiere

Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo correttezza:
Il debitore deve eseguire esattamente la prestazione, deve adempierla.
Il creditore deve cooperare all’adempimento, favorirlo non renderlo più difficile

Obbligazione solidale (più debitori): il creditore sceglie un debitore che è tenuto a fare l’intera prestazione. Il debitore può fare un azione di regresso per ottenere la parte di ciascun condebitore.
Obbligazione parziaria: il creditore può chiedere al debitore di svolgere soltanto la parte di prestazione che a lui compete.

Adempimento: detto anche pagamento, è la causa di estinzione delle obbligazioni.
Può capitare che il debitore non adempia, allora il creditore può ottenere a soddisfazione del suo diritto un risarcimento del danno, oppure che la prestazione divenga impossibile per causa non imputabile al debitore (se si incendia un magazzino) allora si estingue.
Il debitore ha diritto di ottenere una quietanza dell’avvenuto adempimento.
Il debitore deve eseguire la prestazione dovuta in modo esatto.

Qualità dell’adempimento:
• Prestazioni di dare: qualità stabilità dal contratto del debitore e del creditore. Se non viene esplicitata la quantità, questa deve essere non inferiore alla media.
• Prestazioni di fare: il debitore deve tenere un comportamento corrispondente alle prescrizioni indicate nel titolo dell’obbligazione; in particolare deve usare la diligenza del buon padre di famiglia di origine romana, cioè del cittadino medio. Mentre le libere professioni devono adempiere le proprie prestazioni con una diligenza superiore a quella media seguendo le regole del proprio lavoro: la diligenza professionale.

Quantità dell’adempimento: il debitore deve eseguire la prestazione interamente.

Tempo dell’adempimento: se esso non è determinato nel titolo dell’obbligazione, l’adempimento può essere richiesto dal creditore in qualsiasi momento anche immediatamente; le parti possono tuttavia determinare il tempo: questo può essere a favore del creditore, a favore del debitore o a favore di entrambi.

Luogo dell’adempimento: è quello indicato dal titolo dell’obbligazione. Se manca bisogna applicare le regole suppletive dettate dalla legge:
1. La prestazione di dare una cosa determinata e individuata dev’essere eseguita nel luogo in cui la cosa si trovava quando l’obbligazione è sorta.
2. La prestazione di pagare una somma di denaro dev’essere eseguita al domicilio del creditore.
3. Le altre al domicilio del debitore.

Le obbligazioni pecuniarie sono quelle in cui dai una somma di denaro. Il denaro è la misura del valore di scambio dei beni e dei servizi e ha un valore nominale costituito dalla quantità di unità monetarie. Diverso da quest’ultimo è il potere d’acquisto cioè la quantità di beni e servizi che può essere acquistata con una determinata quantità di unità monetarie. Le obbligazioni pecuniarie possono essere:
• Di valuta: in queste è sempre avvantaggiato il debitore. Con Il principio nominalistico il debito di valuta da adempiuto con la somma stabilita quando l’obbligazione è sorta, indipendentemente dall’inflazione.
 Clausola ISTAT (a tutela del creditore): per iscritto le parti si mettono d’accordo e per esempio i 1000 € verranno incrementati dall’ISTAT se c’è l’inflazione (ovviamente si darà una somma più alta.
 Clausola oro: nel momento in cui sorge l’obbligazione per comprare 20g d’oro pagavo 1000 € nel 2009, mentre nel 2014 per comprare sempre gli stessi 20g d’oro pago 1200 € quando la estingui.
• Di valore: il debitore deve dare al creditore l’effettivo valore del bene. Inadempimento, fatto illecito.

Interessi: il debitore di una somma di denaro è tenuto a un’obbligazione pecuniaria accessoria: pagare gli interessi corrispettivi. Una somma di denaro è pari ha un tasso d’interesse che può essere liberamente concordato dalle parti in forma scritta, però se supera di metà quello delle banche diventa usuraio.

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