Video appunto: Interpretazione del testo costituzionale italiano

Interpretazione del testo costituzionale italiano



Il testo costituzionale fu scritto in modo da permettere a ciascuno di leggervi ciò che voleva, e alle potenzialità in esso contenute di dispiegarsi in una direzione (presidente cerimoniale nel quadro di un forte parlamentarismo monista) oppure nell’altra (presidente chiamato a sopperire alle debolezze di un governo parlamentare non adeguatamente sostenuto dai partiti nel quadro di un parlamentarismo neo-dualista).


Le vicende della storia politicoistituzionale italiana dal 1948 ai nostri giorni mostrano un alternarsi di fasi nelle quali la figura presidenziale si è atteggiata in modo diverso: da presidenti sostanzialmente subordinati alle scelte di un sistema dei partiti relativamente forte e legittimato, in grado di controllare saldamente il Parlamento, a presidenti protagonisti attivi sia nell’esercizio di funzioni di garanzia sia nell’assunzione di funzioni di indirizzo, a fronte di un sistema dei partiti in trasformazione, frammentato, rissoso e dotato di legittimazione sempre più flebile, spesso non in grado di far da solo.
Fino al 1875, quando la Francia tornò repubblica, in Europa, Svizzera a parte, c’erano solo monarchie. Ancora oggi, dei 28 stati membri dell’Ue, 7 sono monarchie (Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia).
Ma, almeno in Europa, i capi di stato ereditari hanno perduto ormai da gran tempo (con la trasformazione dello stato liberale in stato liberaldemocratico), se non formalmente certo sostanzialmente, le loro attribuzioni di natura politica, proprio perché mancano di legittimazione rappresentativa.