Video appunto: Interpretazione costituzionale e compromessi parlamentari

Interpretazione costituzionale e compromessi parlamentari



Quando il costituzionalista agisce è sempre soggetto al rischio di oltrepassare la linea di confine tra una legittima “interpretazione” delle norme costituzionali da parte delle forze della politica e la vera e propria forzatura o violazione della Costituzione.


Il Parlamento, a causa della sua composizione, è espressione di gruppi di interesse in competizione elettorale. Pertanto può costituire una sede decisionale (in cui si decide a maggioranza, e quindi secondo un criterio che lascerà sempre una parte della rappresentanza politica insoddisfatta) che invece di essere incline normalmente a mantenere in ordine i conti pubblici, può tendere piuttosto ad aumentare la spesa pubblica, in primis per ragioni elettorali, oppure per ragioni di compromesso politico.
Così il Parlamento può essere propenso ad alterare il livello di spesa e l’equilibrio finanziario proposto dal Governo (ad esempio se un dato partito politico vuole soddisfare il proprio bacino elettorale e adottare a tutti i costi una determinata spesa a favore degli interessi dei propri elettori, può cercare di ottenere che i partiti politici avversari presenti in Parlamento non ostacolino questa decisione, concedendo loro in cambio il soddisfacimento di altri interessi, che comportano un aumento della spesa pubblica).