Concetti Chiave

  • Il Jobs Act, introdotto dal Governo Renzi, ha modificato radicalmente la normativa sul lavoro a partire dal 2014.
  • Tra le riforme principali, ha istituito la Naspi e modificato il regime sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi dopo il 7 marzo 2015.
  • Ha introdotto nuove normative per collaborazioni parasubordinate e riformato gli ammortizzatori sociali.
  • Ha enfatizzato l'importanza delle assunzioni a tempo indeterminato con incentivi economici per i datori di lavoro.
  • Il Jobs Act mirava a ridurre le differenze tra lavoratori standard e atipici, nonostante alcune limitazioni dopo il referendum costituzionale del 2016.

Innovazioni del Jobs act

La normativa sul lavoro è stata radicalmente innovata dal Governo Renzi tramite il cosiddetto «Jobs act», un insieme di provvedimenti legislativi emanati a partire dal 2014.

In primo luogo, il Jobs act è intervenuto in materia di disoccupazione, istituendo la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego). Una delle riforme più importanti ha riguardato il nuovo regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo (contratto a tutele crescenti), applicabile ai lavoratori estromessi dopo il 7 marzo 2015.

Misure significative del Jobs act

Fra le altre misure introdotte dal Jobs act, le più significative sono:

- la nuova normativa sulle collaborazioni parasubordinate la riscrittura della disciplina relativa ai contratti di lavoro non standard;

- la riforma degli ammortizzatori sociali, con particolare riferimento ai contratti di solidarietà difensivi;

- l’istituzione dell’Anpal e l’innovazione delle politiche attive per il lavoro, la cui fruizione è stata condizionata ad un effettivo impegno del disoccupato a ricercare un nuovo impiego;

- la nuova disciplina sui controlli a distanza e sulle dimissioni.

Inoltre, il Jobs act ha consolidato la centralità delle assunzioni a tempo indeterminato, elargendo incentivi economici ai datori di lavoro avvezzi a tale modalità di assunzione.

Obiettivi e impatti del Jobs act

Lo scopo primario del Jobs act era ridurre il dualismo del mercato lavorativo, cioè le differenze fra lavoratori standard e non. Per raggiungere questo obiettivo, esso ha tentato di parificare la tutela offerta ai lavoratori subordinati e a quelli assunti tramite contratti atipici.

L’intervento del Jobs act sulle politiche attive del lavoro è stato ridimensionato dal referendum costituzionale del dicembre 2016: se la riforma fosse stata approvata, i servizi per l’impiego sarebbero stati demandati all’Anpal, mentre oggi vengono ancora gestiti dalle regioni.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono state le principali innovazioni introdotte dal Jobs act in materia di disoccupazione?
  2. Il Jobs act ha istituito la Naspi, una nuova assicurazione sociale per l’impiego, e ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio per il licenziamento illegittimo, applicabile ai lavoratori estromessi dopo il 7 marzo 2015.

  3. In che modo il Jobs act ha cercato di ridurre il dualismo nel mercato del lavoro?
  4. Il Jobs act mirava a ridurre le differenze tra lavoratori standard e non standard, parificando la tutela offerta ai lavoratori subordinati e a quelli con contratti atipici, e promuovendo le assunzioni a tempo indeterminato con incentivi economici.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community