Erectus 4209 punti

Le forme di Stato


Per forme di Stato si intendono i rapporti verticali esistenti fra autorità e cittadini. La prima grande distinzione deve essere fatta fra stati che, con sfumature diverse non tengono conto della volontà dei cittadini e quindi escludono il popolo dal governo e stati democratici.
Nel primo gruppo possiamo inserire: lo Stato assoluto, lo Stato totalitario e lo Stato socialista.
Nello Stato assoluto il potere è concentrato nelle mani di un monarca che è libero da ogni forma di controllo; in questo caso si parla di potere assoluto (dal latino absolvere), cioè sciolto, libero da ogni controllo ed obbligo di rendere conto del proprio operato. Gli individui che si chiamano sudditi, ma non cittadini, sono totalmente sottoposti allo Stato. Tale forma di Stato ha caratterizzato la Francia e la Gran Bretagna dal XV al XVIII secolo. Con la Rivoluzione francese del 1789, lo Stato assoluto entra in crisi ed evolve verso lo Stato liberale.
Nello Stato liberale, in applicazione della teoria della separazione dei poteri di Montesquieu) vige il principio della separazione dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario) Si tratta di uno stato di diritto perché esistono delle regole che tutti sono obbligati a rispettare. I cittadini hanno dei doveri ed anche dei diritti, soprattutto quelli fondamentali. Con uno Stato simile, la classe sociale favorita è la borghesia perché il diritto di voto viene accordato in funzione del censo, cioè della ricchezza posseduta da ciascuno. Lo Stato liberale si evolve in direzione di uno stato democratico quando si comincia ad accordare il diritto di voto(uomini e donne). In Italia, il diritto di voto viene esteso a tutti gli uomini, senza differenza di censo nel 1912 e nel 1946 il diritto di voto viene esteso anche alle donne.
Lo Stato totalitario è la negazione delle libertà in quanto l’individuo è privato delle libertà fondamentali e lo Stato si preoccupa solo del proprio. Prestigio. L’esempio più eclatante ci è dato dal Nazismo di Hitler, dal fascismo italiano con Mussolini e dal franchismo del generale Francisco Franco, in Spagna.
Un aspetto dello Stato totalitario è la dittatura militare in cui la sovranità è attribuita all’esercito. E’ il caso di alcuni governo che hanno interessato alcuni anni fa la Grecia (detta dei colonnelli), oppure l’ Argentina con Péron o il Cile con Pinochet.
Un’altra forma di Stato che limita, ed in certi casi annulla la libertà individuale è lo Stato socialista in cui quest’ ultimo diventa proprietario dei beni tolti ai cittadini e dei mezzi di produzione. Inoltre, lo Stato pianifica le scelte economiche. La sovranità è affidata ad un partito politico unico il quale, poi, non esita a reprimere con violenza che si oppongono. Nel XX secolo, lo Stato socialista era diffuso in Russia e negli stati dell’Europa orientale: Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Nel 1989 lo Stato socialista è crollato perché l’URSS si è disgregata ed anche gi stati dell’Europa dell’Est si sono avviati verso uno stato democratico.
Gli Stati democratici possono essere Stati accentrati, Stati regionali o Stati federali.
Nello Stato accentrato il potere è mano ad organi centrali che operano nella capitale e che amministrato le funzioni pubbliche per tutto il territorio.
Invece, nello Stato regionale alcune funzioni sono esercitate dallo Stato ed altre dalle Regioni. Per questo motivo, a volte, si creano dei conflitti di competenza fra Stato e Regione nei casi in entrambi pensano di aver diritto a legiferare. L’Italia attuale è uno stato regionale.
Nello Stato federale, come negli U.S.A, in Svizzera i Germania o in Austria, alcune scelte quali la politica estera, la difesa, l’ambiente o l’economia, sono di spettanza del Governo centrale. Le altre sono invece gestite dai singoli stati federati.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove