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La forma di governo francese


La costituzione francese del 1958 delinea una forma di governo riconducibile in parte a quella parlamentare, in parte a quella presidenziale: per questo motivo, essa è definita «semipresidenziale».
Essa presenta alcuni istituti tipici del governo parlamentare (responsabilità politica del governo e irresponsabilità del presidente) e altri caratteristici del presidenzialismo (capo dello Stato non eletto dal parlamento, ministri non membri delle camere, poteri presidenziali svincolati dalla controfirma).

Il popolo è chiamato ad eleggere sia il Presidente sia l’Assemblea nazionale. Secondo l’originario testo costituzionale, il presidente doveva essere eletto da un collegio composto da ottantamila elettori (perlopiù esponenti politici quali parlamentari e membri delle assemblee territoriali). Nel 1962, però, un emendamento ha introdotto l’elezione popolare del capo dello Stato. In questo modo è stata accentuata l’indipendenza del potere presidenziale da quello parlamentare.
Inoltre, mentre originariamente il mandato del Presidente francese durava sette anni, nel 2000 esso è stato ridotto a cinque anni e nel 2008 è stato imposto il limite dei due mandati consecutivi.

Il presidente gode di poteri molto estesi: egli nomina il primo ministro e accetta le dimissioni del governo; indice il referendum su determinati progetti di legge; può sciogliere l’Assemblea nazionale dopo aver ascoltato il primo ministro e i presidenti delle due camere; può inviare messaggi al parlamento; nomina tre membri e il presidente della Corte costituzionale e, in caso di grave minaccia all’integrità dell’ordinamento, può esercitare le funzioni degli altri titolari del potere politico, senza però poter sciogliere l’Assemblea. Inoltre, la costituzione prevede l’assenza di qualsiasi obbligo di controfirma ministeriale degli atti emanati dal Presidente della repubblica. Ciò implica l’irresponsabilità del capo dello Stato nei confronti del Parlamento: egli deve rispondere esclusivamente al corpo elettorale.
La controfirma ministeriale è prevista solo per prerogative particolarmente incisive, quali ad esempio la promulgazione delle leggi, la nomina delle più alte cariche dello stato e il comando delle forze armate.
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