Ominide 22316 punti

Consiglio costituzionale francese


Il Consiglio costituzionale francese è composto da nove membri , nominati per un terzo rispettivamente dal presidente della Repubblica, dal Presidente del Senato e dal Presidente dell’Assemblea nazionale. Essi restano in carica per nove anni e sono coadiuvati dagli ex capi dello Stato. Il Consiglio svolge un importante ruolo di garanzia costituzionale, controlla la regolarità delle elezioni parlamentari e dei referendum, fornisce pareri sull’assunzione dei poteri eccezionali del Presidente della Repubblica in caso di crisi e verifica la legittimità costituzionale delle leggi prima che vengano pubblicate.

Il Consiglio si è consolidato come organo di giustizia costituzionale di tipo accentrato: esso è responsabile della giurisprudenza del cosiddetto «blocco di costituzionalità», in virtù della quale controlla la legittimità delle leggi sulla base dei parametri della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Il consiglio, inoltre, si pronuncia su questioni concernenti importanti temi politici quali, ad esempio, la nazionalizzazione, il decentramento e le leggi finanziarie.

L’accresciuto numero delle leggi sottoposte al controllo di costituzionalità e la sistematicità dell’intervento, unitamente ad una estensione della discrezionalità interpretativa, si è tradotto in un aumento del potere spettante al giudice costituzionale.
Per quanto riguarda in particolare la possibilità riconosciuta dalla legge del 1974 a 60 deputati o a 60 senatori di deferire le leggi al Consiglio costituzionale, si è constatato fino al 1981 un uso limitato di tale facoltà da parte della opposizione socialista, mentre, al contrario, tra il 1981 e il 1986 i parlamentari della coalizione centrista rimasta all’opposizione sino alle elezioni legislative del marzo 1986 hanno fatto più largo uso di tale impugnativa.
Un sempre maggior coinvolgimento del Consiglio costituzionale si riscontra anche in materia di politica estera e comunitaria in seguito alla revisione costituzionale del 25 giugno 1992 che ha esteso la possibilità del ricorso parlamentare anche agli impegni internazionali sottoscritti dalla Francia, adeguando la previsione dell’art. 54 a quella dell’art. 61.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email