Concetti Chiave
- L'elemento di subordinazione è fondamentale nel diritto del lavoro, distinguendo chiaramente tra il datore di lavoro, con un ruolo attivo, e il lavoratore.
- L'articolo 2094 del codice civile definisce la figura del prestatore di lavoro subordinato, che si impegna a lavorare sotto la direzione dell'imprenditore in cambio di retribuzione.
- L'articolo 2104 del codice civile stabilisce l'obbligo di diligenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro, evidenziando la responsabilità nella prestazione lavorativa.
- La legge 300 del 1970 ha definito diritti e doveri dei lavoratori, introducendo importanti tutele e limitazioni al potere datoriale.
- Le limitazioni al potere del datore di lavoro sono emerse in risposta a un cambiamento culturale, enfatizzando il rispetto delle libertà individuali e del diritto al lavoro.
Indice
Subordinazione nel diritto del lavoro
L’elemento della subordinazione si configura come dato identificativo del diritto del lavoro. In generale, nell’ambito del diritto di lavoro bisogna sempre distinguere tra datore di lavoro e lavoratore. Il datore di lavoro è titolare di una posizione attiva di iniziativa e di preminenza. L’articolo 2094 del codice civile definisce il rapporto di subordinazione tra i suddetti soggetti. Esso considera prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore.
Obblighi e diritti del lavoratore
Il tema è enucleato anche da altri articoli del codice civile: a tal proposito è particolarmente rilevante l’articolo 2104 del codice, il quale delinea l’obbligo di dipendenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro e impone al primo il dovere di utilizzare la diligenza dovuta in base alla natura della prestazione richiesta.
Il lavoratore è dotato di poteri giuridici in senso stretto che costituiscono una costante garanzia di quanto previsto dall’articolo 41 della Costituzione italiana. Diritti e doveri dei lavoratori sono stati definiti con chiarezza solo nel 1970, in seguito all’emanazione della legge 300 (Statuto dei lavoratori).
Limitazioni al potere datoriale
La suddetta legge dispone alcune limitazioni del potere di cui gode il datore di lavoro. Diverse restrizioni sono state introdotte anche nell’ambito dei contratti collettivi. I soggetti che stipulano tale forma contrattuale agiscono per istituire un sistema di regole che impattino sull’esercizio dei poteri datoriali. Queste limitazioni all’esercizio del potere del datore di lavoro sono nate in ritardo rispetto alle norme codicistiche del 1942 perché durante la seconda metà dello scorso secolo cambiò l’idea attorno alla quale nasce il contratto di lavoro. Esso non si configura come elemento necessario per soddisfare le esigenze del datore di lavoro, bensì come elemento mediante cui si devono rispettare le libertà individuali e il diritto di lavoro.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di subordinazione nel diritto del lavoro?
- Quali sono gli obblighi principali del lavoratore nei confronti del datore di lavoro?
- Come sono state limitate le prerogative del datore di lavoro?
La subordinazione è un elemento identificativo del diritto del lavoro, definito dall'articolo 2094 del codice civile, che stabilisce il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, dove il lavoratore si obbliga a prestare il proprio lavoro sotto la direzione dell'imprenditore.
L'articolo 2104 del codice civile impone al lavoratore l'obbligo di dipendenza e di utilizzare la diligenza necessaria in base alla prestazione richiesta, garantendo così un corretto svolgimento del lavoro.
La legge 300 del 1970 ha introdotto limitazioni al potere datoriale, stabilendo regole che tutelano le libertà individuali e il diritto di lavoro, in risposta a un cambiamento nella concezione del contratto di lavoro, che non è più visto solo come strumento per soddisfare le esigenze del datore.