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La Commissione dell’Unione Europea


La Commissione dell’Unione europea è composta da un membro per ciascuno stato, incluso il presidente e l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza (che è anche uno dei vicepresidenti). Secondo il Trattato di Lisbona, dal 2014 la Commissione avrebbe dovuto essere composta da un numero di membri pari ai due terzi degli stati, scelti in base a un sistema di rotazione paritaria, salvo diversa decisione del Consiglio europeo.
Questo ha poi deciso di mantenere un commissario per stato. La Commissione dura in carica 5 anni. Ha sede a Bruxelles presso Palazzo Berlaymont e ha uffici di rappresentanza in tutti gli stati membri.

È il Consiglio europeo che, tenendo conto dei risultati delle elezioni del Parlamento europeo, sceglie a maggioranza qualificata il presidente della Commissione, il quale viene eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri. Il Consiglio europeo, d’intesa con il neoeletto presidente, individua poi i componenti della Commissione in base alle proposte degli stati: la Commissione nel suo insieme è sottoposta all’approvazione del Parlamento europeo e, infine, nominata dal Consiglio europeo. La responsabilità della Commissione dinanzi al Parlamento europeo è collettiva: il Parlamento, a maggioranza dei due terzi dei voti purché corrispondenti alla maggioranza dei membri, può approvare una mozione di censura; se ciò accade, l’intera Commissione si dimette (art. 234 Tfue).

La Commissione esercita i suoi compiti nel quadro degli orientamenti del presidente. Esso decide l’organizzazione interna; ripartisce gli incarichi fra i commissari (alla concorrenza, agli affari economici e monetari, al mercato interno ecc.); nomina i vicepresidenti della Commissione (oltre alla vicepresidenza dell’alto rappresentante); può obbligare alle dimissioni un qualsiasi suo membro.
La Commissione è l’organo che «promuove l’interesse generale dell’Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine». Essa agisce infatti «in piena indipendenza», con l’espresso divieto per i suoi membri di sollecitare o accettare istruzioni da alcun governo (i governi a loro volta si impegnano a rispettare tale indipendenza e a non cercare di influenzarli).
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