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Articolo 13 della Costituzione italiana


L’articolo 13 della Costituzione italiana tutela la libertà personale.
La libertà personale va letta con riferimento alle misure che sono vietate nel secondo comma dell’art. 13, vale a dire la detenzione, l’ispezione e la perquisizione personale. Così delimitato il campo, resta però da interpretare l’espressione «né qualsiasi altra restrizione della libertà personale» che, per evitare una tautologia nella definizione della stessa, rende necessario ricorrere a elementi extratestuali.
La definizione è necessaria anche al fine di distinguerla da altre libertà, per esempio la libertà di circolazione e soggiorno, di cui sono differenti i titolari e differenti le autorità competenti ad adottare eventuali provvedimenti restrittivi.
La libertà personale, prima di tutto, non ammette atti di coercizione fisica, siano essi posti in essere dalla polizia (giudiziaria o di sicurezza) o dal privato. Sono estranei dunque alla sua sfera il ritiro o la sospensione della patente (sent. 6/1962) e la visita fiscale del lavoratore assente per malattia (sent. 23/1975), mentre vi ricadono i prelievi ematici coattivi a scopo probatorio (sent. 238/1996) e il trattenimento finalizzato all’espulsione dello straniero irregolare (sent. 105/2001).

Vi è poi una seconda dimensione che si fonda sul criterio della degradazione giuridica: possono ritenersi lesive della libertà personale misure che, pur non consistenti in forme di coercizione fisica, incidono negativamente, degradandola, sulla dignità e personalità morale della persona umana (sent. 11/1956 sulla vecchia misura dell’ammonizione; sent. 27/1959 sulla sorveglianza speciale). La Corte costituzionale ha comunque escluso che atti coercitivi di scarsa incidenza (ad es. i rilievi segnaletici, dattiloscopici e fotografici: sent. 30/1962) o che non danno luogo a prolungate privazioni della libertà (ad es. l’accompagnamento coattivo di chi, legalmente invitato a comparire in giudizio, si sottragga a tale obbligo: sent. 13/1972) rientrino nella sfera protetta dall’art. 13 e, pertanto, nell’ambito della riserva di giurisdizione (debbano cioè essere disposti dal giudice.
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