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Articolo 18 della Costituzione italiana

La libertà di associazione è garantita e tutelata dall’articolo 18 della Costituzione italiana, il quale afferma che «i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare».
L’associazione prevede l’istituzione di una vera e propria realtà organizzata e stabile, la quale si propone di perseguire finalità a lungo termine. Essa, dunque, ha un vincolo ideale, si struttura in un’organizzazione ed è tendenzialmente stabile nel tempo poiché, per raggiungere il fine ideale il cui adempimento unisce tutti i consociati, saranno necessarie tempistiche molto ampie.
La finalità che i consociati si propongono di raggiungere è consolidata tramite un contratto di associazione (vincolo giuridico dal quale scaturiscono specifiche obbligazioni che tutti i consociati sono tenuti a rispettare), una stabilità nel tempo (necessaria per raggiungere il suddetto fine) e un’organizzazione definita. Chi sottoscrive il contratto di associazione dimostra di condividere le finalità che l’associazione si propone di perseguire. Venir meno all’adempimento del fine proposto determina l’assunzione di un comportamento illegittimo nei confronti dell’associazione; in tal caso, infatti, i consociati potranno scegliere di espellere chi assuma tali comportamenti.
L’articolo 18 propone una duplice tutela. Esso, infatti, da un lato riconosce l’esercizio della libertà di associazione e, contestualmente, tutela il ruolo del singolo all’interno del gruppo di consociati. Si configura così il diritto di associazione, il quale è sempre affiancato dal diritto dei singoli membri dell’associazione stessa di farne parte in modo attivo e critico.
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