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Concetti Chiave

  • Il Ducato di Milano ebbe una significativa evoluzione grazie all'espansione viscontea, che portò all'acquisizione di numerose città e territori strategici in Italia.
  • Firenze si affermò come un centro economico di rilevanza internazionale, con il fiorino d'oro che divenne moneta di scambio nei mercati europei.
  • La famiglia Medici, emergendo nel Quattrocento, giocò un ruolo cruciale nella politica fiorentina, sostenendo il popolo e consolidando il loro potere attraverso alleanze strategiche.
  • Venezia, già attiva nei traffici commerciali dal X secolo, si espanse nella terraferma sotto la guida del doge Francesco Foscari, acquisendo territori vitali per il commercio.
  • La Guerra di Chioggia segnò la fine della rivalità con Genova, consentendo a Venezia di rafforzare il suo dominio e avviare una nuova fase di espansione territoriale.

In questo appunto di storia viene descritto il Ducato di Milano, le repubbliche di Firenze e Venezia con precise e dettagliate informazioni sul loro ruolo nel corso dell'età medievale. Si descrivono principalmente gli eventi storici che hanno interessato queste grandi città.

Ducato di Milano, Firenze e Venezia: Politica ed Espansione nel Medioevo articolo

Il ducato di Milano

Dopo la battaglia di Cortenuova (1237) Pagano della Torre, conte di Valsassina, salvò e accolse i Milanesi inseguiti dai Bergamaschi. In ragione di tali meriti, nel 1240, fu nominato anziano della credenza di Sant’Ambrogio di Milano e ottenne grande prestigio nella città. Nel 1277, l’arcivescovo Ottone Visconti, a capo dell’opposizione nobiliare ghibellina, sconfisse i Della Torre in battaglia e si fece proclamare signore. Il nipote Matteo, grazie all’estensione dei domini milanesi al Monferrato, aprì nuove possibilità ai mercanti e agli artigiani trasformando Milano in una grande città manifatturiera e commerciale. Nel 1302 i Della Torre riconquistarono il potere che passò nuovamente ai Visconti nel 1329.

L'espansione viscontea

Nella prima metà del XIV secolo ebbe inizio l’espansionismo della Signoria viscontea. A seguito della lotta contro Mastino della Scala, i Visconti ottennero Brescia che si aggiunse ai domini di Como, Vercelli, Pavia, Lodi, Piacenza, Cremona, Crema e Bergamo. Giovanni Visconti (1349-1354) conquistò Parma, Alessandria, Tortona, Bologna e Genova. I suoi nipoti Galeazzo II, Bernabò e Matteo II, presero Genova e Bologna. Gian Galeazzo Visconti, figlio di Galeazzo II e signore di Milano (1376-1402), operò un tentativo di unificazione su scala nazionale riuscendo ad estendere la propria Signoria ad altre regioni della penisola fino a comprendere numerose terre del Veneto, dell’Emilia e della Toscana. Dopo aver abbattuto le potenti Signorie degli Scaligeri e dei Carraresi, Gian Galeazzo si fece riconoscere Signore di Verona, Vicenza e Padova. Conquistò o riconquistò inoltre Novara, Alessandria, Vercelli in Piemonte, Parma e Bologna in Emilia, Genova e la Liguria. Ottenne poi a sud dell’Appennino la Signoria di Lucca, Pisa, Siena, Perugia e Assisi, giungendo a minacciare da vicino perfino Firenze. La sua morte improvvisa determinò il rapido crollo delle fortune viscontee, tanto che il figlio Filippo Maria riuscì a salvare dal naufragio dei vasti domini paterni solo il nucleo originario lombardo. Questo rapido crollo esprimeva l'intrinseca debolezza delle signorie, incapaci di trasformare i propri domini in un'organica struttura statale. Ma, appena consolidato il potere, egli riprese la politica espansionistica del padre, recuperando le città emiliane e minacciando Venezia, che aveva approfittato della scomparsa di Gian Galeazzo per impadronirsi delle terre venete.

La repubblica di Firenze

Firenze era nel XIII secolo uno dei maggiori centri economici italiani ed europei. I mercanti fiorentini si dedicavano principalmente al commercio della lana, ma erano impegnati spesso anche in attività bancarie. Nel 1252 fu coniato infatti il fiorino d’oro che si affermò come moneta per i mercati internazionali. La borghesia delle arti assunse una crescente importanza in campo amministrativo e nel 1282 si costituì il governo dei Priori delle arti, formato da sei priori che affiancarono e poi sostituirono i magistrati precedenti. Nel 1292, con gli Ordinamenti di giustizia voluti da Giano della Bella, si riservarono le magistrature e i consigli solo agli appartenenti alle arti minori e mediane, escludendo i magnati dal governo. Questi poterono in seguito partecipare all’amministrazione cittadina purché si iscrivessero a un’arte. Fu questo il caso di Dante Alighieri, che si iscrisse all’arte dei medici e speziali. Tra il XIII e il XIV secolo i regimi signorili furono soltanto transitori, a differenza di quanto avvenne con la famiglia Medici nel XV secolo.

Qual è l'ascesa dei Medici?

La Repubblica di Firenze comprendeva, nella seconda metà del Quattrocento, quasi tutta la Toscana poiché aveva conquistato Pisa, Pistoia, Arezzo e Volterra. Conservavano ancora la loro indipendenza Siena e Lucca. Dopo il tumulto dei Ciompi (1378) la ricca borghesia mercantile e bancaria aveva assunto il predominio politico di Firenze. I Medici furono oppositori delle famiglie oligarchiche che detenevano il governo della città (Albizzi, Strozzi, Tornabuoni). Pur essendo essi stessi mercanti e banchieri erano fautori della parte popolare. Grazie all’appoggio del popolo minuto essi divennero signori di Firenze nel 1434 cacciando in esilio i loro avversari. Diede inizio alla Signoria Cosimo il Vecchio, che decise saggiamente di rinunciare agli aspetti esteriori del potere e di assicurare ai propri fautori le magistrature della Repubblica senza alterare gli ordinamenti cittadini.

Le grandi famiglie fiorentine spodestate, guidate dai Pazzi, ordirono una congiura (Congiura dei Pazzi, 1478) con l’intento di uccidere i due giovani nipoti di Cosimo, Giuliano e Lorenzo. Assalitili in Santa Maria del Fiore, uccisero Giuliano e ferirono Lorenzo che riuscì però a salvarsi e a conservare il potere alla propria famiglia grazie all’aiuto del popolo levatosi in tumulto. Lorenzo, detto poi il Magnifico, fu una figura di spicco nella storia del Quattrocento, sia per i suoi meriti di letterato e di mecenate, sia per le sue eccezionali qualità di uomo di stato. Fu infatti il principale artefice dell’equilibrio politco della penisola e assicurò all’Italia una relativa tranquillità fino alla discesa di Carlo VIII di Francia.

Ducato di Milano, Firenze e Venezia: Politica ed Espansione nel Medioevo articolo

Venezia e i traffici commerciali

Venezia ebbe già dal X secolo una posizione preminente nei traffici commerciali con l’Oriente e l’Europa centrale. Formalmente sottoposta all’Impero bizantino, godeva di particolari privilegi nei suoi confronti. In cambio dell’aiuto a riconquistare la ribelle Zara, i Veneziani finanziarono la quarta crociata e ottennero molti territori dalla costituzione dell’Impero Latino d’Oriente. Questo fatto accrebbe la rivalità con Genova e Pisa. Gli scontri con Genova caratterizzarono tutto il XIII secolo ed ebbero fine solo con la Guerra di Chioggia (1378-1381) con cui Genova si ritirava dall’Adriatico.

Ai primi del Quattrocento, senza trascurare i propri interessi d’oltremare, Venezia iniziò una politica di espansione nella terraferma, di cui si fece paladino il doge Francesco Foscari, non tanto per ambizioni territoriali, quanto per assicurarsi il controllo dei passi alpini in direzione della Germania ed estendere i propri scambi commerciali nel retroterra padano. In ragione di ciò, quando nel 1402 morì Gian Galeazzo Visconti, occupò Padova, Vicenza, Verona, Feltre, Belluno e unificò il Veneto dal Mincio all’Isonzo. Grazie alla propria stabilità politica e alle ingenti ricchezze accumulate in secoli di traffici, Venezia ebbe la possibilità di assoldare Francesco di Bussone detto il Carmagola, il miglior condottiero del tempo, che sconfisse i Milanesi, guidati da Filippo Maria Visconti, a Maclodio nel 1427. A seguito di tale vittoria Venezia entrò in possesso di Bergamo, Brescia e di tutta la terraferma fino all’Adda. Tale accresciuto potere ne fece la nuova minaccia all’equilibrio politico degli Stati italiani sicché Firenze, fino a quel momento legata alla città lagunare in prospettiva antiviscontea, passò dalla parte di Milano.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Pagano della Torre nel Ducato di Milano?
  2. Pagano della Torre, conte di Valsassina, salvò i Milanesi durante la battaglia di Cortenuova nel 1237 e, per i suoi meriti, fu nominato anziano della credenza di Sant’Ambrogio di Milano nel 1240, guadagnando grande prestigio nella città.

  3. Come si è sviluppata l'espansione viscontea nel XIV secolo?
  4. L'espansione viscontea iniziò nella prima metà del XIV secolo, con Giovanni Visconti che conquistò diverse città, tra cui Parma e Genova, e Gian Galeazzo Visconti che tentò un'unificazione nazionale, estendendo i domini viscontei a gran parte della penisola, fino a minacciare Firenze.

  5. Quali cambiamenti significativi avvennero nella Repubblica di Firenze nel XIII secolo?
  6. Firenze divenne un importante centro economico, con i mercanti che si dedicarono al commercio della lana e all'attività bancaria. Nel 1252 fu coniato il fiorino d’oro e nel 1292 furono introdotti gli Ordinamenti di giustizia, riservando le magistrature agli appartenenti alle arti minori.

  7. Come i Medici sono riusciti a consolidare il loro potere a Firenze?
  8. I Medici, grazie al supporto della borghesia e del popolo minuto, divennero signori di Firenze nel 1434, cacciando i loro avversari. Cosimo il Vecchio, in particolare, rinunciò agli aspetti esteriori del potere, assicurando le magistrature ai propri sostenitori senza alterare gli ordinamenti cittadini.

  9. Qual è stata l'importanza di Venezia nei traffici commerciali durante il Medioevo?
  10. Venezia, già dal X secolo, si affermò come un centro commerciale di rilievo, godendo di privilegi dall'Impero bizantino e partecipando alla quarta crociata. La città espanse il suo dominio nella terraferma nel Quattrocento, assicurandosi il controllo dei passi alpini e aumentando la sua influenza economica e politica.

Domande e risposte

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