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XIV secolo. Milano e Gian Galeazzo Visconti

Dopo la morte di Giovanni Visconti, il ducato di Milano passa nelle mani del nipote Gian Galeazzo che, dopo aver eliminato tutti i parenti, riunifica il territorio dei suoi antenati e riprende le mire espansionistiche. Il momento è particolarmente adatto poiché i tradizionali nemici di Milano sono impegnati in difficoltà interne ed esterne: Venezia e Genova sono occupate nella guerra di Chioggia, il Papa è travolto dalla questione dello Scisma d’Occidente, a Firenze si ha il Tumulto dei Ciompi e la guerra contro il Papato, detta degli Otto Santi, mentre nell’ Italia Meridionale si ha la guerra di successione fra gli Angioini e i membri del casato di Durazzo appartenente al secondo ramo degli Angioini. Gian Galeazzo ne approfitta per estendere il ducato di Milano sia nel nord che in direzione dell’ Italia centrale. Infatti per raggiungere questo obiettivo, distrugge la signoria degli Scaligeri di Verona, appoggiandosi ai Da Carrara, signori di Padova; quindi si allena con Venezia e dopo aver sconfitto i Da Carrara, suoi ex alleati, diventa padrone anche di Padova. Successivamente in Piemonte stabilisce la signoria viscontea su Novara, Vercelli ed Asti ed in Emilia riprende Parma e Bologna, un tempo già appartenenti ai Visconti. In Toscana riesce ad impadronirsi di Pisa e di Siena per poter stringere Firenze dentro una morsa mentre, approfittando delle vicende legate all’ Scisma d’ Occidente, annette la signoria di Perugia e i Assisi. Nel 1395, Gian Galeazzo Visconti ottiene il titolo di Duca di Milano dall’ imperatore Venceslao e questo fa pensare ai contemporanei che egli voglia ricostituire un vasto regno su imitazione di quello dei Longobardi. Il gusto del bello e della magnificenza sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti si manifesta con la costruzione del Duomo di Milano e della Certosa di Pavia. I suoi progetti vengono tuttavia interrotti dalla morte avvenuta improvvisamente nel 1402.
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