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Shoah: film


La Shoah è stata uno degli aspetti più bui della storia mondiale. Con Shoah si intende infatti il tentativo di sterminio da parte della Germania nazista guidata da Hitler degli ebrei e dei cosiddetti popoli non germanici e dunque non appartenenti alla cosiddetta razza ariana nel corso della Seconda Guerra mondiale. Lo sterminio definitivo degli ebrei e dei popoli non “germanici” fu effettuato mediante i campi di concentramento, all’interno dei quali erano presenti delle baracche in cui venivano fatti vivere e dormire i prigionieri in maniera del tutto disumana. Un altro metodo utilizzato per l’uccisione finale dei prigionieri fu anche quello delle camere a gas.
Sul tema della Shoah sono stati girati tantissimi film con l’obiettivo di ricordare quello che è successo, affinché nulla del genere possa mai più accadere. Tra questi film ne vengono presi in esame due molto importanti: La vita è bella di Roberto Benigni e Schindler's List di Steven Spielberg.

La vita è bella


Guido Orefice e l’amico Ferruccio lasciano la campagna, per vivere in città, precisamente ad Arezzo. Guido vorrebbe aprire una sua libreria nel centro storico della città, mentre Ferruccio che di professione fa il tappezziere, ama scrivere versi di natura comica. Per sbarcare il lunario, Guido fa il cameriere presso il Grand Hotel, mentre Ferruccio fa il commesso in un negozio che vende stoffe. Presto Guido conosce Dora, un’insegnante di scuola elementare, di cui si innamora e cerca in tutti i modi di conquistarla, ma la donna si deve sposare con un suo vecchio compagno di classe, di cui non è tanto innamorata. L’occasione per conquistarla definitivamente sarà proprio la festa per l’annunciazione del matrimonio tra la donna e il suo compagno che si tiene presso il Grand Hotel, dove Guido lavora. Quest’ultimo appare davanti alla donna in groppa ad un puledro, conducendola via con sé. Il tempo passa, Dora e Guido si sposano e dalla loro unione nasce Giosuè. Purtroppo questi sono anni duri: sono in vigore le leggi razziali in Italia contro gli ebrei e scoppia la guerra. Essendo ebrei Guido e il bambino vengono deportati in un campo di concentramento, anche Dora pur essendo italiana, viene deportata. Per non turbare il bambino, Guido decide di fargli credere che nel posto in cui stanno andando venga portato avanti un gioco a punti in cui chi supera tutte le prove, persino le più difficili e dure, vince. Alla fine ciò che accadrà è che Guido viene allontanato ed ucciso dai nazisti nel momento in cui questi stanno abbandonando il campo di concentramento. Giosuè crede che lui e il padre abbiano vinto il gioco. Effettivamente la guerra è finita e Giosuè riesce finalmente a ritrovare la sua mamma, annunciandole che lui e il papà hanno vinto il gioco.

Schindler’s List

alcuni film sulla Shoah

Le vicende sono ambientate nella città di Cracovia, in Polonia nell’anno 1939. L’industriale tedesco Oskar Schindler cerca di rilevare una fabbrica di pignatte e di marmitte, cercando di avere il consenso degli alti vertici del partito nazista di cui fa parte. Alcuni ebrei del ghetto di Podgorze, già sottoposti alla dura ghettizzazione nazista, vengono convinti dall’uomo a fornirgli i soldi per cercare di rilevare l’edificio della fabbrica. La sua ricompensa sarebbe stata quella di dare loro un lavoro nella fabbrica, sottraendoli al duro internamento nel campo di lavoro comandato dal crudele nazista Amon Goeth. Schindler in questo modo riesce a creare un campo dove lavorano i suoi operai, in cui Amon Goeth e i nazisti possono entrare solo su sua autorizzazione. Utilizzando tutti i suoi soldi, l’uomo riesce ad avviare una fabbrica di granate a Brinnlitz. Grazie all’aiuto del contabile ebreo Itzhak Stern, Schindler riesce ad avere una lista su cui sono presenti i nomi di 1.100 ebrei che sarebbero diventati suoi operai. Mentre gli uomini riescono a giungere a destinazione, le donne della lista vengono per errore inviate verso Auschwitz. Solo grazie all’intervento dell’industriale e alle sue risorse finanziarie non avviene il peggio e le donne riescono ad avere salva la vita e ad essere ricondotte verso Brinnlitz. La fabbrica per ben sette mesi con uno stratagemma ordito ad hoc realizza delle granate difettose, ma presto i soldi di Schlinder finiscono. Conclusa la guerra, l’uomo deve lasciare i suoi operai, perché facendo parte del partito nazista è ricercato dai sovietici. I suoi operai si accomiatano da lui, dicendogli che lui non è un nazista, in quanto è stato il fautore della loro salvezza e gli consegnano sia una lettera sia un anello in oro che hanno forgiato in segreto in cui è presente la seguente frase del Talmud: “Chi salva una vita salva il mondo intero”. A questo punto Schindler parte con la moglie, mentre i suoi operai dormono nei pressi dei cancelli della fabbrica. Il mattino dopo scoprono di essere liberi. Alla fine del film vengono proposte delle immagini degli operai salvati da Schindler ormai anziani che mettono delle pietre sulla tomba del loro salvatore.

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