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Notte di San Lorenzo


La notte del 10 agosto, giorno di San Lorenzo, viene tradizionalmente considerata la notte delle stelle cadenti o delle lacrime di San Lorenzo. Scientificamente, però, quelle che noi chiamiamo “stelle cadenti” altro non sono che lo sciame meteorico delle Perseidi, e il loro momento di massima attività può cambiare di anno in anno e non cadere necessariamente il 10 agosto – nel 2018, per esempio, il picco è coinciso con la notte tra il 12 e il 13 agosto -.
Perché, allora, la notte delle stelle cadenti è stata identificata solo con il 10 agosto? Questo è accaduto perché l’evento è stato osservato per la prima volta il 10 agosto 36 d.C., proprio la data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo, arso vivo su una graticola, per cui secondo la credenza popolare le stelle cadenti in cielo altro non sarebbero che le lacrime del santo che piovono dal cielo. Chi ha la fortuna di vedere queste lacrime può esprimere un desiderio e sperare di vederlo realizzato.

Le stelle cadenti


Tuttavia, le Perseidi non sono, tecnicamente, delle stelle cadenti, ma uno sciame di detriti – quali polveri e ghiaccio – rilasciato della cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole; ogni anno la Terra, nel suo giro intorno al Sole, incontra questa scia proprio nel periodo di luglio/agosto. La cometa Swift-Tuttle è transitata vicino alla Terra nel 1992 e si stima che ripasserà nel 2026.
Di solito gli sciami meteorici prendono il nome della costellazione da cui i loro detriti sembrano provenire. Questo sciame di detriti si chiama “Perseidi” perché sembra appunto che tutte le scie derivino dalla direzione della costellazione di Perseo, ad est.
Un detrito roccioso nello spazio viene chiamato meteoroide. Un meteoroide tipico delle Perseidi viaggia a circa 214.365 km/h (59 km al secondo) quando colpisce l'atmosfera terrestre: al momento dell’impatto l’attrito produce una scia luminosa, cioè la coda di quella che a noi sembra una stella cometa, che si può vedere per qualche secondo anche ad occhio nudo. Dal momento che la maggior parte dei detriti delle Perseidi sono minuscoli, è molto raro che qualche oggetto più grande sopravviva all’impatto con l’atmosfera e arrivi fino a toccare terra, dove, in quel caso, diventerebbe un meteorite.
Nel caso si decida di voler seguire l’evento, bisogna prendere alcuni accorgimenti.
Innanzitutto, è consigliabile sdraiarsi in una posizione comoda – stare in piedi con il viso rivolto verso l’alto, dopo un po’, può provocare dolori al collo – in un luogo buio senza fonti di luce o riflessi di luce. Bisogna avere molta pazienza, e scrutare il cielo in tutte le direzioni, perché le meteore potrebbero arrivare da qualsiasi lato. Evitate di guardare lo smartphone o qualsiasi altro strumento con uno schermo illuminato, perché potrebbe disturbare la vostra visione al buio. Se volete scattare una fotografia, sarebbe opportuno utilizzare uno strumento professionale con un ISO molto alto e apertura massima.

A cura di Suzy90.

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