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Le origini della Terra

La Terra si formò circa 4 miliardi di anni fa.
Inizialmente composto solo da magma, il pianeta gradualmente si raffreddò, formando una crosta terrestre sempre più di tipo granitico.
Subito dopo la sua formazione, la terra si schiantò contro un pianetino grande quanto Marte e avente circa il 10% della massa della Terra, conosciuto come Theia. Nell'urto tra i due corpi, un po' della massa di questo piccolo corpo celeste si unì alla Terra e una porzione fu espulsa nello spazio, ma abbastanza materiale sopravvisse per formare la Luna, un satellite orbitante naturale.

Le origini della vita

Ci sono due scuole di pensiero sull'origine della vita. Una suggerisce che i componenti organici siano arrivati sulla Terra dallo spazio (“Panspermia”), mentre l'altra sostiene che si siano originati sulla Terra. Il momento preciso di questo evento è molto speculativo, forse attorno a 4 miliardi di anni fa. È anche possibile che, dato il ripetuto formarsi e scomparire degli oceani a causa dell'impatto di asteroidi, la vita sia comparsa e scomparsa più volte.
Qualche molecola fu in grado di riprodurre copie di se stessa, divenne cioè un "replicatore". La replicazione non era sempre accurata: alcune copie erano leggermente diverse dalle molecole originarie. In altri casi, alcuni rari cambiamenti permettevano alla molecola di replicarsi meglio o più rapidamente.

La composizione della Terra

L'atmosfera terrestre è l'involucro di gas che riveste il pianeta Terra. Possiede una struttura piuttosto complessa e suddivisa in più strati, chiamati sfere, che dal basso in ordine di altezza sono: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera, ionosfera ed esosfera.
All’interno della Terra si trovano diversi strati:
- Crosta
- Mantello superiore
- Mantello inferiore
- Nucleo esterno
- Nucleo Interno

I movimenti della terra


I movimenti della Terra sono una serie di moti simultanei che incidono su diversi aspetti di natura astronomica e climatica sulla vita del pianeta, che determinano anche l'alternarsi delle stagioni.

In circa 24 ore la Terra compie una rotazione completa attorno al proprio asse.

Moti principali

- Moto di rotazione: è il movimento della Terra attorno al suo asse.
- Moto di rivoluzione: è il movimento della Terra attorno al Sole.

Le stagioni astronomiche

Le stagioni astronomiche sono i periodi di tempo compresi tra un equinozio e il solstizio che lo segue, o tra un solstizio e l’equinozio successivo.
Naturalmente le stagioni astronomiche risultano invertite nei due emisferi: alla nostra estate corrisponde l’inverno australe, alla nostra primavera corrisponde l’autunno australe e viceversa.
Inoltre, a causa della diversa velocità della Terra sull’orbita, le stagioni astronomiche non hanno tutte la stessa durata: noi abbiamo complessivamente un semestre caldo (primavera-estate) più lungo di circa 7 giorni e 6 ore del semestre freddo (autunno-inverno) ed il contrario si ha nell’emisfero australe.
    Equinozio di Primavera: Il 20/21 marzo i raggi solari giungono perpendicolari all’equatore e quindi il circolo di illuminazione passa per i poli e divide tutti i paralleli in due parti uguali. Ciò fa sì che il giorno e la notte abbiano la stessa durata: ci sono 12 ore di luce e 12 ore di buio.Questo giorno detto equinozio di primavera (dal latino aequus, “uguale”, e nox, “notte”), nell’emisfero boreale segna l’inizio della primavera e in quello australe l’inizio dell’autunno.

    Solstizio d’Estate: Il 20/21 giugno i raggi solari giungono perpendicolari al tropico del Cancro. L’intera calotta polare artica è illuminata per 24 ore ed è quindi sempre giorno.Questo giorno, detto solstizio d’estate, segna l’inizio dell’estate nell’emisfero boreale e qui il dì raggiunge la sua massima durata; nell’emisfero australe segna invece l’inizio dell’inverno.
    Equinozio d’ Autunno: Il 22/23 settembre, quando il circolo di illuminazione passa di nuovo per i poli, i raggi del Sole sono nuovamente perpendicolari all’equatore e si ha ancora la stessa durata del dì e della notte.Siamo all’equinozio d’autunno, che segna l’inizio dell’autunno nell’emisfero boreale e nell’altro emisfero l’inizio della primavera.
    Solstizio d’Inverno: Il 20/21 dicembre i raggi del Sole sono perpendicolari al Tropico del Capricorno e tutta la calotta polare antartica è illuminata, perciò nell’emisfero boreale si ha la durata minima del dì rispetto alla notte, che ha la sua massima durata. È il solstizio d’inverno, che nell’emisfero boreale segna l’inizio dell’inverno e nell’emisfero australe l’inizio dell’estate.
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