Concetti Chiave
- Il componimento "Sto rifacendo la punta al pensiero" di Valerio Manganelli utilizza la metafora della matita per rappresentare il pensiero del poeta, che si consuma e diventa opaco.
- La miopia viene presentata come simbolo dell'inadeguatezza dell'intelletto nel cogliere l'essenza della realtà, trasformandosi in uno strumento poetico.
- Le immagini e i pensieri nel testo appaiono incerti e confusi, richiedendo un'interpretazione poetica per coglierne il significato profondo.
- La lirica esplora il rallentamento delle reazioni agli stimoli esterni, evidenziando la difficoltà di comprendere il mondo attraverso la razionalità.
- Le figure retoriche predominanti, come similitudini e metafore, collegano la conoscenza razionale all'attitudine creativa del poeta.
In questo appunto di italiano per le scuole viene fornita un’analisi del componimento “Sto rifacendo la punta al pensiero” scritta da Valerio Manganelli.
Magrelli, Valerio - Sto rifacendo la punta al pensiero testo
Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.
per un ulteriore approfondimento sul testo poetico vedi anche qua
commento dell'opera
La lirica presenta l'immagine del poeta che tramite la metafora del rivoler fare la punta al pensiero indica il voler perfezionare le proprie capacità di comprensione, come se la sua parte razionale si fosse consumata nel penetrare il significato delle cose, Come se il filo fosse logoro, consumato, così come si consuma la mina di una matita, esprimendo pensieri incerti e confusi (e i/segno divenuto opaco). Gli occhi che guardano la realtà si consumano come matite usate e a fine giornata trasmettono alla mente immagini e concetti approssimativi e confusi. La ragione si scopre miope, la realtà oscilla dinanzi agli occhi, la conoscenza razionale del mondo si fa incerta, gli oggetti non appaiono completamente evidenti e diventano ambigui: il cervello è costretto a interpretare tutti i messaggi che gli pervengono attraverso la vista, senza utilizzare l’intelletto. Ma proprio perché la capacità intellettiva è limitata nel cogliere gli oggetti, è necessario guardare la realtà in un’ottica poetica che non si accontenta solo di ciò che appare: il poeta ha l’attitudine a separare gli oggetti, le vicende e i sentimenti dal loro alone di luce (sia dalla luce della razionalità sia dalla luce dell’apparenza), a guardarli più da vicino in modo da renderli precisi e riconoscibili, per coglierne le suggestioni più profonde e i valori, per svelarne il mistero. Con il passare del tempo, per il poeta, si offuscano le capacità della mente e si rallentano le reazioni agli stimoli del mondo esterno (i gesti si perdono, i saluti non vengono colti) guardando il mondo con gli occhi della poesia, l’unica cosa che risulta chiarissima è la difficoltà di comprendere la realtà. Attraverso questo componimento Manganelli utilizza prima la metafora della punta della matita che a furia di essere utilizzata si logora, per indicare il suo pensiero, ma il pensiero del poeta viene indicato anche attraverso un’altra metafora che è quella della miopia, così come l’occhio affetto da miopia vede in maniera offuscata, opaca, il pensiero, l’intelletto del poeta è come coperto da una patina che lo offusca, e a causa di questa patina le immagini e i pensieri non sono più facilmente comprensibili. Lo sguardo si fa quindi portatore della comprensione, il senso della vista è l’unico che può trasmettere le immagini all’intelletto, ma ormai anche queste immagini oscillano non sono più nitide.per un ulteriore approfondimento su come si svolge l'analisi di un testo poetico vedi anche qua

Poetica intellettualistica e linguaggio figurato
Le figure retoriche maggiormente presenti nel componimento sono le similitudini, le metafore e le analogie che mettono in relazione i due elementi centrali della lirica, cioè la conoscenza razionale e l’attitudine poetica.Qui di seguito vengono analizzate nello specifico queste figure retoriche
Similitudini, metafore e analogie
Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello (vv. 1-5)
La metafora e le similitudini presenti in questi versi significano che:
- come si assottiglia la punta alla matita così il poeta rende più acuto il pensiero;
- gli occhi fanno da intermediari tra il cervello e la realtà esterna e nel contempo sono metafora dell’attività poetica intesa come scrittura, così come gli occhi disegnano, la matita scrive.
è come se parlassero per enigmi continui ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre. (vv. 8-11)
La similitudine presente in questi versi, mette in risalto che i messaggi enigmatici inviati dagli oggetti possono sollecitare l’uomo alla pretesa di ragionare troppo o ad accontentarsi solo di ciò che appare.
La miopia si fa... poesia (vv. 12)
È qui che la metafore principale di tutto il componimento si libera, troviamo infatti in questi versi l’accostamento analogico miopia-poesia, tramite questa metafora il poeta ci dice che è l’inadeguatezza dell’intelligenza a cogliere l’essenza della realtà diventa uno strumento di poesia.
per un ulteriore approfondimento sulle figure retoriche vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della metafora "rifacendo la punta al pensiero"?
- Come viene rappresentata la difficoltà di visione nel componimento?
- Qual è il ruolo della miopia nel pensiero poetico secondo Manganelli?
- Quali figure retoriche predominano nel testo e quale funzione hanno?
- Come si evolve la percezione del tempo nel componimento?
La metafora indica il desiderio del poeta di perfezionare la propria comprensione, simile a come si affila una matita logora per ottenere un segno più nitido, evidenziando la fatica nel penetrare il significato delle cose.
La difficoltà di visione è rappresentata attraverso l'immagine degli occhi che si consumano come matite, suggerendo che la percezione della realtà diventa confusa e opaca, costringendo la mente a interpretare messaggi enigmatici.
La miopia diventa poesia, poiché l'incapacità di cogliere chiaramente la realtà stimola un approccio poetico che cerca di separare gli oggetti dalla loro apparente luce, rivelando significati più profondi.
Le figure retoriche predominanti sono similitudini, metafore e analogie, che mettono in relazione la conoscenza razionale e l'attitudine poetica, evidenziando la complessità del pensiero e della percezione.
La percezione del tempo si evolve in un rallentamento, dove i gesti si perdono e i saluti non vengono colti, riflettendo la difficoltà del poeta nel comprendere la realtà attraverso una visione poetica.