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Il secondo Calvino: la sfida al labirinto e l'influenza dello strutturalismo


La “sfida al labirinto” è il titolo di un famoso saggio, scritto da Calvino, apparso sul “Menabò”, una rivista dell'epoca. In quegli anni Calvino aveva fatto parte di un gruppo di intellettuali che si era formato in Francia a partire dal 1960, i quali erano dei matematici fissati con la letteratura o dei letterati fissati con la matematica, che diedero origine ad un tipo di letteratura in cui la creatività prendeva impulso dalla regola. Tali letterati erano in contatto con la cultura dello strutturalismo e si riconoscevano nell’acronimo “Oulipo” (dove “ou”, sta per la parola “Ouvrier”=opificio, officina,“li” sta per “literature”=letteratura e ”po” sta per “potentiel”=potenziale, quindi “opificio di letteratura potenziale”). Essi erano convinti che la creatività non nascesse da un’ispirazione, da un rapporto con l’inconscio (come avveniva nell’avanguardia surrealista) o da un’analisi della realtà. Piuttosto la creatività nasceva dal lavoro faticoso di mettere una parola dietro l’altra seguendo una serie di regole che lo stesso letterato si dava: non è la vicenda raccontata in sé per sé ad essere bella, ma è il modo con cui la si racconta a renderla tale (l’elemento narrativo fondamentale è costituito quindi dalle scelte creative che presiedono alla base del narrare). Quest’idea, in realtà, non era del tutto nuova: ad esempio già Leopardi aveva detto che il limite, esterno all’uomo, non era un freno alla sua immaginazione, ma un elemento che aumentava in modo esponenziale la facoltà dell’immaginazione. Lo strutturalismo consiste cioè nello strutturare l’opera attraverso una serie di componenti, per renderla labirintica, smontando quindi il testo e rendendosi conto delle varie parti che compongono un romanzo, facendo capire che l’opera è un’insieme di elementi che devono convivere pacificamente, i quali, analizzati singolarmente, ci fanno capire il caos di tutti i costituenti della letteratura.
La seconda parte della produzione letteraria di Calvino, è, infatti, caratterizzata da una forte presa di coscienza della complessità e della caoticità della realtà, all’apparenza tranquilla ma piena di contraddizioni e ingiustizie celate. La finalità delle opere del secondo Calvino è proprio quella di riportare ordine là dove regna il disordine.

“Se una notte d’inverno un viaggiatore”


L’opera più importante che deriva da questa infinità possibilità combinatoria della letteratura è “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, il cui titolo, assolutamente incompiuto poiché prelude ad una frase principale che manca, ci fa capire la bellezza e l’allegoria che soggiacciono a quest’opera. L’elemento fondamentale, originale e estremamente creativo da cui parte l’opera è la sovrapponibilità tra la figura del lettore e la figura del protagonista: il lettore viene a coincidere con il protagonista. L’opera è di difficile lettura, solo un lettore consapevole può leggerla, poiché il romanzo è composto da una serie di rimandi squisitamente letterari e dotti ad una serie di altre opere e soprattutto perché la storia è quella del lettore stesso, che diventa protagonista. Egli acquista in una libreria un romanzo di Italo Calvino e immediatamente viene catturato dalla vicenda narrata. Ma si rende conto, arrivato a leggere una ventina di pagine, che la pagina successiva non è continuativa rispetto a quella precedente, è che quindi il libro è stato impaginato male. A questo punto il lettore è desideroso di sapere come è andata a finire la vicenda e si precipita in libreria per poter cambiare la sua opera difettosa, dove incontra Ludmilla. Ludmilla è una lettrice che, proprio come lui, è stata presa completamente dalla storia, ha avuto una copia difettosa e vuole cambiarla. I due si accorgono, però, una volta tornati a casa, che anche queste nuove copie che hanno ricevuto sono difettose, cioè contengono dieci incipit diversi di altre storie e vanno quindi alla ricerca del finale della loro storia. Ma in realtà il finale della storia che cercano non esiste, in quanto essi non sono solo lettori ma sono anche personaggi, protagonisti.
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