Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il poema epico-cavalleresco ha avuto un grande successo tra il pubblico popolare, con storie di cavalieri recitate da giullari in piazza.
  • Opere significative di questo periodo includono il Morgante di Luigi Pulci, che riprende e rinnova le leggende cavalleresche con un tocco ironico.
  • Luigi Pulci si distingue per il suo stile giocoso e grottesco, influenzato da poeti come Cecco Angiolieri e Burchiello, rendendo le avventure cavalleresche divertenti e irriverenti.
  • Il Morgante presenta una narrazione non lineare e episodi casuali, riflettendo una familiarità con i paladini e una perdita della loro eroica dignità.
  • Il linguaggio del Morgante è ricco di elementi dialettali toscani, con toni buffoneschi e corrosivi, che mescolano serietà e ironia.

Il poema epico – cavalleresco

Il successo dei racconti cavallereschi

Negli ambienti popolari e poco colti il racconto delle avventure di cavalieri e paladini riscontrava un grande successo. Essi sono dei componimenti narrativi in versi, preferibilmente ottave, recitati dai giullari o dai girovaghi nelle piazze. In questi componimenti troviamo la fusione tra i personaggi del ciclo carolingio, come Carlo Magno, Orlando e l’atmosfera tipica del ciclo bretone. Il pubblico di questi racconti era quasi sempre non colto, quindi proveniente dagli ambienti popolari e campagnoli; inoltre, prendono di nuovo forma i motivi dell’amore (quasi scomparso in epoca carolingia) e della comicità, soprattutto grazie ai giullari che rendevano quasi buffonesca la narrazione.

Le opere più importanti di questa fase letteraria sono la Spagna in Rima, il Rinaldo da Montalbano e l’Orlando che Luigi Pulci prese come modello per la sua opera principale, il Morgante. E’ in questo periodo che si sviluppa il dialogo tra autore e pubblico, soprattutto a opera dei poeti colti come Pulci, Boliardo e Ariosto che inoltre riprenderanno le vicende epico-cavalleresche, dando vita a una veste letteraria nuova e indirizzandole a un pubblico diverso, cortigiano e di condizione elevata.

LUIGI PULCI

L'influenza di Luigi Pulci

Rispetto a Boiardo e Ariosto, l’opera che più si avvicina a quelle dei cantari è il Morgante di Luigi Pulci che riprende gli intenti giocosi e ironici tipici della tradizione borghese fiorentina. Oltre a ciò, Pulci aggiunge anche influenze di Cecco Angiolieri e d Burchiello, con contenuti grotteschi e molta deformazione caricaturale. Il racconto delle avventure cavalleresche diventa anche un’occasione per il divertimento e l’irriverenza. Pulci nasce a Firenze nel 1432 ed ebbe un insegnamento del latino che non era raffinato come quello degli umanisti. In gioventù legò con Lorenzo de Medici e a corte era considerato un burlone di umore bizzarro. Quando però alla corte medicea arrivarono gli influssi dei filosofi platonici, Pulci continuò sempre più a essere isolato e posto ai margini della vita fiorentina. Morì accusato di magia a Padova, dove venne sepolto in terra sconsacrata.

OPERE

Le opere di Luigi Pulci

Oltre alla Beca da Dicomano, (parodia della letteratura pastorale e amorosa) Pulci scrisse anche la Giostra, anche se la sua opera più importante è il Morgante. L’opera trae il nome dal gigante omonimo che riscuoteva molto successo tra il pubblico. Col Morgante Pulci si riproponeva di riversare nelle leggende dei paladini di Carlo Magno i suoi umori mutevoli e nuovi personaggi. L’opera era pensata per essere ascoltata e non letta, e la narrazione non segue un ordine ben preciso e unitario: gli episodi si succedono in un modo apparentemente casuale, senza legami. Il racconto è di carattere ironico e quasi burlesco, ma soprattutto traspare una complicità e una familiarità con cui vengono trattati i paladini che perdono la loro eroica dignità. Inoltre troviamo una voce narrante e riferimenti a proverbi e novelle. Per questo motivo il Morgante si collega a una tradizione toscana e fiorentina, di poesia borghesemente popolare e dialettale.

Ma non è tutto, infatti, la materia cavalleresca dei giullari da la possibilità a Pulci di sfogarsi con l’immaginazione e cambiare umore, diventando quasi bizzarro. Il poema diventa quindi una fusione di toni buffoneschi e furfanteschi che però non tralasciano qualcosa di serio e pensoso. Alla varietà dei contenuti si aggiunge varietà anche nel linguaggio: un sottofondo di toscano parlato, dialettale e ricco di modi di dire che però è deformato con forza, a formare termini beffardi e corrosivi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il pubblico principale dei racconti cavallereschi?
  2. I racconti cavallereschi riscontravano un grande successo tra il pubblico popolare e poco colto, proveniente da ambienti campagnoli, come evidenziato nel testo.

  3. Quali opere rappresentano la fase letteraria dei racconti cavallereschi?
  4. Le opere più importanti di questa fase includono la Spagna in Rima, il Rinaldo da Montalbano e l'Orlando, con il Morgante di Luigi Pulci come opera principale, come citato nel testo.

  5. In che modo Luigi Pulci si distingue rispetto ad altri poeti come Boiardo e Ariosto?
  6. Pulci si distingue per il suo approccio giocoso e ironico, influenzato dalla tradizione borghese fiorentina, e per l'uso di contenuti grotteschi e caricaturali, come descritto nel testo.

  7. Qual è la caratteristica principale del Morgante di Pulci?
  8. Il Morgante è caratterizzato da una narrazione ironica e burlesca, con episodi che si susseguono in modo apparentemente casuale, come indicato nel testo.

  9. Come si manifesta la varietà linguistica nell'opera di Pulci?
  10. La varietà linguistica nel Morgante si esprime attraverso un linguaggio toscano parlato e dialettale, deformato in termini beffardi e corrosivi, come sottolineato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community