Stéphane Mallarmé (Simbolismo)


Mallarmé è un simbolista che ha influenzato molto la lirica italiana. Attribuisce alla parola un potere magico e incantatorio. I temi essenziali della sua poesia sono un’angoscia profonda e l’aspirazione a cogliere l’al di là delle cose.
Dà origine alla poesia di Mallarmé: la negazione del quotidiano e la fuga da esso. Utilizza un linguaggio lontano dalla quotidianità, quasi un codice segreto per renderlo di difficile comprensione per la massa.
Il suo simbolismo punta a conquistare un linguaggio depurato da ogni elemento realistico, ricco solo della magia delle parole. Per questo si può considerare precursore dell’esperienza ermetica.


Brezza marina, “Poesie”


La lirica fu scritta nel 1865.
Comincia con una visione negativa, il primo verso sintetizza in due immagini la condizione decadente:
- Da un lato, c’è la sensualità svuotata di significato;
- Dall’altro, c’è una cultura che non è più in grado di fornire nuove conoscenze.

Nel secondo verso scatta la rivolta, si esprime nel motivo della fuga. Il viaggio diventa segno di desiderio di un mondo felice. È lo spunto per una serie di immagini che creano un paesaggio marino, con spazi vasti senza confini. Questo paesaggio prende corpo tramite l’evocazione degli uccelli marini, che esprimono una libertà assoluta, senza limiti.
Il tema del viaggio si intreccia a un altro significato, partire vuol dire allontanarsi dalla falsità della vita quotidiana.

La poesia di Mallarmé è caratterizzata della tensione alla purezza, ottenibile eliminando le cose concrete e cercando immagini quasi astratte.

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