Gozzano e i crepuscolari


Futurismo vs Crepuscolari
Il futurismo butta via la tradizione, saltano tutti i nessi della grammatica e della sintassi.
Marinetti crea il manifesto → è una cosa programmatica

Ultimi testimoni di una civiltà giunta al crepuscolo
I crepuscolari invece sono più sommessi.
Non sono un movimento organizzato con una scuola etc etc → sono una corrente un po sfumata, li raccogliamo x le cose comuni
Rivolta alla tradizione meno violenta

Crepuscolari < crepuscolo – quando sta per cominciare la notte (si perde la luce)
l'ultimo momento – vigilia della notte

− ognuno instaura un rapporto sua con la tradizione – uniti per le vicinanze dal critico Borgese nel 1910 che inventa il termine crepuscolari

− marcata diversità di toni rispetto al modello dei futuristi
> toni languidi e malinconici – non gridati (futurismo)

− distanze dal modello del poeta vate

Quindi: modo sommesso di scardinare dei capisaldi della tradizione – cosa che non fanno d'Annunzio e Pascoli che riprendono la tradizione per i temi e per la forma metrica.

Siamo nell'ambito del decadentismo → decadenza dei valori
con i crepuscolari continua ma vedono di più la decadenza dell'arte:
− si isolano
− si rivolgono anche alle cose più basse della vita ironizzando
− alla fine decidono di abbandonare gli stilemi della tradizione per una maniera più umile di fare poesia
I futuristi fanno questo gridando, i crepuscolari sono però sommessi.

− si ripiegano sempre più nella loro intimità
− arte volutamente sciatta, la forma si trascura > si riavvicina alla prosa

temi comuni:
− parchi abbandonati
− vita di provincia
− nostalgia
− foto ingiallite

… si attua un desublimazione e allora:
1. linguaggio fatto di parole comuni e dimesse
2. verso sciolto
3. ritmo poetico prosastico
4. rime volutamente facili e dozzinali


Gozzano (1833-1916)
• poesia nuova: vuole dare voce a un mondo che stava per finire, quello borghese piemontese
• cura della forma metrica
• attentissima scelta lessicale
• equilibrio tra ricercato e quotidiano
• autoironia-->reificazione (chiama se stesso “coso”, “guidogozzano”)
• poesia narrativa (no lirica)
• crisi del ruolo del poeta-->vergogna nell’essere poeta.
• Oggetti desueti, del passato, carichi di nostalgia

Totò Merumeni
− Totò Merumeni, titolo preso dal titolo di una commedia di Terenzio (il punitore di se stesso) che riprende anche Baudelaire.
Gozzano prende la parola greca e ne trova il corrispettivo in italiano che diventa un nome

− Totò Merumeni è l’alter ego del poeta

1. fotografia di un villa decadente
2. prosopopea
3. vive in una villa decadente circondato da emarginazione (caserma – chiostro) – vecchiaia e malattia
usa rime molto atipiche per la tradizione letteraria
4. liberamente ha scelto l'esilio-->si è fatto del male da solo (punitore di sé stesso) e adesso è solo attesa della morte
5. è un intellettuale che è l'anti – super uomo (viene citato Nietzsche) → un inetto
6. la sua vita infelice ha solo una piccola consolazione = poesia. Questi versi infatti sono consolatori.

L'andamento è prosastico e sciatto ma dove c'è compresenza di strofe alte e bassissime
C'è un solo filo che si salva nella desolazione = la produzione di qualche verso

Invernale (da Il giovenile errore)
• ghiaccio che si rompe
• donna gli chiede di restare→prova d’amore
• ha paura di morire→paura che vince sull’amore

Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 800 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email