Italo Svevo


Vita

Aron Hector Shmitz nasce nel 1861 a Trieste (allora impero asburgico), da una famiglia agiata borghese ed ebraica.
Studia in Germania, indirizzato alla carriera commerciale ma interesse per la letteratura. Nel 78 torna a Trieste. Nel 1880 il padre sbaglia un investimento e fallisce; la famiglia viene declassata. Fu costretto all'impiegatizio in banca ove restò per 19 anni (lavoro per lui opprimente, cercava la fuga nella letteratura).
Dopo la morte della madre nel 1895, si sposa con la cugina Livia Veneziani. Svevo fa un altro salto di classe sociale passando all'alta borghesia; lascia il lavoro di impiegato ed entra in affari industriali con i suoceri. In questo periodo dichiara di voler abbandonare la letteratura e dedicarsi all'industria, ma continua a nutrire un interesse culturale.
Furono due eventi che lo spronarono a scrivere nuovamente:
• L'incontro con Joyce, da cui prendeva lezioni di inglese a Trieste; nacque tra loro una profonda amicizia, e Joyce lo spronò a continuare la produzione letteraria
• L'incontro con la psicanalisi di Freud, che rispondeva alle sue esigenze più profonde
Con lo scoppio della guerra la fabbrica fu requisita dalle autorità austriache e Svevo si dedicò nuovamente alla letteratura.
1923: pubblica La coscienza di Zeno
come i precedenti due romanzi non riscosse successo in Italia. Mandò il suo romanzo a Joyce che lo fece conoscere agli intellettuali francesi; presto Svevo ebbe fama su scala europea ma mai in Italia (solo Montale ne riconobbe subito la grandezza).

La fisionomia intellettuale di Svevo

Non è l'intellettuale tradizionale italiano; non si forma su studi umanistici ma commerciali, e l'attività letteraria non fu la sua principale occupazione (impiegato, industriale). La cultura letteraria derivò più che altro dalle ampie letture personali.
Inoltre a Trieste, città mitteleuropea di confine, convergevano tre differenti culture (italiana, tedesca, slava) e Svevo era di origine ebrea. Questo gli consentì di avere ampie vedute e più rapporti con la cultura innovatrice europea.

La cultura di Svevo

I maestri di pensiero

Per Svevo i riferimenti furono Shopenhauer (pessimismo, misticismo), Nietzsche (letto dai testi originali e non da D'Annunzio, idea del soggetto come pluralità di stati in divenire) e Darwin (selezione naturale e lotta per la vita).
Rapporti con il marxismo e la psicanalisi
Dal pensiero marxista Svevo trasse la simpatia verso il socialismo, e l'atteggiamento critico della società borghese. Di fatto rifiutò le concrete proposte politiche di Marx (dittatura del proletariato, collettivizzazione) e preferì prospettive più utopistiche.
Anche il rapporto con la psicanalisi fu controverso: fu sicuramente affascinato dalle teorie freudiane ma non credeva che queste potessero curare dalla nevrosi, bensì soltanto fornire uno strumento conoscitivo di lettura della realtà e dei comportamenti umani.

I maestri letterari

Flaubert → bovarismo dei personaggi (Alfonso Nitti, Emilio Brentani)
Impenitenti sognatori, che evadono la realtà con l'immaginazione e flitrano
tutta l'esperienza attraverso stereotipi ricavati dai libri
+personaggi inetti
naturalisti (Zola) → ambienti
umoristi inglesi → umorismo della coscienza di Zeno
Joyce → importante per Svevo ma non nella tecnica letteraria; il flusso di coscienza di
Joyce non ha punti di contatto con la confessione di Zeno

Una vita (1892)

Protagonista del romanzo è Alfonso Nitti, giovane intellettuale con aspirazioni letterarie, che trasferitosi a Trieste, trova impiego presso la banca Maller. Ricevuto successivamente un invito per partecipare al salotto letterario riunitosi in casa Maller e guidato appunto dalla figlia del banchiere, Annetta, Alfonso pensa finalmente di poter mostrare le sue ambizioni ed elevarsi socialmente. Inizia una relazione amorosa con Annetta che si rivela una donna capricciosa che in parte ostacola la grande voglia di riconoscimento artistico del protagonista. Giunto però al momento centrale, il matrimonio con Annetta, Alfonso scappa per assistere alla madre malata e in parte fuggire a questa nuova vita e ritornare alla sua speculazione interiore. Quando Alfonso ritorna a Trieste, scopre ormai una situazione ben diversa da quella che pensava: Annetta sta per sposare un cugino, Macario. Alfonso chiede così di poterla incontrare e ricevere qualche chiarimento, ma all’appuntamento si presenta il fratello che lo sfida a duello. Ormai vittima della sua inettitudine, si suicida.

Al centro della narrazione c'è l'analisi della coscienza del protagonista inetto, caratterizzato da un'insicurezza psicologica che rende l'eroe incapace alla vita. Svevo oltre a quelle psicologiche analizza le radici sociali dell'inettitudine: la declassazione e la condizione dell'intellettuale ancora legato ad una cultura più umanistica.
E' un romanzo di “scalata sociale” e di “formazione”.
L'inetto sveviano è anche affetto da bovarismo (costruisce di sé una maschera fittizia e consolatoria che ricava dalla letteratura).

Impostazione narrativa

Qui in Svevo è individuabile il passaggio tra romanzo naturalista e realistico a quello psicologico. Nel romanzo predomina la focalizzazione interna al protagonista; il punto di vista è quello di Alfonso e il lettore vede le cose come le vede lui, tutto passa dalla sua coscienza.
Rispetto al romanzo psicologico D'Annunziano (il piacere), in Svevo la coscienza diventa un tortuoso labirinto dove i processi mentali non sono logicamente chiari.
Il punto di vista del protagonista non è però unico: di frequente interviene la voce del narratore che giudica, corregge e smentisce, con una consapevolezza più lucida di quella del protagonista.

Senilità (1898)

Emilio Brentani, protagonista del romanzo, vive assieme alla sorella, Amalia, in un modesto appartamento nella Trieste di fine ottocento. Brentani svolge la professione di assicuratore, ma la sua vera passione è la letteratura. E’ un uomo appesantito dal grigiore di una vita solitaria e monotona. La sua passione lo porta a scrivere un romanzo che pubblica a sue spese. Il romanzo non ha successo ma permette a Brentani di godere di una pallida fama fra alcuni conoscenti, che lo considerano un intellettuale etichettandolo in modo superficiale.
Lui però si sente un fallito: la considerazione di pochi lo rende ancora più consapevole del suo insuccesso e in questo deprimente stato d’animo, intraprende una storia d’amore con Angiolina, una ragazza bella e piena di vita. Emilio viene travolto dall’amore per Angiolina e il suo sentimento si trasforma in ossessione. Mentre scopre che la ragazza lo tradisce e gli mente sulla sua doppia vita, lui sprofonda sempre più in una sorta di gelosia maniacale, che lo lega alla ragazza in modo sempre più stretto e profondo.
Parallelamente, la sorella di Emilio, Amalia, capisce che la sua vita è cambiata, ora che il fratello è impegnato in una nuova relazione che lo coinvolge totalmente. Amalia intuisce che forse ha sprecato parte della sua vita. Si innamora di Stefano Balli, amico di Emilio, pittore che ha un particolare successo con le donne. Presto, però, Emilio scopre la sofferenza della sorella, che in una solitudine estrema vive, fra deliri e sofferenze, l’amore per il Balli. Emilio, preoccupato per la sofferenza di Amalia, convince l’amico a non frequentare più casa sua. Amalia, però, dopo poco tempo, comprende che Stefano Balli non viene più nel loro appartamento a trovare il fratello perché ha deciso di respingere qualsiasi suo tentativo, seppur blando, di seduzione. Amalia si ammala e dopo pochi giorni muore. Il Balli, che aiuta Emilio nella cura della sorella, diventa anche l’amante di Angiolina. E’ lei a sedurlo. Brentani però ha perso la sorella e non ne vuole più sapere di Angiolina, grazie al lutto trova infatti la forza per ritornare alla sua vita solitaria.

Struttura logica del protagonista

Rispetto a Una vita in questo romanzo Svevo si focalizza più sulla coscienza e la psicologia del protagonista, mentre il quadro sociale è toccato in modo meno diretto.
Emilio Brentani come Alfonso Nitti è un inetto, declassato socialmente guarda al reale attraverso schemi letterari. Ha paura ad affrontare la realtà e si costruisce un sistema protettivo in cui rinuncia al godimento della vita stessa (condizione di Senilità).
Angiolina rappresenta il simbolo della pienezza vitale e nel rapporto con lei Emilio sublima il suo rapporto con il reale. Però è psicologicamente immaturo, legato ad una condizione infantile in cui ha paura della donna e del sesso. Per questo motivo idealizza Angelina e rimane insoddisfatto e turbato dal rapporto sessuale che contamina l'ideale puro.

L'inetto e il superuomo

Emilio → inetto
non coincide con l'ideale di individuo borghese
la storia dell'ossessione amorosa è presentata per ritrarre la psicologia
dell'intellettuale iccolo-borghese in un periodo di crisi
Balli → superuomo
all'apparenza è l'uomo forte ma cela una debolezza dietro i suoi comportamenti
Impostazione narrativa
Il narratore interviene nel romanzo a smascherare la “falsa coscienza” del protagonista e le sue false giustificazioni, impostando due piani di narrazione. Infatti Emilio agisce in modo del tutto diverso come professa:
• vuole usare Angiolina e se ne innamora
• si vuole presentare come uomo immorale superiore ma poi si scandalizza per la libertà sessuale di Angiolina
ecc
In realtà lo stesso Emilio sa di essere inetto ma è un pensiero che ricaccia a livello di precoscienza.

I primi due romanzi di Svevo non piacciono perchè i personaggi inetti rappresentano la borghesia con ironia; Svevo critica chi non mette in discussione le proprie scelte e sostiene che tutti gli uomini sono inconsapevolmente malati (Zeno è consapevole).

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