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Concetti Chiave

  • I prigionieri nei Lager nazisti sono divisi in tre categorie: rei comuni, ebrei e prigionieri politici, ciascuno vivendo una realtà tragica e complessa.
  • Primo Levi sottolinea la mancanza di documentazione storica nel suo saggio, offrendosi piuttosto come testimone delle emozioni e delle esperienze vissute dai sopravvissuti.
  • I salvati, spesso considerati egoisti, portano un forte senso di colpa e vergogna, in particolare per non essersi ribellati al regime oppressivo.
  • Levi esplora la differenza tra il senso di liberazione dei sopravvissuti politici e la vergogna che affligge la maggior parte degli altri, durando anni dopo la liberazione.
  • Il saggio offre una riflessione profonda sulla memoria e sull'importanza di ricordare le esperienze dei Lager, evidenziando i rapporti sociali e culturali tra i prigionieri.

Questo appunto di Italiano per le scuole contiene un breve riassunto della trama del saggio I sommersi e i salvati di Primo Levi, con un commento all'opera.
Libro aperto con pagine ingiallite, simbolo di storie e memorie passate. Un'opera evocativa di Primo Levi sulla memoria.

Indice

  1. Riassunto e trama
  2. Chi sono i sommersi e i salvati
  3. Commento all'opera I sommersi e i salvati

Riassunto e trama

I prigionieri dei Lager nazisti sono di tre tipi: rei comuni, ebrei, prigionieri politici. Nel testo sembrano passare le ombre di milioni di figure che vivono in modo diverso, ma comunque tragico, le infamie dei Lager nazisti.
Tra di loro esiste una rete di rapporti molto complessa. Uno degli aspetti per esempio, che disorienta e paralizza i "nuovi" dei Lager, è l’accoglienza terribile fatta di insulti, sputi, calci, degli "anziani" anche solo per qualche mese di presenza nel Lager, da coloro da cui si sarebbero aspettati conforto e consiglio.
Nella prefazione dell’opera, Primo Levi ci tiene a puntualizzare che il suo punto di vista non è quello di uno storico; per cui nel saggio vengono riportate per lo più considerazioni, non essendovi alcuna documentazione reale dei fatti accaduti. Nel testo infatti sono presenti riflessioni e opinioni che accomunano i reduci dalla drammatica esperienza dei lager. In particolare, emergono i ricordi, i sentimenti e le emozioni che i sopravvissuti hanno sentito fortemente sulla propria pelle, anche a causa delle violenze subite. L’autore parla dell’importanza della Memoria e del Ricordo per noi uomini. Rievocare il dramma del Lager provoca forte disagio sia a chi lo ha vissuto da vittima sia a chi lo ha vissuto da oppressore. Per non restare schiacciato dal peso di ciò che ha fatto l’oppressore si costruisce una realtà di comodo cercando di convincere sé stesso e poi gli altri che ha agito “in buona fede”.

Chi sono i sommersi e i salvati

I salvati sono i sopravvissuti a un Lager, essi provano vergogna anche per l’egoismo assoluto che ha contraddistinto il periodo trascorso all’interno di questi terribili luoghi: non si aveva tempo o possibilità di badare agli altri, ma soltanto a sé stessi. Levi dice che “i salvati non erano i migliori”. Purtroppo a sopravvivere erano spesso gli egoisti, le spie, i loro collaboratori, le persone più malvagie e senza scrupolo.
Chi si è salvato da un lager e ha un animo sensibile sente su di sé tutte le colpe del mondo, soffre anche per quello che altri hanno commesso al posto suo. Le vittime infatti solitamente alterano i ricordi di una esperienza così dolorosa per evitare di soffrire ancora. Ma c’è una differenza che Primo Levi mette in evidenza: mentre i politici, i combattenti e coloro che hanno sofferto di meno hanno provato un senso (legittimo) di liberazione una volta usciti dai lager, in tutti gli altri (la maggioranza) prevale un senso di abbattimento e vergogna che dura molti anni. Alcuni sopravvissuti ai campi di concentramento non hanno retto al peso dei ricordi e si sono suicidati. Nei lager non avvengono suicidi semplicemente perché si è impegnati a sopravvivere e il senso di colpa viene continuamente soffocato dalle violenze e punizioni inflitte.
Una volta usciti, poi, il senso di colpa di non aver fatto nulla per ribellarsi al sistema che li ha soggiogati, torna a fare capolino. E per alcuni può essere talmente forte da portare al suicidio.
Non esiste una netta distinzione tra oppressori e vittime, anche se i loro ruoli determinano responsabilità diverse. Tra le vittime, molte si trasformano in collaboratori, alcune addirittura in aguzzini e oppressori, a loro volta vittime di altri.
Immagine ravvicinata di pagine ingiallite di un libro antico, simbolo di conoscenza e memoria storica.

Commento all'opera I sommersi e i salvati

Il libro di Primo Levi, I sommersi e i salvati,è l’ultimo dei libri nei quali l'autore descrive l’esperienza dei campi di concentramento nazisti, vissuta personalmente e raccontata anche nel suo più celebre romanzo, Se questo è un uomo.
Questo libro, infatti, venne concepito dall'autore come una serie di risposte ad alcune domande poste dopo la lettura del libro
Se questo è un uomo; domande di tipo morale e psicologico che si pongono automatiche, come per esempio: qual è il rapporto tra oppressori e oppressi? Era possibile capire all’interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibile ribellarsi?
Anche se una risposta esatta a queste domande non c’è, Primo Levi ha cercato di dare una sintetica ma concisa descrizione dei lager, mettendo in evidenzia gli aspetti negativi e le tipiche giornate nei campi di concentramento.
L’esperienza dei campi di concentramento è estranea alle nuove generazioni e sempre più estranea si va facendo man mano che passano gli anni. Per i giovani degli anni ’50-’60, queste esperienze erano ancora vive e vivide nella memoria dei loro padri e nonni, e se ne parlava in famiglia e i ricordi conservavano la freschezza delle cose vissute. Per i giovani di oggi, rappresentano ormai cose lontane, sfumate, storiche. Essi sono assillati dai problemi di oggi, diversi, urgenti.
Levi vuole far capire ai lettori la differente struttura di una memoria, che puo’ essere ricca di ricordi allegri, gioiosi o piena di ricordi negativi che rivivono quotidianamente nei nostri pensieri, assillandoci la mente, ma può essere anche tormentata da un chiodo fisso, qualche azione fatta o subita che vorremmo cancellare o vendicare. Quest’ultima è la memoria di un dittatore, che non nasce dal nulla e non crea una dittatura tanto per comandare, ma vuole realizzare qualcosa, rivendicare qualcosa. Secondo l’autore la memoria dell’uomo è uno strumento bellissimo, ma che può sbagliare; infatti i ricordi col passare degli anni tendono a cancellarsi, spesso subiscono delle modifiche o addirittura vi si inseriscono dei particolari estranei.
Più si rievoca un ricordo, più questo rimane vivo, ma talvolta si cristallizza e così si ricorda ciò che si è rievocato e non il fatto stesso.
Questo libro non è il solito romanzo che tratta l’argomento dei campi di concentramento, soffermandosi soprattutto sulle esperienze personali, giornaliere, ma è un saggio che mette al centro i rapporti sociali, le amicizie, i tristi addii e le diverse persone, le diverse culture, le diverse lingue che popolavano i lager nazisti.
Per ulteriori approfondimenti su Primo Levi vedi anche qua.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i diversi tipi di prigionieri nei Lager nazisti secondo Primo Levi?
  2. Primo Levi distingue tra tre tipi di prigionieri nei Lager nazisti: rei comuni, ebrei e prigionieri politici, evidenziando le diverse esperienze tragiche che ciascuno di essi vive.

  3. Qual è il punto di vista di Primo Levi nel suo saggio "I sommersi e i salvati"?
  4. Levi chiarisce che il suo punto di vista non è quello di uno storico, ma si basa su riflessioni e opinioni dei reduci, ponendo l'accento sull'importanza della Memoria e del Ricordo.

  5. Come si sentono i sopravvissuti ai Lager riguardo alla loro esperienza?
  6. I sopravvissuti provano vergogna e un forte senso di colpa, spesso per non aver potuto aiutare gli altri, e molti di loro vivono un profondo disagio che può portare al suicidio.

  7. Qual è la differenza tra le reazioni dei politici e degli altri prigionieri una volta liberati dai Lager?
  8. Mentre i politici e i combattenti possono provare un legittimo senso di liberazione, la maggior parte dei sopravvissuti vive un senso di abbattimento e vergogna che persiste per anni.

  9. In che modo Primo Levi affronta il tema della memoria nel suo saggio?
  10. Levi esplora la complessità della memoria, sottolineando come i ricordi possano essere alterati nel tempo e come la memoria possa essere sia uno strumento prezioso che fonte di tormento, specialmente per chi ha vissuto esperienze traumatiche.

Domande e risposte

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