Erectus 499 punti

Primo Levi

Primo Levi è un ebreo che a seguito delle leggi razziali, è stato deportato nel lager di Buna Monowitz nel 13 dicembre 1943. Dopo questa terribile esperienza ha scritto un libro: “Se questo è un uomo”, che narra della sua vita nel campo di concentramento. Egli era considerato un giusto, in quanto testimone della memoria. Per Primo Levi scrivere questo libro deve essere stato traumatico, poiché ha dovuto rivivere le terribili esperienze che visse nel campo di concentramento. Egli decise comunque di raccontare per ridare la dignità ai morti, ma anche perché, se non si ricorda, a suo parere si potrebbe incappare nello stesso errore. Levi non voleva creare capi d’accusa, ma solo fornire documenti per lo studio dell’animo umano. Nel libro, lo scrittore ci comunica che lo scopo del lager è eliminare l’uomo. Infatti gli internati non erano più uomini: al posto del nome avevano un numero. Agli ebrei veniva tolto il nome, venivano disumanizzati anche per non fare sentire in colpa i tedeschi, in modo tale che essi credevano di uccidere delle bestie. Nel 1987 Levi si suicidò. Probabilmente si tolse la vita perché credeva che il suo dovere di testimone della memoria fosse stato compiuto.

Il libro Se questo è un uomo inizia una poesia, che prende il nome del libro: “Se questo è un uomo”. La poesia, è una poesia molto forte; essa si conclude con una maledizione. Egli utilizza degli imperativi (sottolineati in blu). Si potrebbe considerare una poesia biblica, una ripresa di un rituale ebraico. Secondo lo scrittore dobbiamo meditare. Una frase celebre di Levi è: “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”. Con questa frase egli ci invita a ricordare e a riflettere.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo (il modo in cui è descritto l’uomo indica la perdita della dignità)
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un noi ( indica la sensatezza della morte)
Considerate se questa è una donna, (Primo Levi si rifà spesso a Dante)
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


Nel primo capitolo lo scrittore ci descrive quando fu catturato e il viaggio dal campo di Fossoli a Buna Monowitz.
Il titolo del secondo capitolo è “Sul fondo”. Questo titolo è molto significativo e ci fa capire che Levi ci sta per comunicare qualcosa di essenziale. Egli parla del suo arrivo nel campo e delle punizioni inutili inferte a lui e ai suoi compagni. Egli fa una riflessione: “Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo.” Con queste parole lo scrittore ci vuole fare capire che non è possibile trovare una condizione umana così terribile. Levi, oltre che nella poesia, fa riferimento a Dante anche nel libro. Egli infatti in questo capitolo riprende un verso dell’inferno “Qui non ha luogo il Santo Volto/ qui non si nuota altrimenti che nel Serchio”. Con questo verso lo scrittore ci vuole far capire che sta entrando nel Lager.
Un altro capitolo molto significativo è le “Nostre notti”, in cui parla dei sogni (altro riferimento a Dante). Uno dei sogni molto ricorrenti era il sogno di avere del cibo tra le mani, che è un rimando al supplizio di Tantalo.
Nell’ultimo capitolo, quando le SS (acronimo di squadre di protezione) cominciano a ritirarsi con l’avanzare dell’Armata rossa, Levi cerca, insieme a due suoi compagni, di aiutare gli altri a sopravvivere. Cercano il cibo e l’acqua per gli altri. Per ringraziarli i compagni gli danno una parte della loro razione. Con questo episodio si vede che la legge del lager è stata sconfitta. Infatti la regola principale era quella di sopravvivere anche a discapito degli altri. In questo momento, invece, possiamo vedere un rinascita dei principi di fratellanza e di solidarietà.

Questo libro mi ha fatto provare tante emozioni e riflettere tanto. Penso sia un libro che tutti dovrebbero leggere per essere consapevoli fino a che punto l'uomo può arrivare a offendere la vita e uccidere la libertà e i diritti dell'uomo. Io credo che Levi abbia un approccio alla scrittura molto scientifico quasi schematico. I riferimenti a Dante sono utilizzati in modo molto intelligente e significativo.

Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email