Concetti Chiave
- Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli nel 1887, cresce in una famiglia difficile e si forma come autodidatta, iniziando la sua carriera giornalistica a Roma.
- La sua carriera letteraria comprende collaborazioni con importanti testate e la fondazione della rivista La Ronda, contribuendo al movimento del "rondismo".
- Cardarelli è noto per le sue poesie descrittive e lineari, che esplorano ricordi, stati d'animo e temi di sradicamento e identità.
- Le sue opere riflettono influenze di autori come Baudelaire e Leopardi, rivelando un vivere solitario e una profonda introspezione.
- Durante la sua vita, riceve diversi premi letterari, tra cui il Premio Bagutta e il Premio Napoli, consolidando il suo status nel panorama letterario italiano.
Questo appunto ha l’intento di descrivere le vicende biografiche del poeta e scrittore Vincenzo Cardarelli, vissuto tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. con un approfondimento sulla sua carriera letterarie e sulla poetica.
Indice
Vicende Biografiche di Vincenzo Cardarelli
Vincenzo Cardarelli nasce con il nome di Nazareno Caldarelli a Corneto Tarquinia il 1 Maggio 1887. Il padre gestiva il buffet della stazione ferroviaria, Vincenzo era un figlio illegittimo e soffre molto la mancanza della madre. Cardarelli segue un’istruzione molto irregolare, tanto che acquisì la sua solida cultura come autodidatta; a 17 anni scappa a Roma, dove per mantenersi fa mestieri di ogni genere, lavorando anche come correttore di bozze nel quotidiano L'Avanti!, è questa collaborazione che da avvio alla sua carriera da giornalista, Cardarelli diviene uno dei redattori dell’Avanti!, la sua collaborazione si allarga anche ad altre testate giornalistiche importanti, quali Il Marzocco, La Voce, Il Resto del Carlino fino a fondare, nel dopoguerra, una sua propria testata La Ronda. Vincendo Cardarelli non partecipa alla prima guerra mondiale poiché è inabile con le armi, passa il periodo della guerra tra Firenze e Roma. Nel 1918 collabora con Il Tempo: un quotidiano di Roma, l’anno dopo fonda come co direttore la rivista La Ronda, da cui nasce anche un movimento letterario detto “rondismo”. Nel 1922 finisce la sua esperienza con La Ronda, e nel 1925 inizia a collaborare con un altro quotidiano romano: Il Tevere, prima occupandosi di critica teatrale, poi di letteratura. In questa rivista pubblica alcune prose liriche. dall’agosto dell’anno successivo (1926), scrive sul Corriere padano, e in autunno inizia la collaborazione con L’Italiano diretto dall’editore Longanesi. Tra il 1928 e il 1929 Vincenzo Cardarelli si trova in Russia per scrivere delle corrispondenze per Il Tevere, mentre l’anno successivo, una volta tornato dalla Russia, inizia a collaborare con la rivista fiorentina Il Bargello. Cardarelli è solito incontrarsi con i suoi amici letterati al Caffè Aragno di Roma, tra questi amici c’è anche Giuseppe Ungaretti. La fama di Cardarelli è da sempre legata alle sue poesie, e alle sue prose autobiografiche che raccontano nello specifico i suoi viaggi, alcune di queste prose incentrate sul tema del vagabondaggio erano già comparse sulla rivista Il Tevere. Una volta acquisita una certa fama Cardarelli è stato considerato un letterato severo e scontroso, soprattutto a causa del suo vivere errante e in solitaria. Dalla lettura delle sue opere possiamo renderci conto che si ispira principalmente a Baudelaire, Nietzsche, Leopardi, Pascal. È proprio per il suo vivere solitario, per le somiglianze poetiche, caratteriali e anche fisiche, che Cardarelli è stato più volte accostata a Giacomo Leopardi, morì a Roma il 18 giugno 1959 nell'Ospedale Policlinico, solo e povero. Alcuni degli episodi che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della vita del poeta sono stati narrati sia da Ennio Flaiano che da Andrea Camilleri. Il poeta ha lasciato scritto nel suo testamento di voler essere seppellito di fronte alla Civita Etrusca, poiché per lui aveva un simbolo morale. Il suo paese natale Tarquinia ha istituito un premio di Pittura in suo onore.per un ulteriore approfondimento su Vincenzo Cardarelli vedi anche qua
Carriera letteraria di Vincenzo Cardarelli
Come poeta è famoso per le sue raccolte: la prima Prologhi pubblicata nel 1916, abbiamo poi Viaggi nel tempo pubblicata per Vallecchi nel 1920, in quest’opera troviamo principalmente poesie raccolte negli anni 16 e 17, a seguire abbiamo le opere: Favole e memorie del 1925, Il sole a picco del 1929, in questo stesso anno vince anche il premio Bagutta. Nel 1931 esce la ristampa di Prologhi, Viaggi e Favole, nello stesso anno pubblica poi due testi critici Parole all'orecchio e Parliamo dell'Italia, al cui interno sono presenti pagine di consenso al regime fascista. Pubblica Il cielo sulle città del 1939 presso l’editore Bompiani, per lo stesso editore nel 1942 pubblica le sue poesie, con una prefazione scritta da Ferrata. Nello stesso anno riceve un altro premio letterario: il premio poesia 1942 dall’Accademia d’Italia. Lettere non spedite nel 1946, Villa Tarantola nel 1948. Nel 1954 con l’opera Viaggio d'un poeta in Russia, vince la prima edizione del Premio Napoli.per ulteriori approfondimenti sulle opere di Vincenzo Cardarelli vedi anche qua

La poetica di Vincenzo Cardarelli
La poesia di Vincenzo Cardarelli è descrittiva e lineare, legata spesso a ricordi passati di qualunque tipo, dai paesaggi agli animali, passando per la descrizione di persone e stati d'animo, che vengono espressi con l’uso di un linguaggio discorsivo ma nello stesso tempo impetuoso e profondo. La poesia di Cardarelli sta a cavallo tra le avanguardie del primo decennio del Novecento e la restaurazione degli anni Venti. Le avanguardie letterarie continuano a esistere nelle opere di Cardarelli anche dopo la fine di questa corrente letteraria. È attraverso la collaborazione con la rivista la Voce che vediamo la massima espressione avanguardistica del poeta, possiamo infatti notare un espressionismo linguistico, un frammentismo, i temi sono quelli dello sradicamento, del viaggio, dell'adolescenza, e della perdita di identità. Possiamo però notare nelle opere poetiche di Cardarelli sia la tendenza alla trasgressione che una volontà costante di autocontrollo, le due componenti sono in conflitto tra loro e a vincere è quasi sempre la tendenza all’autocontrollo.per un ulteriore approfondimento della poesia Autunno di Vincenzo Cardarelli vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del nome di Vincenzo Cardarelli?
- Come ha iniziato la carriera letteraria Vincenzo Cardarelli?
- Quali sono alcune delle opere più significative di Vincenzo Cardarelli?
- Qual è la caratteristica principale della poetica di Vincenzo Cardarelli?
- Come è stata la vita personale di Vincenzo Cardarelli?
Vincenzo Cardarelli nacque con il nome di Nazareno Caldarelli a Corneto Tarquinia il 1 Maggio 1887, e il suo padre gestiva il buffet della stazione ferroviaria.
Cardarelli iniziò la sua carriera come correttore di bozze nel quotidiano L'Avanti!, dove divenne uno dei redattori, espandendo successivamente la sua collaborazione a diverse testate giornalistiche.
Tra le opere più importanti di Cardarelli ci sono "Prologhi" (1916), "Viaggi nel tempo" (1920), "Il sole a picco" (1929) e "Il cielo sulle città" (1939), che evidenziano la sua evoluzione poetica e il suo riconoscimento letterario.
La poesia di Cardarelli è descrittiva e lineare, spesso legata a ricordi e stati d'animo, espressa con un linguaggio discorsivo ma profondo, riflettendo un conflitto tra trasgressione e autocontrollo.
Cardarelli visse una vita solitaria e errante, soffrendo per la mancanza della madre e venendo considerato un letterato severo, morendo solo e povero a Roma il 18 giugno 1959.