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Vincenzo Cardarelli nacque a Tarquinia (Viterbo) nel 1887 , dove trascorse la giovinezza . Trasferitosi ben presto a Roma, per sopravvivere si adattò alle attività più umili. Prese contatto con i circoli intellettuali della città e, divenuto giornalista, collaborò a diverse riviste letterarie. La sua prima opera , un volumetto di prose e poesie , fu pubblicata nel 1916 con il titolo I prologhi. A essa seguirono Viaggi nel tempo (1920), Favole e memorie (1924), Il sole a picco (1929), Poesie (1936). Fra le opere in prosa ricordiamo Il cielo sulla città (1939), Lettere non spedite (1946) e Solitario in Arcadia (1948). Gli argomenti ricorrenti nelle opere di Cardarelli sono i ricordi legati all'infanzia e al paese natio, amato e odiato a un tempo, e il tema, quasi ossessivo, dello scorrere ineluttabile del tempo e delle stagioni. Tra le vorticose esperienze poetiche, che animarono il panorama letterario italiano nei primi decenni del Novecento e che dovevano portare a una radicale trasformazione delle consuete forme liriche , Cardarelli rimane ancorato a un concetto "classico " di poesia, le cui caratteristiche fondamentali devono consistere soprattutto nella limpidezza stilistica e nella ideale armonia di forma e contenuto. Sulla base si tali presupposti , Cardarelli cerca di conseguire il perfetto equilibrio tra una classica compostezza di linguaggio e l'inquietudine esistenziale dell'uomo contemporaneo.


Abbandono da Poesie (1936)


Volata sei, fuggita
come una colomba
e ti sei persa là, verso oriente.
Ma son rimasti i luoghi che ti videro
E l'ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti un sepolcro
a cui faccio la guardia.

Il sentimento inteso di nostalgia che predomina nel testo si esprime attraverso un'immagine lieve e delicata,ovvero quella di una colomba, assimilata alla donna amata, scomparsa dalla vita del poeta. Nella prima metà del componimento spicca la parola persa (esattamente nel verso 3) che esprime sia un senso di apprensione per il destino della donna , sia la consapevolezza del poeta di non potere più averla accanto a sè. Nel quarto verso il Ma avversativo iniziale in posizione di rilievo sembra far intuire la presenza di elementi consolatori: i luoghi che videro la donna , le ore degli incontri. L'illusione , tuttavia, viene presto negata dalla considerazione finale: quelle ore sono ormai solitarie, private della presenza dell'amata , quei luoghi evocano un senso di morte, anche se il poeta sembra volerli ancora proteggere.
Malgrado si intuisca l'incombere di un dolore profondo , il linguaggio poetico è pacato, le immagini testimoniano la fedeltà , più volte dichiarata da Cardarelli, a una tradizione letteraria esente sa scelte estreme.

Anche la classicità delle immagini (lieve quella della colomba , dolente invece quella del sepolcro) si coniuga armonicamente con la limpidezza espressiva, dando luogo a una forma originale , classica e moderna al tempo stesso, tipica di Cardarelli.

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