La vita e le opere di Jacopone da Todi

Jacopo de'Benedetti, detto Jacopone, nacque a Todi nel 1230.
Fu avvocato e notaio, ma all'età di trent'anni, in seguito alla morte improvvisa della moglie, mutò radicalmente vita,
rinunciando alle proprie ricchezze e avvicinandosi alla congregazione dei Flagellanti.
Dopo dieci anni di penitenza e di studi teologici, Jacopone entrò nell'ordine francescano, appoggiandola corrente più rigida
degli Spirituali, che si opponeva all'ala conventuale a papa Bonifacio VIII.
Le violente critiche rivolte al papa sfociarono in un'aperta ribellione: assieme ad alcuni cardinali della famiglia Colonna,
Jacopone mise in dubbio la legittimità dell'elezione papale (al tempo si diceva, infatti, che il precedente papa, Celestino V,
fosse stato costretto a rinunciare alla tiara proprio da Bonifacio VIII) e si asserragliò nel castello di Palestrina.

Dopo un lungo assedio, nel settembre 1298 il castello fu conquistato dall'esercito papale: Jacopone fu arrestato, torturato e imprigionato.
Rimase in carcere fino al 1303, quando si trasferì in un convento in Collazzone, nei pressi di Todi, dove morì nel 1306,
trascorrendo gli ultimi anni in preghiera e meditazione.
Jacopone da Todi è considerato il più mportante autore di laudi; di lui cin restano le Laude (93 testi poetici, tra cui alcuni
dialogati come Donna del Paradiso), una raccolta di Detti e un Trattato ascetico-morale, oltre ad alcune composizioni liturgiche
in latino, fra le quali l'inno Stabat Mater.

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