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Il Santuario di Fortuna Primigenia a Palestrina

A Palestrina sorgeva uno dei santuari più ricchi e imponenti di età repubblicana,dedicato a Fortuna Primigenia,divinità della sorte. Il culto praticato a Preneste era di carattere oracolare: un bambino si calava in un pozzo (pozzo delle sorti) ed estraeva a caso una sorte, ossia una tavoletta in cui era scritto il vaticinio che veniva dato a chi consultava l'oracolo. Il santuario di Preneste fu costruito tra la fine del II secolo e del I secolo a.C., prima della distruzione della città da parte di Silla durante la guerra civile contro Mario. Le famiglie che lo edificarono appartenevano all'aristocrazia contadina:si trattava di mercanti che trafficavano con l'Oriente e che perciò conoscevano molto bene le realizzazioni dell'architettura ellenistica. Il santuario era strutturato su sette terrazze ricavate lungo il pendio del monte che domina Preneste. Il complesso trasferiva su una scala monumentale i principi dell'architettura scenografica ellenistica, che si basava sulla costruzione e lo sfruttamento di terrazze per regolarizzare i pendii naturali. L'architetto del santuario dovette affrontare diverse difficoltà, e le risolse molto efficacemente. Per esempio il problema di inserire l'antico pozzo delle sorti fu risolto collocando il pozzo in corrispondenza di un emiciclo e costruendo emiciclo sul lato opposto. Il culmine del santuario era la tholos superiore. La soluzione di collocare questo edificio sul livello sopra la cavea trasformava quest'ultima in una sorta di scalinata, adatta ad ospitare le processioni che raggiungevano il tempio. Il santuario doveva provocare nel visitatore un effetto di sorpresa e di straniamento. L'architettura lo costringeva infatti a un percorso obbligato con lo scopo di non permettere mai a chi saliva di farsi un'idea dell'aspetto completo del santuario.

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