Amor è uno desio che ven da core di Jacopo da Lentini


La “tenzone” è una serie di componimenti poetici nei quali ogni autore fornisce una particolare interpretazione di un determinato problema. La “tenzone poetica” in questione vedeva impegnati Jacopo da Lentini, Pier della Vigna e Jacopo Mostacci nella definizione del processo psicologico dell’amore.
L’argomento trattato nel sonetto è l’Amore (con la “a” maiuscola perché è la personificazione del sentimento), di cui Jacopo da Lentini propone questa definizione: è un desiderio che viene dal cuore ed è stimolato dalla vista della persona amata.
Qual è l’importanza degli occhi? Gli occhi generano l’amore, poiché trasmettono al cuore l’immagine di ciò che vedono.
La spiegazione dell’amore di Jacopo si rifà alle teorie e concezioni psicologiche della tradizione lirica cortese che i poeti della “scuola siciliana” hanno derivato dai provenzali.
Riassunto del sonetto: Il sonetto si apre con la risposta al problema che il poeta intende affrontare: Amore è un desiderio che viene dal cuore ed è alimentato dal piacere ispirato dalla persona amata. Ma Amore nasce dagli occhi e poi viene nutrito dal cuore. Qualche volta si può provare un sentimento d’amore anche per una persona che non si è mai vista, ma l’amore vero è quello generato dalla vista della persona amata, perché sono gli occhi che fanno da tramite al cuore, trasmettendogli l’immagine delle cose ed informandolo su quanto di naturalmente buono o cattivo ci sia in esse. Il cuore recepisce il messaggio inviato dagli occhi e prova piacere nel desiderare l’oggetto della sua attenzione. Questo è l’amore che regna fra gli uomini: così conclude il poeta.
Il sonetto è composto da versi endecasillabi, in rima secondo lo schema ABAB, ABAB, CDE, CDE.
Il sonetto, dal punto di vista espressivo, presenta una struttura alquanto schematica, impreziosita dalla lingua quanto mai raffinata utilizzata dall’autore.
I versi che spiegano la funzione svolta dagli occhi sono i seguenti: “e li occhi in prima generan l’amore”, “ma quell’amor che stringe con furore / da la vista de li occhi ha nascimento”, “ché li occhi rappresentan a lo core / d’onni cosa che veden bono e rio”.
Secondo Jacopo da Lentini, l’amore non può prescindere dalla vista della persona amata. Il poeta ammette che talvolta l’uomo può innamorarsi di una persona solo per aver sentito parlare di lei, ma questo non è vero amore, il quale non può che nascere dalla conoscenza diretta della persona amata.
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