Ominide 177 punti
Età della Controriforma, Cinquecento e Seicento

L'età della Controriforma è un periodo di decadenza e di stagnazione, che presenta una serie di aspetti rilevanti soprattutto per l'Italia: - il Concilio di Trento (dura 18 anni dal 1555 al 1563), che segna l'inizio della controffensiva cattolica di fronte alla protesta di Martin Lutero; - il trattato di Cateau-Cambresìs (1559), che definisce un assetto politico dell'Italia durante la dominazione spagnola: - le espressioni artistiche e letterarie che hanno una fisionomia comune sia al nord (Torino), al centro (Roma) come al sud (Noto), sia nella lirica che nella prosa, sia nel dramma pastorale che nel poema.
Ora tale caratteristiche non esauriscono certo la fisionomia di quest'età, per cui appare difficile trovare una definizione veramente esaustiva in quanto appaiono molto evidenti alcune contraddizioni che lacerano quest'epoca. Nessun altra età della storia italiana fu come questa lussuosa e miserabile, ricoperta dalla ricchezza e dalla potenza e nello stesso tempo piena di miseria e di fame, compiaciuta di intellettualismo esasperato e umiliata da superstizione e ignoranza, splendente di scienze e di arti e avvilita da torture e da roghi. Queste contraddizioni erano in primo luogo nella Chiesa, uscita vittoriosa dalla lotta contro il Protestantesimo e desiderosa di incidere la propria impronta nella cultura come nelle arti. Si pensi ai nuovi ordini religiosi, all'attività missionaria, alla predicazione, alle opere caritative, all'importanza che ebbe per la cultura italiana ed europea l'ordine dei Gesuiti (Compagnia di Gesù), ordine fondato da Sant'Ignazio di Loyola, col monopolio che presto assunse nell'istruzione educando in tutta Europa le nuove generazioni dell'aristocrazia e dell'alta borghesia. Ma questa faccia di Riforma cattolica si contrappone l'altra di "Controriforma": il moltiplicarsi parassitario del clero, l'accentramento della proprietà presso chiese e conventi, il rafforzarsi dei privilegi ecclesiastici. Esercitata sempre più dai membri del clero, questa politica di Controriforma si esplicò in modo particolare nell'intento di controllare e dirigere la cultura, prevenire e reprimere le eresie, modificando profondamente lo stato sociale, la condizione e lo stesso abito mentale degli intellettuali grazie anche alla Compagnia di Gesù che esercitò un'influenza decisiva sulle loro scelte artistiche e culturali. L'Inquisizione, la censura sulla stampa, sottoposta al blocco preventivo di scritti non conformi alle direttiva della Chiesa, il controllo dell'attività editoriale, l'Indice dei libri proibiti esercitarono una pressione costrittiva sull'attività di letterati, artisti, scienziati (ad esempio vennero proibite opere come: il Principe di Machiavelli, la Monarchia di Dante, il Decameron di Boccaccio fu revisionato, Giordano Bruno andò al rogo, Tommaso Campanella e Galileo Galilei vennero perseguitati, l'opera intitolata "Il Giudizio Universale" di Michelangelo Buonarroti fu tacciata di oscenità).
Tuttavia contrasti evidenti si avvertono nell'economia, nella cultura, nella politica; a tal proposito ormai l'indipendenza politica dell'Italia è perduta e gran parte della nostra penisola è già una provincia spagnola. Ma intanto la scienza con la teoria dell'astronomo Niccolò Copernico sta mandando in frantumi la vecchia concezione tolemaica del mondo, che l'uomo occidentale si tramandava da millenni, e spalanca agli occhi e agli animi un cosmo infinito e senza centro, perchè il cosmo prima ben ordinato e gerarchizzato ora appare in rovina grazie al progresso della scienza. Infatti questa ipotesi eliocentrica considerava la Terra non più al centro dell'universo ma una semplice parte di esso. Allora se l'universo è infinito ormai il centro può essere dappertutto, identificandosi con la varietà e l'infinità dei punti di vista.
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017