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La produzione letteraria della seconda metà del Cinquecento


Sotto l' impulso del moto suscitato dall'Umanesimo e dall' imitazione dei classici, quasi tutti i generi erano stati portati alla perfezione letteraria. Tuttavia il desiderio di dare al volgare una sua dignità artistica , la ricercatezza noiosa e l'irrigidirsi del classicismo, avevano portato le forme letterarie ad essere, sempre più influenzate dalle regole. Si scrissero allora trattati, nei quali si stabilirono norme precise su come dovevano essere strutturati i diversi generi letterari. col passare del tempo, soprattutto nella seconda metà del Cinquecento, si arriva alla conclusione che: "con le regole non si fa poesia". Influisce molto anche la riforma protestante che, condannando il clero per il malcostume, innesca un meccanismo che influenzerà tutte le opere letterarie pubblicate in quel periodo. Tutto ciò provoca negli scrittori preoccupazioni morali e religiose, che si traducono in ipocrisia, in falsità e retorica. Sotto la costante pressione del Tribunale dell' Inquisizione, gli scrittori, preoccupati a non assumere posizione contro la Chiesa di Roma, palesano un ravvedimento e fanno nelle loro opere delle confessioni non sincere. In questo periodo si rinnova, quindi, il dissidio spirituale che altri prima di loro avevano provato durante la crisi di passaggio dal Medioevo al Rinascimento. Prima si era passati da un'atmosfera chiusa alla piena libertà di pensiero, ora, invece, dalla sfolgorante e libera età rinascimentale si ritorna alla meditazione e al soffocamento dei sentimenti e degli impulsi.
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