Concetti Chiave
- La novella "Libertà" di Giovanni Verga, pubblicata nel 1882, è ambientata durante la spedizione dei Mille in Sicilia e riflette le ingiustizie sociali dell'epoca.
- La prima parte descrive una folla accecata dalla violenza e dalla rabbia, evidenziando il caos e la brutalità della rivolta contro i proprietari terrieri.
- Nella seconda parte, la folla, dopo l'euforia iniziale, si rende conto dell'inutilità della rivolta e della necessità dei padroni oppressori.
- La narrativa presenta una giustizia sommaria e rapida all'arrivo di Bixio, seguita da un processo lungo e lento che rappresenta l'inefficienza della giustizia.
- La struttura circolare della novella sottolinea il fallimento della ricerca di libertà, con un ritorno alla situazione di partenza e la continua sofferenza dei contadini.
In questo appunto viene descritta la celebre novella di Giovanni Verga che è conosciuta con il titolo di Libertà. La nota novella è stata pubblicata per la prima volta nell'anno 1882 sulla celebre rivista dal titolo Domenica Letteraria. Questa novella poi in un secondo momento è entrata a far parte della celebre raccolta conosciuta da tutti con il titolo di Novelle rusticane.
Qual è il Contesto Storico e Sociale?
Autore: Giovanni Verga
Titolo: La Libertà
Tratto: La novella Libertà di Verga apparve nel 1882 sulla “Domenica Letteraria” e poi inserita nella raccolta delle Novelle rusticane. Il periodo storico in cui è ambientata la novella è quello della spedizione dei Mille in Sicilia, al comando di Garibaldi e Nino Bixio. Garibaldi per reclutare soldati in Sicilia aveva promesso di distribuire le terre demaniali ai capifamiglia contadini. Prendendo come giustificazione le promesse garibaldine, nei giorni dal 2 al 5 agosto 1860 la popolazione, formata in gran parte da poveri contadini, si sollevò contro i locali proprietari terrieri. A muovere fu la volontà di appropriarsi della terra e liberarsi dal peso dei privilegi e delle ingiustizie sociali.
Ecco come si articola la celebre novella di Giovanni Verga:
- Nella prima parte della novella Libertà di Verga viene descritto il Sabato 4 agosto, la protagonista è la folla che non ha freni: ormai è accecata dal sangue e la morte sembra arrivare per ognuno dei cappelli, una folla che “spumeggiava” e “ondeggiava” come il mare. Verga mette in luce la crudele violenza, la rabbia irrazionale, l’assenza di pietà prodotte dalle prepotenze e dalle ingiustizie subite. La prima parte della novella è caratterizzata da un ritmo incalzante, che descrive il crescendo di violenze senza tregua, fino al momento in cui la folla, stremata, si placa.
- Esauritasi la furia omicida, nella seconda parte, la folla si trova sbandata. Ogni individuo è solo, non più parte di una moltitudine spinta da un unico scopo. Verga evidenzia l’inutilità e l’assurdità della rivolta; essi hanno bisogno, ora, di quei padroni oppressori contro i quali si sono ribellati. Il ritmo della narrazione, nella seconda parte, è notevolmente rallentato rispetto a quella precedente.
- Una nuova accelerazione del ritmo avviene nella terza parte, caratterizzata dall’arrivo di Bixio. In particolare è la descrizione della giustizia sommaria ordinata dal generale che colpisce per la sua rapida drasticità.
- La quarta parte, infine, è caratterizzata da un ritmo lento, ben corrispondente alla lentezza con cui si muove la giustizia e con cui si svolge il processo vero e proprio (un periodo di tre anni).
La Rivolta e la Violenza
Conseguenze della Rivolta
Giustizia Sommaria e Processo
Struttura Circolare della Novella
La libertà apre e chiude la novella Libertà di Verga dandole una struttura circolare: la rivolta inizia con le parole “Viva la libertà!” e il processo che sancisce il suo fallimento si conclude con le parole del carbonaio “Se avevano detto che c’era la libertà!”, a ribadire l’inutilità del tentativo. Alla fine, tutto torna come prima: i «signori» al loro posto, i poveri contadini sempre più poveri. La tragedia si è chiusa, e non è servita a niente. Solo i condannati continueranno a chiedersi il perché, gridando che loro volevano solo «la libertà». Il mondo di Verga è un mondo senza speranza, che neppure la vittoria garibaldina ed il cambio di Re riescono a mutare.
Della sanguinosa rivolta rimane così solo la sofferenza degli accusati, mentre la vita torna a scorrere come prima. Tutto resta uguale, tutto è stato inutile, "all'aria ci vanno i cenci".
Verga fa corrispondere alle varie parti della novella un momento storico ed un punto di vista diversi. La libertà è vista dal punto di vista della folla durante la rivolta, dal punto di vista dei singoli durante la divisione delle terre e infine dal punto di vista dei ricchi possidenti e dei borghesi.
per ulteriori approfondimenti sulla celebre novella Libertà di Giovanni Verga vedi anche qua

Descrizione del Paesaggio
Nella novella libertà di Verga, così come l'identità del paese non viene chiarita, anche la descrizione dei suoi spazi rimane sul vago. Il paese emerge come una collezione di luoghi e edifici, tipici dei paesi dell'entroterra siciliano, nominati, ma non descritti, né connessi tra loro, che appaiono soltanto quando vengono "toccati" dalla vicenda: la chiesa, la piazza, il casino dei galantuomini, il Municipio, la chiesa, le stradicciuole, la villa della baronessa, il cimitero, il convento.
Intorno al paese sta la campagna, intravista prima tra le case della piazza e, successivamente, attraversata dal corteo degli arrestati. Più in là ancora, a chiudere il paesaggio, vi sono i fianchi dell'Etna ricoperti di "boschi cupi".
A separare paese e campagna sta un burrone, a collegarli una stradicciola che scende a precipizio. Tra paese e campagna s'instaura quindi un rapporto alto/basso, che assume particolare importanza durante l'arrivo dei garibaldini, quando la posizione dei popolani, sulla cresta del monte, consentirebbe loro di sconfiggere i soldati che risalgono il burrone.
L'altra contrapposizione spaziale presente nella novella è quella che s'instaura tra paese e città. Quest'ultima si rivela completamente ostile ai popolani: è dominata dal gran carcere dalle celle buie, al quale i parenti dei detenuti faticano ad accedere; non vi si trova lavoro, né di cui cibarsi; anche la locanda più misera è costosa e chi dorme sugli usci della chiesa viene arrestato; una ragazza persino vi si perde.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui è ambientata la novella "Libertà" di Giovanni Verga?
- Come viene descritta la violenza nella prima parte della novella?
- Quali sono le conseguenze della rivolta secondo Verga?
- In che modo la novella presenta la giustizia sommaria?
- Qual è la struttura circolare della novella "Libertà"?
La novella è ambientata durante la spedizione dei Mille in Sicilia, nel 1860, quando la popolazione contadina si sollevò contro i proprietari terrieri, spinta dalle promesse di Garibaldi di distribuire terre demaniali (tratto dal testo).
Nella prima parte, Verga descrive una folla accecata dalla violenza, che si muove come un mare in tempesta, evidenziando la rabbia irrazionale e l'assenza di pietà causate dalle ingiustizie subite (tratto dal testo).
Dopo la furia omicida, la folla si ritrova sbandata e sola, rendendosi conto dell'assurdità della rivolta e della necessità dei padroni oppressori contro cui si era ribellata (tratto dal testo).
Nella terza parte, l'arrivo di Bixio segna un'accelerazione del ritmo narrativo, evidenziando la rapidità e la drasticità della giustizia sommaria ordinata dal generale (tratto dal testo).
La novella inizia e termina con il concetto di libertà, evidenziando l'inutilità della rivolta e il ritorno alla situazione precedente, con i contadini sempre più poveri e i "signori" al loro posto (tratto dal testo).