Video appunto: Verga, Giovanni - Rosso Malpelo (12)
Rosso Malpelo è una novella che fu pubblicata per la prima volta sul Fanfulla della domenica nel 1878. Fu poi raccolto in Vita dei campi nel 1880 ed è il testo che dà inizio alla fase "verista" dello scrittore. Già la frase iniziale evidenzia infatti la novità dell'impostazione narrativa verghiana: affermare che Malpelo ha i capelli rossi perché è un ragazzo malizioso e cattivo è una stortura logica, che rivela un pregiudizio superstizioso, proprio di una mentalità primitiva.
La voce che racconta non è dunque al livello dell'autore, ma è al livello dei personaggi. L'apertura del racconto presenta quindi il procedimento dello straniamento e della regressione, mediante cui si attua il basilare principio dell'impersonalità. Scompare quindi il narratore onnisciente, portavoce dell’autore, che era l'elemento caratterizzante della narrativa del primo Ottocento, ad esempio di Manzoni.

L’atteggiamento di Verga in questa novella può essere definito populista. Per populismo si intende qualsiasi atteggiamento atto all'esaltazione demagogica delle qualità e capacità delle classi popolari. Verga riteneva infatti che il popolo fosse una forza primigenia, non ancora intacca dal mondo della borghesia. Il popolo si mantiene perciò vero, puro. In quest’opera Verga infatti promuove il ritorno a una vita più semplice, dove ci si accontentava di poco. È però una visione edulcorata del popolo difatti la vita dei pescatori e degli agricoltori di Acitrezza è una vita di stenti.