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Verga: La Primavera

Per la prima volta Verga sceglie come protagonisti umili personaggi della sua terra collocati in un ambiente contadino descritto realisticamente.
La scelta di personaggi e ambienti rusticani è molto importante ma di per se non rappresenta ancora un'adesione al Verismo. Non è una novella Verista perché in essa manca del tutto l'impersonalità: anzi l'autore difende subito il proprio personaggio con un atteggiamento moralistico.
La vicenda: Neda è un'orfana. Dopo la morte della madre resta sola al mondo e si innamora di un contadino Jaun. Questo va a lavorare nella piana di Catania dove si ammala. In quanto debole casca da un albero di olivi e muore. Nedda intanto aspetta un figlio che una volta nato si rifiuta di portarlo in convento e per questo condannata dal prete e criticata dalle comari. Alla fine la figlioletta muore di stenti.

NEDDA


Dopo la morte della madre la ragazza è isolata dal perbenismo dei paesani che li rimproverano di non portare il lutto. Le critiche del prete e delle comari si fanno ancora più spietate quando ella intreccia una relazione amorosa con un contadino Jaun. Questo va a lavorare nella piana di Catania per racimolare soldi per il matrimonio. Questi però si ammala cade da un ulivo e muore. La povera ragazza intanto fa nascere un figlia la quale non vuole portarla alla Ruota e perciò viene ancora più duramente criticata. In fine la fine la figlioletta muore di stenti.
Il linguaggio e lo stile
Il linguaggio usato si ispira al fiorentino con molti diminuitivi e vezzeggiativi. Le metafore e le immagini sono letterarie e talora leziose con paragoni che rimandano al piccolo borghese di Storia di una capinera. Ci sono espressioni locali e dialettali che vengono scritte in corsivo. Questo elemento fa si che l'autore riveli la sua presenza e l'assenza dell'impersonalità.
L'intervento dell'autore è esplicito: egli più volte commenta la vicenda in termini esplicativi moralistici e polemici per sottolineare le ingiustizie sociali. Compare il tema dell'esclusione e della estraneità tipico dell'arte moderna.

L'adesione al Verismo e il ciclo dei Vinti: la poetica e il problema della conversione


Tre fatti favoriscono l'adesione (1877-1878) di Verga la Verismo: 1)esce il capolavoro del Naturalismo francese di Zola che Capuana recensisce proponendolo come poetica del vero; 2) lo stesso Capuana va ad abitare a Milano e qui forma con altri due autori un gruppo che intende creare il romanzo moderno; 3)viene diffusa l'Inchiesta in Sicilia: Scoppia la questione meridionale. Verga trae spunto dagli incontri milanesi con Capua per elaborare una poetica fondata sulla teoria della forma inerente al soggetto dell'Inchiesta in Sicilia diventerà i contenuti di Vita dei campi e dei Malavoglia.
Positivismo, materialismo e determinismo nella poetica del Verismo: Sul piano filosofico, rivela un'impostazione di tipo positivistico materialistico e deterministico. E positivistica perché parte dal presupposto che la verità sia oggettiva e scientifica. È materialistica perché il comportamento umano è assimilato a quello di ogni altro animale e viene visto in dipendenza dall'egoismo individuale dai bisogni materiali e dalla spinta del sangue e del sesso. È deterministica perché ogni soggetto è determinato dall'ambiente in cui vive, dalle leggi economiche e dal condizionamento ereditario che influisce sulla predisposizioni alle malattie e sulle inclinazioni dell'uomo. È la darwiniana lotta per la vita che spinge l'uomo a imporsi o a soccombere attraverso una spietata selezione naturale.
Carattere antiromantico della poetica verista: Sul piano letterario deriva una poetica antiromantica: vengono esclusi infatti sia l'idealismo sia la soggettività dell'io narrante.
L'impersonalità: Nell'opera non si devono vedere né i sentimenti né l'ideologia dell'autore il quale si deve comportare come uno scienziato cioè si deve limitare a descrivere senza commenti personali o riflessioni che fanno vedere in modo chiaro le ideologie del autore.
Dalle classi più basse a quelle più elevate: Verga sostiene la necessità di procedere dal semplice al complesso, dall'elementare al complicato. Per capire bene il rapporto fra causa ed effetto e il condizionamento naturale bisogna partire dalle classi più basse, per poi risalire a quelle più elevate dove è più difficile lo studio del condizionamento e più complesso, dato che la civiltà insegna all'uomo a nascondere i sentimenti e a razionalizzare i comportamenti.
Il ciclo dei Vinti: Da qui il progetto dei ciclo dei Vinti che rappresenta i pescatori i contadini la borghesia la nobiltà cittadina e in fine il mondo parlamentare e poi il modo degli artisti.
L'eclissi dell'autore: Verga sostiene che l'autore deve sparire dalla propria opera. Il narratore non deve più intervenire con pareri e giudizi. Il lettore deve riconoscere da solo i protagonisti che non vengono più presentati dall'autore e inoltre l'autore deve annullarsi assumendo i modi di dire dei personaggi il ritmo del loro parlare la loro cultura. A narrare la vicenda devono essere i personaggi stessi. E i livelli stilistici devono corrispondere a quelli sociali ed ecco che il lessico e la sintassi devono di volta in volta adeguarsi al mondo rappresentato.

DEDICATORIA A SALVATORE FARINA


I punti principali sono: 1) il linguaggio stato raccolto dall'autore; 2) il narratore si attiene al fatto nudo e schetto senza che l'autore aggiunga qualcosa di suo; 3) Il metodo nella rappresentazione delle passioni umane deve ispirarsi allo scrupolo scientifico e mirare a dare un documento umano; 4)la narrazione deve cogliere lo sviluppo logico e necessario delle passioni rivelando il legame oscuro tra cause ed effetti; 5) la mando dell'autore deve restare invisibile.

Vita dei campi sono otto novelle. Protagonisti sono contadini pastori minatori dove la voce narrante sono i personaggi stessi.
La presenza di elementi romantici: la presenza di un elemento romantico è confermato da alcuni aspetti stilistici e dalla presenza di alcuni temi. Sul piano stilistico il tono di alcuni racconti è epico-lirico. Sul piano tematico è di natura romantica il forte rilievo che assume in Vita dei campi il tema dell'amore-passione.

Il tema dell'esclusione: un altro tema è quello dell'esclusione dalla società: il più povero è anche il più emarginato. Così accade a Jeli un pastore che si sente a proprio agio soltanto quando sta in campagna. Quanto alla lupa è un personaggio solitario isolato. Poi abbiamo Rosso Malpelo che è il capolavoro dove questo ragazzo viene preso di mira perchè con capelli rossi e quindi cattivo. Qui voce narrante è quella malevola dei contadini e minatori. Si accaniscono contro protagonista che per via dei capelli rossi sarebbe, di per se, cattivo. Verga compie artificio di straniamento: divario tra punto di vista del narratore, che sostiene una tesi, e punto di vista dell’autore, che fa capire che è possibile l’esatto opposto senza però calarsi nel racconto.
Rosso malpelo: racconto terribile perché: mostra una realtà rovesciata (è strano ciò che dovrebbe essere normale) e domina la violenza dei più forti sui più deboli.
Il tema del diverso: In Verga si avverte il dramma stesso di una generazione formatasi nel clima romantico e trovatasi a vivere nella delusione dell'Italia postunitaria. Influisce la stessa provenienza sociale di Verga appartenente a un ceto (borghesia agraria) ormai ai margini del progresso quindi in verga c'è questo sentimento di diverso che si sente escluso estraneo.
L'estraneità al progresso degli artisti diventa estraneità degli umili al corso della civiltà. Per questo sono gli esclusi a possedere il senso della vita e per bocca loro il Verga parla.
Lo Straniamento
Presenta le cose da un punto di vista non comune costringe a riflettere su di esse quindi costrige il lettore a identificarsi

LIBERTà


si racconta di un episodio reale del 1860 a Bronte un paesino ai piedi dell'Etna, in occasione della spedizione dei Mille. I contadini affamati si ribellano a ricchi proprietari terrieri facendone una strage. Il racconto si divide in tre momenti: nel primo si descrive la sanguinosa rivolta; nel secondo si mostra l'arriva di Bixio e dei garibaldini che fucilano alcuni fra gli insorti; nel terzo si rappresenta il ritorno della situazione alla precedente condizione come se non fosse successo niente e la condanna del carbonaio che dice che viene condannato senza aver avuto un pezzo di terra in cambio. Si vede quindi la libertà sociale (i bisogni) che non è la stessa di quella politica.
Le tre parti del racconto:
SI ha al inizio una forte carica espressiva (descrizione del inizio novella). Il racconto si svolge come in presa diretta. I gridi della folla fanno intuire le ragioni sociale. La ribellione viene paragonata allo straripare di un fiume o a un mare in tempesta. Nella seconda parte il registro stilistico cambia si ha un tono distaccato che indica l'incapacità di gestire politicamente la loro azione gli insorti e l'efficacia della repressione di Bixio. Nell'ultima parte si alterna un processo di ironia e pietà.


Il marito di Elena, novelle rusticane e altre raccolte di racconti sino a Vagabondaggio

Malavoglia (1881) 1° romanzo verista di verga. Con il marito di Elena congeda definitivamente la cultura romantica. Con novelle rusticane e per le vie segna una svolta decisiva: non più utilizzato il mondo romantico. Personaggi sono attaccati alla “roba” e leggi economiche dell’interesse e dell’egoismo.
Sul piano letterario: metodo lirico – simbolico si riduce per introdurre scrittura a forte scansione drammatica o freddamente oggettiva.
Due fasi veriste: la prima, persistono ancora lirismo simbolico e alcuni aspetti romantici (malavoglia e vita dei campi); la seconda, questi elementi scompaiono e prende il posto la “roba”.
Novelle rusticane (12): prepara il campo per scrivere prossimo romanzo (Mastro – don – Gesualdo).
Si ha l’analisi della dimensione collettiva e sociale dei problemi: dai singoli personaggi l’attenzione si sposta sul collettivo.
Per le vie (12): ambientazione milanese, influenza di Zola. Per il materialista verga comportamento uomo sarà sempre determinato da egoismo individuale.

Mastro – Don – Gesualdo: il titolo, la genesi, la struttura e la trama

Il secondo romanzo del ciclo dei Vinti è Mastro-don Gesualdo che ha l'intenzione iniziale di raffigurare un arrampicatore sociale: un mastro che diventando ricco si merita il titolo di don senza pero riuscire a far dimenticare le sue origini. La novella La Roba del 1883 è un'anticipazione dei temi del romanzo. Sullo sfondo alcuni eventi storici di rilievo: una rivolta carbonara l'epidemia di colera del 1837 ma anche la nascita della borghesia terriera e imprenditoriale e il decadimento della nobiltà cittadina. Il romanzo è composto da 21 capitoli riuniti in 4 parti.
La narrazione è dedicata ai singoli momenti della vita del protagonista con salti temporali di molti anni, di cui dà conto in brevi riassunti. Il racconto assume così un carattere volutamente frantumato evidente già dalla divisione in parti.

Il Mastro – Don – Gesualdo: la poetica, i personaggi, i temi, l’ideologia, lo stile

Metodo impersonale di verga: si fonda sul silenzio della voce dell’autore e sull’assunzione di una o più voci interne al mondo narrato. Si ha un mondo stratificato (da contadini della provincia all’aristocrazia di Palermo) dove quello moderno della borghesia è in ascesa.
In verga problema di rappresentazione psicologica: essa deve emergere dai gesti dei personaggi anziché dall’autore (impersonalità).
Mastro – don – Gesualdo: si ha complessa reggia narrativa rispetto malavoglia. Il personaggio Gesualdo obbedisce fermamente alla logica economica ma ne paga il prezzo con un crescente rimorso di aver perso l’affetto delle persone a lui care (padre, Isabella, Diodata, Bianca): è destinato al fallimento esistenziale. Qui la figura di donna (Bianca e Diodata): vittime delle leggi sociali dove entrambe rappresentano il mondo dei sentimenti di Gesualdo che trascura per raggiungere il successo e fa nascere dentro lui contraddizione tra logica di “roba” e sentimenti. Quanto a Isabella il destino è tale a quello di sua madre, ed è lei a dare a Gesualdo il senso della propria sconfitta sul punto di morte.
Il desiderio per la “roba” fa si che scompaia ogni sentimento nel protagonista e quindi si rivela (la roba) un istinto autodistruttivo.
Stile: incisivo e drammatico.

LA MORTE DI GESUALDO


Il testo si divide in 3 parti: quella iniziale descrive la vita ripetitiva di Gesualdo ammalato nella gasa del genero a Palermo. La narrazione è condotta dal punto di vista del protagonista che osserva da estraneo, la vita del palazzo nobiliare. La seconda parte comprende invece alcuni episodi che rompono la consueta ripetitività dove si ha il tentativo di farsi spiegare dai medici la situazione della malattia la visita dell'amministratore del duca, gli incontri con la figlia è così via. La terza parte rappresenta l'agonia e la morte di Gesualdo. Qui il punto di vista è di Leopoldo il servitore di Gesualdo.

I PUNTI DI VISTA


Il punto di vista dominante è quello di Gesualdo. Non mancano però altri punti di vista che descrivono il protagonista, commentando il suo comportamento o criticando negativamente dai medici e dei servitori. Nella parte finale il punto di vista dominante è quello di Leopoldo e poi quella degli altri servitori malevoli che si raccolgono introno a lui per vedergli le mani mangiate dalla calcina. Così si mette in evidenza il carattere improduttivo e la falsità ipocrita della vita nobiliare cittadina e il fallimento del rappresentate della nuova borghesia. Sull'artificio di straniamento viene descritta la morte di Gesualdo.
Due fattori impediscono l'intesa: da un lato l'interesse economico dall'altro l'estraneità di razza e di classe sociale.

I MALAVOGLIA

P. A2 – Il progetto letterario e la poetica

Documenti di poetica perle prese di posizione di verga in campo teorico:
- lettera a farina;
- fantasticheria;
- prefazione ai malavoglia;
- lettere a Capuana e altri amici;
Punti essenziali del progetto verghiano: forma inerente al soggetto, l’autore deve sparire calandosi in una voce narrante appartenente al mondo rappresentato, scomparsa del narratore onnisciente (messa in scena dei personaggi da parte dell’autore) e descrizione dall’alto della narrazione (deve essere condotta dal basso), inventare artifici narrativi per far capire al lettore quali sono i protagonisti e imparare a riconoscerli, cercare nuove soluzioni linguistiche per esprimere prospettiva popolaresca, rifiuto di un successo facile: verga compie coraggiosamente un rinnovamento formale per fondare nuovo modello di romanzo.


P. A4 – La struttura e la vicenda

Romanzo formato da 15 capitoli: è storia della famiglia toscano (malavoglia) composta da: nonno ‘ntoni, figlio Bastaniazzo, nuora Maruzza, e nipoti ‘ntoni: luca, alessi, mena, lia.
Vicenda: per fare dote a mena, il nonno compra indebitandosi una partita di lupini, durante il trasporto la barca fa naufragio e bastianazzo muore. Quando la famiglia sembra riprendersi e mena si sta per fidanzare, la morte di luca nella battaglia di lissa, il naufragio della provvidenza e il desiderio di evasione di ‘ntoni cacciano la famiglia nella disgrazia fino a indurre il nonno a vedere la barca. ‘ntoni cerca fortuna a trieste ma tona a casa più povero di prima disonorando la famiglia attraverso i suoi gesti. Lia fugge da casa diventando prostituta ‘ntoni torna a casa, e alessi sposa nunziata (una vicina), mena invece rifiuta di sposare Alfio. ‘Ntoni decide di andarsene di casa.
Si distinguono tre parti: parte iniziale e centrale, protagonista

P. B2 – La lingua, lo stile, il punto di vista: il discorso indiretto libero, la regressione e lo straniamento

Verga nel suo romanzo narra secondo un'ottica dal bassa: fare da protagonista è una comunità arcaico-rurale che da per scontato che il lettore/ascoltatore conosca di già alcuni particolari. È come se il narratore popolare si rivolgesse a una cerchia di altri popolani che abitano negli stessi luoghi. Quindi né i luoghi né i personaggi vengono presentati, che provoca un certo disorientamento in un lettore borghese non del posto.
Scopare così la prospettiva dell'autore e viene assunta come tecnica narrativa quella dei personaggi, dove la nuova tecnica verghiana consiste nel riportare una fitta rete di voci narranti popolari dove anche le metafore e le similitudini sono coerenti con questa impostazione che non riguardano mai il mondo dell'autore ma sempre quello dei personaggi.
La lingua è un italiano parlato dai borghesi Siciliani. Verga non fa ricorso al dialetto, ma impiega un italiano parlato così come lo parlano i siciliani di una certa cultura: quindi la struttura sintattica è dialettale invece le parole usate sono italiane per la maggior parte.
Verga così intende adottare per tutta la narrazione un'ottica nuova, quella del narratore popolare o di una comunità di narratori popolari. Si ha così l'artificio di regressione cioè l'autore regredisce diventando incolto e primitivo.
Inoltre il punto di vista del narratore capovolge i rapporti e i significati reali, mostrando come strano ciò che è normale e viceversa.( Don Silvestro per mandare in rovina i Malavoglia suggerisce a padron 'Ntoni di rinunciare alla casa del nespolo e questo viene visto positivamente allo stesso tempo invece il fatto che la famiglia non vuole mandare il nonno padron 'Ntoni all'ospizio viene visto con cattiveria).
Tutto ciò invita il lettore a formulare un giudizio autonomo rispetto a quello della voce narrante.

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