Concetti Chiave
- La lirica "Myricae" utilizza colori come il grigio e il nero per evocare sensazioni uditive e visive attraverso figure retoriche.
- Il paesaggio autunnale è descritto con immagini di un aratro dimenticato, simbolo di abbandono e desolazione.
- Il ritmo del testo è spezzettato e lento, con una struttura composta da terzine e quartine in versi endecasillabi.
- Il canto delle lavandare è caratterizzato da onomatopee e chiasmi, contribuendo a creare un'atmosfera sonora e ritmata.
- La similitudine tra la donna abbandonata e l'aratro evidenzia sentimenti di solitudine e attesa nel contesto della lirica.
Indice
Analisi della lirica "Myricae"
Il testo fa parte della raccolta “Myricae”. La lirica si snoda attraverso il susseguirsi di notazioni cromatiche: il grigio e il nero, colori che richiamano accezioni fonetiche e uditive, suggerite da figure retoriche quali l’allitterazione, l’onomatopea ed un sapiente gioco di simboli. L’ultima quartina riprende una canzone popolare marchigiana, che è la chiave di lettura che permette di comprendere la parte iniziale della lirica. La vicenda descrive un paesaggio autunnale, delineato tramite elementi visivi e cromatici; in questo luogo campeggia un aratro e vicino al torrente si possono udire i tonfi dei panni immersi nell’acqua dalle lavandare, le quali accompagnano la propria fatica cantando la canzone popolare richiamata dall’ultima quartina.
Simbolismo e ritmo nella poesia
Gli oggetti quotidiani evocati nel testo si caricano di significati particolari e profonde suggestioni: l’immagine dell’aratro in mezzo al campo diviene il simbolo dell’abbandono e della desolazione. Sul piano stilistico il ritmo dei versi risulta spezzettato e lento. Il testo è composto da due terzine e due quartine; i versi sono endecasillabi e le rime sono incatenate. “La frasca” del verso 7 fa assonanza con “rimasta” nel verso 9.
Descrizione del paesaggio autunnale
Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggero .
(la virgola dopo “dimenticato” serve a spezzare l’unità sintattica, poiché la fine della frase non corrisponde con la fine del verso)
(Vi è una contrapposizione del colore grigio e del colore nero, affiancato alla ripetizione del termine “mezzo)
Nel campo mezo grigio e mezzo nero (la parte grigia corrisponde alla parte secca e polverosa, mentre la parte che è stata rivoltata dall’aratro è più scura), resta un aratro inattivo (immagine evocativa), che sembra dimenticato tra la nebbia che esala dalla terra.
Il canto delle lavandare
E cadenzato dalla gora viene
5 lo sciabordare (onomatopea) delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene (chiasmo: i due sostantivi sono collocati all’inizio e alla fine, mentre i due aggettivi sono posti al centro)
E con un ritmo sempre uguale proviene dal canale (termine gergale: l’autore è molto preciso dal punto di vista lessicale) lo sciabordare delle lavandare che lavano i panni nell’acqua, continuamente immersi con tonfi sonori e cantilene.
La similitudine dell'aratro abbandonato
Il vento soffia e nevica la frasca
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
10 come l’aratro in mezzo alla maggese (similitudine: confronto fra la donna abbandonata e l’aratro).
Il vento soffia e i rami degli alberi perdono le foglie come se fossero neve (richiamo alla canzone popolare) e tu non torni ancora al tuo paese (si tratta probabilmente di una donna il cui amato è partito per cercare lavoro e non è ancora tornato) ed io sono rimasta sola come l’aratro abbandonato in mezzo al campo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato simbolico dell'aratro nella lirica "Myricae"?
- Come viene utilizzato il colore nella descrizione del paesaggio?
- Qual è il ruolo delle lavandare nella lirica?
- In che modo la struttura della poesia influisce sul suo ritmo?
L'aratro rappresenta l'abbandono e la desolazione, simboleggiando una condizione di solitudine e inattività nel paesaggio autunnale descritto nel testo.
I colori grigio e nero sono contrapposti per evocare sensazioni di secchezza e umidità, contribuendo a creare un'atmosfera malinconica e riflessiva nel contesto della lirica.
Le lavandare, con il loro canto e il suono dei panni immersi nell'acqua, introducono un elemento di vita e movimento, contrastando con l'immagine statica dell'aratro abbandonato e arricchendo il paesaggio descritto.
La poesia è composta da due terzine e due quartine con versi endecasillabi e rime incatenate, creando un ritmo spezzettato e lento che riflette la malinconia e la contemplazione del paesaggio autunnale.