Concetti Chiave
- Il componimento fa parte di "Myricae" di Pascoli, una raccolta significativa della poesia pascoliana, che esplora temi di natura e solitudine.
- La struttura metrica è prevalentemente composta da 10 endecasillabi, con rime alternate e l'uso di assonanze e consonanze per arricchire il testo.
- La descrizione di un paesaggio invernale abbandonato culmina nella figura dell'aratro, simbolo di solitudine e condizione esistenziale.
- Il testo presenta una struttura circolare, dove l'aratro evolve da semplice elemento paesaggistico a simbolo del sentimento di abbandono.
- Pascoli utilizza vari elementi stilistici come onomatopee, allitterazioni e similitudini, enfatizzando così la musicalità della sua poesia.
Componimento che fa parte della prima grande raccolta (la più importante) della poesia pascoliana chiamata “Myricae” termine latino per indicare le tamerici, fiore citato anche da D’Annunzio nella “Pioggia nel pineto”.
Dal punto di vista metrico sono 10 endecasillabi per lo più in rima alternata, ma non tutti i versi sono in rima, c’è anche la presenza di assonanze e consonanze.
Pascoli fa un grande uso di assonanze e consonanze.
Descrizione del paesaggio invernale
In questo componimento descrive un paesaggio invernale, ci descrive un campo , mezzo grigio, mezzo nero, abbondonato con in mezzo ad esso tra la nebbia c’è un aratro dimenticato.
La prima percezione in questo componimento è quella visiva, mentre nei versi successivi troviamo una percezione uditiva.
Simbolismo e struttura circolare
Dal verso 7 cambia il punto di vista, ci troviamo sempre nello stesso paesaggio, ma ora parla una donna abbandonata dall’uomo amato.
In questo testo abbiamo una struttura circolare ovvero la presenza di un elemento che torna all’inizio ed alla fine, qui troviamo l’aratro che inizialmente è solo un dato paesaggistico ed alla fine si carica di un significato simbolico che rappresenta la solitudine, dalla semplice descrizione di un paesaggio si è arrivati alla rappresentazione di una condizione esistenziale.
Elementi stilistici e musicalità
Simbolismo: i dati sensibili dell’esperienza riportano ad un altro soggetto, ad un'altra realtà.
Nell’ultimo verso abbiamo una similitudine. “Come l’aratro…”;
Al verso 5 abbiamo sia un’onomatopea, “sciabordare”, che un’allitterazione;
Al verso 1 e 7 abbiamo un’allitterazione;
Al verso 2,3 abbiamo una consonanza: “…pare” “… leggero”;
Al verso 3,5 abbiamo una consonanza “… leggero” “… lavandare”;
Al verso 7,9 abbiamo un’assonanza “…frasca” “…rimasta”.
Assonanza: si trova sempre tra due versi e riguarda le ultime due sillabe, c’è il mantenimento delle vocali, ma cambia la consonante intervocalica.
Consonanza: si trova sempre tra due versi e riguarda le ultime due sillabe, c’è il mantenimento delle consonanti, ma cambiano una o più vocali.
Come D’Annunzio, Pascoli usa le onomatopee e le allitterazioni e questo ci fa capire che anche per Pascoli è importante la musicalità la differenza è che D’Annunzio ha un modello “Verlaine” mentre Pascoli arriva a tutto questo attraverso una strada molto personale.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale del componimento di Pascoli in "Myricae"?
- Quali tecniche stilistiche utilizza Pascoli per creare musicalità nella sua poesia?
- Come cambia la prospettiva nel componimento di Pascoli?
Il componimento descrive un paesaggio invernale abbandonato, simbolo di solitudine, attraverso l'immagine di un aratro dimenticato, che evolve da semplice elemento paesaggistico a simbolo di una condizione esistenziale (testo).
Pascoli fa ampio uso di assonanze, consonanze, onomatopee e allitterazioni, elementi che contribuiscono alla musicalità del testo, simile a quanto fatto da D’Annunzio, ma con un approccio personale (testo).
Dal verso 7, la prospettiva si sposta da una descrizione visiva del paesaggio a una voce femminile che esprime il dolore di una donna abbandonata, creando una connessione emotiva con il paesaggio stesso (testo).