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Lavandare di Pascoli


Parafrasi


In un campo arato solo per metà, si nota, come fosse dimenticato, un aratro senza buoi. Tutt’intorno si innalza una lieve nebbia.
Dal vicino ruscello (=gora) giunge il rumore delle lavandare che cantano mentre battono e sciacquano i panni
Questa è la loro cantilena, probabilmente di stampo popolare: il vento soffia e le foglie cadono dai rami (=frasche) come fosse neve e tu non ritorni ancora al tuo paese. Quando sei partito io sono rimasta sola e abbandonata come un aratro lasciato in mezzo ad un campo a metà dell’opera.

Commento


Pascoli ci presenta una campagna autunnale (il vapore leggero della nebbia, le foglie che cadono) piena di desolazione, in mezzo alla quale si ode la voce delle lavandare che accompagnano il loro lavoro con un canto pieno di tristezza e di malinconia per la partenza dell’uomo amato. Il tempo passa e l’attesa si fa lunga . La natura diventa lo specchio ed il simbolo dell’abbandono e dell’attesa. Infatti, l’aratura del campo è stata interrotta e in mezzo al campo resta un aratro senza i buoi, come la donna è rimasta sola. Come si può notare, un semplice dettaglio della realtà come l’aratro o il campo arato a metà, acquista un significato ed un valore simbolico.
Da notare l’enjambement (fine verso 2 e inizio verso 3) “che pare/dimenticato” che ha lo scopo di mettere in risalto l’abbandono. L’andamento lento dei versi, reso dalla rima interna del verso 5 (sciabordare…..lavandare), rappresenta, a livello fonico, la monotonia del lavoro delle donne che lavano la biancheria.
Nell’insieme la poesia ci dà un affresco impressionista, che fa pensare alla rappresentazione realista degli umili di G. Courbet ma anche simbolista.
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