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analisi delle opere di D'Annunzio

D’Annunzio dagli esordi all’estetismo decadente: Le prime due raccolte di poesie di D’Annunzio, risalgono alla sua adolescenza: Primo vere, pubblicato all’età di 16 anni e venne criticato, per la libertà dei temi e del linguaggio. A partire dalla raccolta Canto Nuovo, si raggiunge uno stile nuovo e diverso: la natura in cui il poeta si immerge, viene personificata ed è simbolo di energia vitale vibrante di sensualità ed erotismo. Il gusto decadente ed estetizzante, trova posto nel romanzo Il piacere.
La produzione del superomismo: dopo aver letto Nietzsche, autore della teoria del superuomo, d’annunzio applico una sua teoria in quanto il poeta era un essere superiore, svincolato da ogni regola morale, cultore del bello. Il superuomo era quindi un’esteta, energico e vitale. Secondo lui un superuomo, disprezzava la massa e la plebe e il regime parlamentare, ecco perché in tutti i romanzi, è nemico delle donne. Da qui la definizione di panismo, termine dannunziano che significa fondersi con la natura e tornare ad essere selvaggi. (pan: Dio greco, pan significa tutto).

Laudi: D’Annunzio, dedicandole alla Duse, scrisse tre raccolte poetiche, Maia, Elettra e Alcyone. I libri sono il nucleo iniziale del progetto delle Laudi, che sarebbero dovute far parte dei 7 libri. Questi sono i nomi di alcune pleiadi cioè stelle. Maia, è incentrato sul culto degli eroi antichi. Elettra, celebra gli eroi della storia e della cultura. Alcyone, il più famoso e meglio riuscito nasce dall’esperienza di una vacanza del poeta con Eleonora Duse in Vrsilia. Sono celebri elementi di quest’opera la fusione dell’uomo con la natura (panismo), l’eccezzionalità del superuomo e il rapporto tra musicalità e silenzio.
Dall’influenza Carducciana e verista, al decadentismo: Gli esordi poetici, risentirono dell’influenza di Carducci. La forte componente personale, lo spinse all’associazione al Decadentismo europeo. Influenzato dalla cultura francese, incarno l’eroe decadente, raffinato e amante del bello. I modelli seguiti erano Oscar Wilde e Huysmans. D’annunzio con il Decadentismo europeo, evolve sia come persona che come poeta. Il linguaggio da lui adottato, come quello di Verleaine, è musicale. Quindi lavora sempre di più sul tessuto fonico e ritmico per trasmettere nuovi stati d’animo.
Il piacere: La vicenda ambientata in una lussuosa Roma di fine secolo. Andrea Sperelli un giovane che vive esclusivamente l'amore, per l'arte e per la cultura, sensibilissimo e raffinatissimo. Quando la sua amante, Elena Muti, con cui Andrea aveva allacciato una burrascosa relazione, l'abbandona senza alcun motivo Andrea cerca conforto in numerose avventure, era un amante tradito. Incappa nella vendetta di un amante tradito e viene ferito in duello. Si rifugia allora nella villa di sua cugina per farsi curare, qui incontra una giovane donna Maria, bella e sensibile con fascino per l’arte. Finita la convalescenza, Andrea si trasferisce a Roma, dove ritorna alla solita vita mondana e dissoluta, ha frequenti incontri con Elena decisa pero a respingerlo. La duplice relazione con Elena, e dell'eccitazione e del desiderio sessuale, e con Maria, caratterizzata da un amore puro, finisce pe riesce a e spingerlo al gioco perverso del possesso di Elena attraverso Maria. Ma, quando ottenere da Maria il dono di una notte d'amore, si tradisce: al culmine dell'amplesso, l’uomo, che nell'inconscio sta rivivendo l'amore per Elena, si lascia sfuggire il nome di costei e Maria, inorridita, fugge abbandonandolo nella disperazione dell'amore perduto.
A questo brano segue “Il ritratto di un esteta” , che traccia il ritratto di Andrea Sperelli.
La pioggia nel pineto: è una delle opere più celebri del panismo d’annunziano. Questa poesia diventa musica ed è ambientata in una pineta a Viareggio. D’Annunzio e la Duse, passeggiano in questa pineta quando inizia a piovere improvvisamente, e loro decidono di godersi liberamente il momento. Come molti decadenti, anche lui dava molta attenzione ai fiori e alle piante. In questa poesia sono presenti allitterazioni (ripetizioni di molte lettere in poche parole), onomatopee (parole che ricordano un suono), apostrofe (richiami es. taci.) e anafore (ripetizione di una parola all’inizio del verso).

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