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Fasi della composizione

Ariosto iniziò la composizione dell’Orlando intorno al 1505, collegandosi direttamente all’opera di Boiardo, terminò la prima edizione di 40 canti 10 anni dopo, la seconda nel 1521 e una terza nel 1532. Nelle prime due usò una lingua cortigiana, tipica di Boiardo, nella terza invece usò il toscano. Oltre alla lingua però, Ariosto aggiunse anche interi episodi e riferimenti a fatti della storia contemporanea.

La materia del poema

Ariosto riprende la materia cavalleresca già conosciuta in Italia. I personaggi sono quelli della tradizione carolingia ( Orlando, Rinaldo, Carlo Magno ) ma grande rilievo ha anche il motivo fiabesco e amoroso, Ariosto infatti per amore fa addirittura diventare Orlando pazzo.

Il pubblico

Il poema è pensata come opera di intrattenimento indirizzata a persone colte, cortigiane, anche se l’opera era pensata per la stampa, quindi per raggiungere tutto il pubblico nazionale.

L’organizzazione dell’intreccio

Come già nel testo di Boiardo si intrecciano le vicende di numerosi personaggi, Ariosto riprende l’espediente di interrompere bruscamente una scena per collegarsi ad un’altra. Inoltre nei testi sono inserite delle novelle raccontate dai personaggi , formando dei racconti nel racconto proprio come il Decameron. Ogni canto presenta un esordio, dove l’autore prende spunto dai fatti precedenti per trarre considerazioni sul comportamento dell’uomo. Nel proemio Ariosto parla dei tre filoni principali : La guerra tra Agramante e Carlo Magno, l’amore di Orlando per Angelica e le vicende di Ruggiero e Bradamante.

Il motivo dell’inchiesta

Come nei romanzi precedenti troviamo il motivo dell’inchiesta, tutto si muve intorno alla ricerca di un oggetto del desiderio, profano e laico, che può essere una donna, un cavallo, una spada o anche un elmo. L’inchiesta risulta sempre fallimentare. Il filone principale è la ricerca di Angelica da parte di Orlando, ma si trova anche spazio per gli amori di Ruggiero e Bradamante. Il tutto si può paragonare quindi a un movimento circolare, senza fine, ripetitivamente.

Lo spazio

La vicenda è ambientata in una zona vastissima, che va dalla Francia, all’Italia, alla Spagna e fino in Oriente.
I personaggi si muovono generalmente su di uno spazio orizzontale che rispecchia la realtà terrena nel tentativo di raggiungere l’oggetto del desiderio, fallendo miseramente. Essi spesso percorrono movimenti circolari tornando sempre al punto di partenza, come intrappolati in un labirinto. Quindi troviamo l’opposto della commedia, che presenta un movimento verticale.Anche qui troviamo la Fortuna, che modifica la sorte dei personaggi.

Il tempo

Il fatto che Ariosto cambi continuamente scena crea sbalzi sulla linea temporale, si passa da fatti accaduti in un determinato momento ad altri avvenuti poco prima o poco dopo. Spesso risulta sospeso proprio a cause dell’impossibilità di trovare l’oggetto del desiderio.

Il labirinto

Come detto in precedenza sia lo spazio, che il tempo sono labirintici, ma tutto ciò, a differenza di quello che si può pensare, non causano del disordine, anzi, si ricava l’immagine di un cosmo perfettamente ordinato. L’intreccio delle storie non da mai il senso di un accostamento casuale, ma di una cosa ben organizzata. In tutto il testo si vanno a formare delle complicate simmetrie geometriche: Orlando cerca la donna amata nei termini dell’amor cortese e Bradamante cerca Ruggiero per raggiungere il matrimonio, Orlando tradito da Angelica arriva alla follia, Bradamante credendosi tradito si lascia abbandonare alla gelosia, Orlando poi da gran guerriero si abbassa al livello di bestia, dall’alto al basso quindi, Ruggiero invece attraversa il percorso inverso. L’ultima la troviamo tra Orlando e Rodomonte, i due guerrieri piu forti dei due schieramenti, entrambi, per amore, vengono meno ai loro doveri.

Dal romanzo all’epica

Alla fine del poema ogni storia si conclude, Angelica si sposa, Orlando riacquista il senno e vicne la battaglia contro i cristiana, Ruggiero sposa Bradamante. Nella seconda parte del poema l’intreccio delle storie si fa piu raro e prediligono sequenze narrative lunghe e anche l’inchiesta cambia, non più un oggetto del desiderio ma una ricerca intellettuale. Ariosto è consapevole di non poter cambiare il destino, governato dalla Fortuna, ma può comunque dominare l’arte intellettualmente, rendendo quindi lo scritto un simulacro della vita.

Il significato

La cavalleria per Ariosto diventa un mondo lontano, a differenza di Boiardo. I temi centrali sono quindi: la Fortuna, l’amore idealizzato, cortese e platonico, l’amore carnale e l’amore coniugale, l’agire dell’uomo verso una cosa vana e infine le riflessioni sul comportamento dell’uomo.

Lo straniamento e l’ironia

Proprio perché troviamo la volontà di riflessione sul reale, l’abbandono del meraviglioso per Ariosto non può essere totale, nasce cosi lo straniamento. Esso consiste in un improvviso mutamento della prospettiva in cui è presentata una cosa per evitare l’immedesimazione emotiva. Esso è ottenuto mediante un procedimento che consiste nel far intervenire la voce narrante, in altri casi il narratore cerca di far capire che non conosce alla perfezione i fatti.

L’abbassamento

Come sappiamo già i cavalieri non vengono più considerati un elite da Ariosto, ma comunque non arriviamo a Don chisciotte dove vengono derisi , Ariosto si limita solo ad abbassare la loro dignità portandoli a un livello più familiare.
Personaggi sublimi e personaggi pragmatici
Un esempio di personaggio sublime è Orlando, sempre fedele a Angelica, ma Ariosto ne evidenzia anche i lati negativi, questo tipo di personaggio è destinato alla sconfitta, mentre i personaggi piu pragmatici, più spregiudicati non sono fedeli a un oggetto ma sanno accontentarsi.

Il pluralismo

Nel corso della narrazione i diversi modi di giudicare si alternando, creando un pluralismo prospettico, ad esempio il narratore prima condanna i tradimenti delle donne, poi le loda.

Lingua e metrica

La lingua, a differenza di Petrarca, non è selettiva, ma più libera, anche se non troviamo d”urti” improvvisi tra i livelli linguistici diversi. Quando prevale la riflessione o l’ironia l’andamento è colloquiale, quando prevale l’epica diventa più solenne.


Proemio

Il proemio contiene l’argomento, l’invocazione e la dedica al signore. L’argomento trattato si divide in 3: La vicenda di orlando, la guerra dei Mori e l’eroe capostipite degli estensi. Ariosto riprende gli antichi proemi di virgilio e dante. Si trova nei primi versi un doppio chiasmo: Le donne-gli amori-le cortesie e i cavallier-l’arme-l’audaci imprese. La prima ottava presenta un tono epico e solenne grazie ad acluni accorgimenti come la presenza di uno solo periodo ricco di subordinate e di alcuni enjamblement. Nella seconda ottava Ariosto si concentra su Orlando, trasformando il tutto in un discorso piu semplice, immediato e colloquiale. Nella terza e nella quarta ottava contiene la dedica al cardinale Ippolito richiama il tema cortigiano. Il poeta esalta gli alti pensieri e sminuisce i versi, ma in verità lui pensa tutto il contrario, egli ritiene che i versi, la poesia, siano la cosa migliore.

Canto I

Come già detto nell’introduzione, i personaggi sono mossi dal desiderio e cercano qualcosa intralciandosi tra loro. Troviamo anche il movimento circolare, che porta tutto alle condizioni originarie. Sappiamo bene che Ariosto ama i personaggi come Orlando, ma ammette la comodità dei personaggi pragmatici. Possiamo notare l’abbassamento, quando si parla di Sacripante, buttato a terra da una donna.

Il palazzo incantato di Atlante

Il palazzo ha un significato simile alla selva del primo canto, il palazzo è l’immagine del mondo dove gli uomini sono spinti alla ricerca di oggetti che sfuggono ogni volta. Le parole chiave sono infatti “cercare” e “invano”. Le immagini che appaiono e scompaiono continuamente è sinonimo della vanità degli oggetti del mondo reale. Nella seconda parte ricompare la selva, il luogo dove gli uomini si perdono alla ricerca del proprio oggetto del desiderio, arrivando poi alla follia. Grazie all’ironia, Ariosto, presenta la de-sublimazione della donna, ad esempio, Ferraù, deluso in amore, si consola con una cosa più piccola, di minor importanza, l’elmo di Orlando. Anche qui notiamo un estraniamento da parte del narratore, limitando la propria onniscienza.

Cloridano e Medoro

Ariosto in questo poema si collega all’epica, in particolare a Virgilio, abbandonando la tecnica dell’entrelacement e innalzando il livello stilistico, scompaiono anche lo straniamento e l’abbassamento. Non si trova posto per l’ironia, in quanto il poema è una celebrazione di due virtù: la dedizione al padrone e l’amicizia. Per quanto riguarda la narrazione,Ariosto sviluppa il tutto in due punti di vista, quello di Medoro, quello di Cloridano e infine quella di Zerbino, questa alternanza redo il tutto più vivo.

La follia di Orlando

Essendo l’episodio che da il titolo al poema, vi ritroviamo il punto fondamentale: la ricerca dell’oggetto, fallimentare, che porta Orlando alla follia. Orlando è però un personaggio cortese, infatti nota è la sua fedeltà all donna amata, nonostante i rifiuti. Angelica ci viene presentata come una dea, una creatura perfetta, da adorare. Troviamo poi l’abbassamento, infatti Orlando inizia a colpire con la spada oggetti come alberi e sassi oppure animali, per poi abbandonare tutta la sua attrezzatura, compresa la spada, simbolo dei cavalieri. Nel poema troviamo una leggera critica a Petrarca, velata, quando Orlando fa ricorso ai concettini del petrarchismo. Qui troviamo la selva, simbolo della vita interiore, dove l’uomo si smarrisce

Rodomonte e Isabella

Il testo mette in confronto moltissime cose tra Rodomonte e Orlando, una serie di simmetrie ben organizzate da Ariosto. Orlando è colto, saggio, pio e di sentimenti nobili e elevati, Rodomonte invece è rozzo, brutale, bugiardo e selvaggio, ma essi nei testi svolgono la stessa funzione, Orlando il più forte tra i cristiani, l’altro dei Saraceni, entrambi traditi da una donna ed il loro amore si trasforma in follia, ma reagiscono in modo completamente diverso, Orlando diventa un animale, una bestia, Rodomonte si dissocia dal resto del mondo. Successivamente però,Orlando, a differenza di Rodomonte, non accetta elementi sostitutivi. L’ironia si manifesta quando si abbassa il livello stilistico, dando modo all’uomo di riflettere sui suoi comportamenti. Ariosto osserva divertito la trasformazione di Rodomonte, che da odiatore delle donne diventa un difensore della libertà amorosa.

Astolfo sulla luna

Sulla luna si trova tutto ciò che gli uomini perdono sulla Terra, come la fama, le preghiere, i progetti e oggetti vari. L’unica cosa che non si trova sulla Luna è la follia, che regna sulla Terra. Astolfo porta via con se l’ampolla che contiene il senno di Orlando, per portarlo al suo proprietario. Il significato di questo testo è che Astolfo dimostra proprio che gli uomini tendono a ricercare oggetti che non avranno mai. Il fatto che si viaggi verso la Luna crea lo straniamento, vedendo quindi la Terra da un’altra prospettiva. La Luna infatti è una Terra “rovesciata”, è il complementare della Terra.
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