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Orlando Furioso


Scritto in ottave e attraverso le avventure dei personaggi celebra la casa d’Este. Il poema è dedicato ad Alfonso I d’Este; lo stesso titolo “Orlando Furioso” indica che sono raccontate vicende del ciclo carolingio (la virtù guerresca), unite però alle avventure del ciclo bretone di re Artù (gli amori, le avventure, la magia). La tematica è perciò amorosa e Ariosto la integra alla follia (Orlando infatti è furioso per amore).
Queste tematiche sono trattate attraverso il fiabesco e il meraviglioso, i cavalieri erranti sono spinti dal gusto dell’avventura e la loro ricerca di qualcuno o di qualcosa che sfugge sempre è affidata all’arbitrio del caso. Anche la struttura dell’opera è tipica dei poemi cavallereschi, cioè è aperta. Una struttura si dice aperta quando le vicende si snodano le une dalle altre ed è l’autore a decidere di porre fine alle avventure dei personaggi che però potrebbero continuare all’infinito.
Lo scopo del poema è quello di intrattenere il pubblico della corte estense, non ha nessuno scopo morale. Per quanto riguarda i modelli cui si rifà Ariosto sono i poemi cavallereschi medievali e i cantari popolari.
Nell’Orlando Furioso ci sono anche reminiscenze classiche; in base al principio d’imitazione umanistico-rinascimentale Ariosto trae per intero episodi da autori come Virgilio e Ovidio (Eneide e Le Metamorfosi).
Gli esempi presi sono mitologici, dei quali sono riportati alcuni passi delle opere originali. Il risultato è che l’opera assume un rivestimento di forme classiche che però sono rielaborate secondo la visione della vita rinascimentale. L’autore, realizzando un’opera originale, riprende l’opera di Matteo Maria Boiardo (Matteo Maria Boiardo era sempre alla corte estense e aveva scritto “L’orlando Innamorato” e Ariosto inizia la sua opera come continuazione di quest’ultima).
L’argomento:
La materia dell’Orlando Furioso è la guerra tra Carlo Magno e i saraceni (i mori d’Africa). Essa inizia con l’assedio di Parigi. Salvo rare eccezioni le vicende narrate non corrispondono a fatti realmente accaduti. Nel poema abbiamo 3 filoni narrativi, che sono:
1) La guerra dei mori contro Carlo Magno
2) L’amore di Orlando per Angelica (principessa del Catai); la pazzia di Orlando
3) Storia di Ruggero (cavaliere saraceno) e Bradamante (sorella di un cavaliere di Carlo Magno). È di carattere encomiastico (celebrativo) perché tra i due personaggi sopra citati Ariosto farà discendere la casa d’Este.
La storia di Ruggero e Bradamante si svolge affrontando continui contrasti perché Ruggero, essendo pagano, non poteva sposare Bradamante che era cristiana; per questo alla fine Ruggero si convertirà al cristianesimo.
L’invocazione:
L’invocazione di Ariosto alla musa ispiratrice è in chiave privata alla propria donna, Alessandra Benucci che (detto con ironia) lo aveva fatto impazzire come Orlando.
Il passaggio dal tono epico a quello autobiografico consente all’autore di presentare i propri sentimenti e di riflettere sulla forza sovvertitrice delle passioni umane, dell’amore in particolare.
Ariosto annuncia con un doppio chiasmo la varietà della materia (donne – cavalier / arme – amori / cortesie – audaci imprese) e gradualmente introduce un tono colloquiale e ironico.
La dedica:
Ariosto dedica Il Furioso al cardinale Ippolito d’Este e non rinuncia al tono disinvolto e ironico. Il poeta ferrarese conferma la sua avversione per la vita cortigiana e manifesta il desiderio di dedicarsi esclusivamente agli studi e agli affetti familiari.
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