LUDOVICO ARIOSTO (1474-1533)

VITA E CONTESTO STORICO
La famiglia è molto numerosa( dieci persone); apparteneva ad una nobiltà di recente data, sempre al servizio degli Estensi. Il padre era un cortigiano. Egli ricevette una buona educazione umanistica( senza però il greco) e un’istruzione, ma nel 1500 dovette interrompere gli studi per la morte del padre, cominciando la sua professione di cortigiano alla corte del fratello di Alfonso d’Este, Ippolito d’Este. Solo nell'ultimo periodo della sua vita poté dedicarsi allo studio. Non amava il suo lavoro di corte, ma solo con questo era in grado di mantenere la madre e i nove fratelli. Era appassionato particolarmente al teatro, le sue feste rallegravano la corte e per questo sarebbe diventato famoso per il mestiere di commediografo. Fu il primo autore di commedie in ferrarese. Si ispirò al teatro di Plauto e Terenzio.

OPERE IN BREVE:

Cinque commedie in volgare;
Sette Satire: il metro utilizzato è la terzine dantesca, il modello è Orazio. In esse parla di sé, del suo voler condurre una vita tranquilla, poter studiare in una casa serena. Il suo modello è quello dell’aurea mediocrità. Critica senza violenza la corruzione della Chiesa e delle corti, oltre che al servilismo dei letterati;
Rime: poesie d’amore scritte in latino e in volgare, rispetta la tradizione poetica; carmi latini ispirandosi a Tibullo, Catullo, Properzio, quelle in volgare ispirandosi a Petrarca;
Epistolario: Il primo in lingua volgare, ci permette di conoscere la personalità dell’autore, è diretto agli amici, ai cortigiani, alla donna amata e al duca di Ferrara;
Cinque Canti: il quinto nemmeno completato, dovevano fare parte dell’Orlando Furioso, ma non potevano farvi parte perché troppo pessimistici.
Orlando Furioso.

“ORLANDO FURIOSO”

1° EDIZIONE: 40 canti- 1516 in lingua ferrarese;
2° EDIZIONE: 40 canti- 1521 con modifiche linguistiche in ferrarese;
3° EDIZIONE: 46 canti- 1532 tre volte la Divina Commedia; 40.000 versi, in lingua tosco-fiorentina

È un poema romanzesco, non rispetta la storia, mescola e intreccia avventura e fantasia è un poema cavalleresco (sa che è una realtà che sta tramontando e che nel 1500 non esiste più il modello del cavaliere, perché hanno inventato le armi da fuoco). Il Boiardo muore quando scende in Italia Carlo VIII, Ariosto vive durante la crisi dell’Italia, ci sono grandi guerre tra Francia e Italia, Stato che sta perdendo la sua indipendenza e vive la crisi religiosa provocata dalla Riforma protestante. Per Ariosto la fortuna e il caso giocano un ruolo importante nella sua concezione della vita. Nel 1500 si delinea un certo pessimismo, è perciò la sorte che gioca un ruolo fondamentale nella vita di uomini e Stati.

STRUTTURA:

Suddivisione in canti: a loro volta suddivisi in strofe, chiamate ottave, i primi sei versi in rima alternata, gli ultimi due in rima baciata; il proemio è composto da quattro ottave: è un breve riassunto dell’opera; la pazzia di Orlando per amore: nell’etimologia latina furioso equivale a “pazzo per amore”; un'invocazione alla musa: Alessandra Benucci. C’è uno spostamento di livello nei toni solenni che un tempo si dedicavano alle nove muse, per l’autore diventa la donna amata;
la dedica dal carattere ironico a Ippolito d’Este: obbligatoria all’epoca e serviva a sottolineare il rapporto di servilismo e sudditanza verso il Mecenate; è ironica perché Ippolito non amava particolarmente la cultura; il motivo encomiastico: è ripreso dal Boiardo. Il matrimonio tra Bradamante e Ruggero avviene perché lui si converte al cristianesimo.

FILONI DELL’OPERA:

AMORE: è quello dei paladini cristiani e dei cavalieri musulmani nei confronti di Angelica, la quale però non ama nessuno. Ariosto afferma che i cristiani vengono sconfitti a Parigi e che ciò avrebbe decretato le sorti di Angelica. Ella scappa e tanti la seguono, tra questi Orlando. Ariosto ci presenta Orlando solo al 9° canto, lasciandoci un po’ di suspance. Angelica, invece, è presente sin dall’inizio. Orlando ha una serie di avventure ( salva cavalieri morenti, aiuta i compagni) e nel frattempo cerca Angelica in tutta Europa, senza risultato. Lei intanto incontra Medoro, un soldato morente. Egli con l’amico Cloridano vaga per il campo di battaglia per seppellire il loro sovrano, ma sorpresi dai cristiani vengono circondati e Medoro è ferito quasi a morte, mentre il suo amico scappa e, quando si rende conto di essere solo, si fa uccidere dai cristiani( valore dell’amicizia). Angelica lo cura e se ne innamora a tal punto da volerlo sposare. Questo è il colpo di scena, una bella principessa che si innamora si un soldato valoroso, ma non bello. Dopo il matrimonio i due decidono di tornare in Cina e Ariosto perde interesse a descriverla.

Canto 23°: Orlando passa dove i due avevano vissuto il loro amore e impazzisce per la scoperta.
Canto 29°: Orlando e Angelica si incontrano e lui è ormai pazzo. Il paladino e la donna non si riconoscono e nella follia Orlando trova un barlume di umanità e salta addosso alla ragazza, ella riesce a salvarsi ed Orlando si dovrà accontentare solo della cavalla di Angelica. Questo è l’ultimo momento in cui compare la principessa. Orlando non combatte più per i cristiani, uccide tutti coloro che incontra ed è necessario qualcuno che gli restituisca il senno. Si chiede aiuto ad Astolfo, un personaggio svagato, sfortunato. Possiede un ippogrifo, un cavallo alato, grazie al quale può salire sulla Luna, in cui si può trovare tutto ciò che gli uomini perdono (equilibrio, saggezza, persi per la gloria, per inseguire la carriera, per amore, per ricchezza). Non rappresentano valori negativi, ma per non perdere la ragione bisogna avere un certo equilibrio. Solo la pazzia manca, perché quella è caratteristica di ogni individuo (l’autore ritiene di avere una debolezza che riguarda la donna amata, perché la ama troppo intensamente).
Astolfo deve prendere l’ampolla e riportarla sulla terra. Orlando ne respira il contenuto, riprendendo in sé la ragione, dimenticando Angelica e scegliendo di tornare a combattere.

GUERRA: ha un esito alternato, per buona parte è a favore dei musulmani. Parigi è assediata, ma allorquando Orlando riprende controllo di sé e Rinaldo beve alla fontana dell’odio, i cavalieri tornano a combattere al fianco dei cristiani e questi ultimi vincono. I musulmani muoiono in battaglia.

MATRIMONIO TRA RUGGERO E BRADAMANTE: la storia viene anticipata dal Boiardo; l’Ariosto eredita il matrimonio tra Bradamante cristiana e Ruggero musulmano. Ella è una guerriera e combatte nel campo di battaglia, è nipote di Carlo Magno. Ruggero è stato allevato dal mago Atlante, perché orfano dei genitori. Il mago vuole impedire il matrimonio, perché sarebbe morto assassinato. Atlante fa di tutto per salvare Ruggero e Bradamante, invece di combattere va a cercare il suo innamorato, ma Atlante lo nasconde in due castelli.

1° CASTELLO: Ruggero è prigioniero e per fargli un po’ di compagnia, Atlante esce con l’ippogrifo, portandogli una donna rapita. Il castello viene distrutto da Bradamante.
2°CASTELLO:è molto importante, perché Ruggero è a contatto con i personaggi più importanti del Furioso. Chi passa vicino al castello, desiderando fortemente qualcosa, è attirato all’interno e continuerà a vedere ciò che desidera che si sposta da una stanza all’altra del castello in modo illusorio. Ciò significa che l’uomo è schiavo delle sue illusioni, dei suoi ideali, di ciò che desidera. Per salvare Ruggero ci vorrà Astolfo che, per sbaglio, si trova al castello e scova un libro di antincantesimi, con il quale distruggerà il castello e libererà tutti. Quando Ruggero si libera, Bradamante lo trova e lui le confessa di volersi convertire, sentendosi a disagio perché in seguito avrebbe dovuto combattere contro i suoi amici. All’accampamento conosce la guerriera Marfisa. Quando Bradamante lo scopre, si ingelosisce e minaccia di ucciderli, ma le viene riferito che i due sono fratelli gemelli. Il libro termina con il matrimonio di Ruggero e Bradamante

OSSERVAZIONI:
Conosciamo i personaggi attraverso le loro azioni, non attraverso la psicologia. I personaggi sono ripresi dal Boiardo, non sono inventati; il poeta interviene ironicamente nell’opera, con "io penso, io credo". L’Ariosto vuole delineare una galleria di comportamenti, ovvero comportamenti di uomini e donne riguardo ad amore e amicizia. L’amore lieto, infelice, personaggio fedele, infedele. Ritroviamo tutele gradazioni dei comportamenti. Recupera questa caratteristica da Boccaccio. Molto spesso i personaggi si raccontano novelle. È un poema aperto, caratteristica medievale.

La storia potrebbe essere infinita per l’accumulo di episodi. Le vicende non sono inserite solo alla fine, ma anche a metà del romanzo. La narrazione procede il parallelo. Vengono raccontate più storie. Si passa da una storia all’altra. È bravo a intrecciare più storie senza mai perdere il filo conduttore. Alla fine della narrazione i personaggi si ritrovano in un palazzo, castello, casa, per finire ad ottenere la diaspora che li divide; lo stile è molto musicale, in modo da creare un tono medio, inserendo una nota di tristezza quando il racconto si rivela troppo ironico e viceversa. Vuole paragonare l’opera alla vita dell’uomo.
Lo spazio è dilatato al massimo, perché arriva fino alla luna. Echeggiano i nuovi viaggi e le scoperte geografiche. Terra-Luna, ricorda la commedia di Dante, con finalità differenti: manca l’aspetto religioso; il motivo di fondo dell’opera è il tema dell’amore, fin dal titolo recupera il tema del Boiardo. È un amore che non ha caratteri religiosi dello Stilnovo o la moderazione e i sensi di colpa di Petrarca, ma è un amore eterno e vissuto;
I musulmani(o pagani), ovvero i nemici, non vengono disprezzati, ma rispettati anche se di religione diversa. I cavalieri si scontrano per amore di una donna, per un oggetto importante o per la gloria. Sono mossi da ambizioni individuali. Le masse vengono poco descritte.

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