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frasi con alcune figure retoriche

Regole ed esempi di frasi con le figure retoriche


Esistono tantissime figure retoriche, ma ecco un elenco delle principali con esempi di frasi:

-L'allitterazione che consiste nel ripetere dei suoni o nella parte iniziale o all'interno di due o più parole consecutive.

Esempi: "Quello spirito guerriero ch'entro mi rugge" (Ugo Foscolo)

" Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso... "
(da La sera fiesolana di Gabriele D'Annunzio)


-L'anafora che consiste nel ripetere una o più parole che si trovano collocate all'inizio di due o vari versi oppure di enunciati differenti.

Esempi: " Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi vita ci spense. "
(Canto V della Divina Commedia dantesca)

-L'enjambement che consiste nello spezzare due elementi che dal punto di vista sintattico sono uniti mediante una pausa di fine verso. Sono ad esempio esempi di enjambement quelli che possono dividere il soggetto dal verbo, il verbo dal complemento, l'aggettivo dal sostantivo, ecc...

Esempi: "...muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale..."
(Il cinque maggio di Alessandro Manzoni)

"che le ricetta. Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande"
(Dei Sepolcri, Ugo Foscolo)

-L'iperbole che non è altro che un'espressione di tipo esagerato per eccesso e per difetto.

Esempi: "Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi..."
(Erano i capei d'oro a l'aura sparsi dal
Canzoniere di Francesco Petrarca)

"...Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo;..."
(da L'Infinito di Giacomo Leopardi)

-La metafora: quella figura retorica con cui si trasferisce il significato di un determinato sostantivo con senso proprio al senso di tipo figurato.

Esempi: "e il naufragar m'è dolce in questo mare" (L'Infinito di Leopardi)

L'ossimoro che consiste nell'accostamento di parole che assumono un significato contrario.

Esempi: "bianca nel tacito tumulto" (Giovanni Pascoli)

"te collocò la provida sventura in fra gli oppressi" (dall'Adelchi di Manzoni)

-La similitudine che consiste nel porre a confronto due identità. In una di queste si riscontrano delle proprietà che sono somiglianti alle proprietà dell'altra. Le si riconoscono per l'utilizzo di avverbi come: come, simile a, sembra.

Esempi: "Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie"
(Soldati di Giuseppe Ungaretti)

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