Sono le metriche di RWAs una misura
adeguata del rischio di mercato?
Facoltà di Economia
Dipartimento di Management
Corso di laurea in Intermediari, Finanza Internazionale e Risk Management
Studente:
Federico Morello
Matricola: 1997325
Relatore
Pesic Valerio
A.A. 2022-2023
Indice
Introduzione.......................................................................................................... 1
Capitolo 1 .............................................................................................................. 4
La Complessità delle Regole Bancarie............................................................... 4
1.1 Cenni storici sulla teoria della regolamentazione ................................ 4
1.2 La Complessità della Regolamentazione Bancaria............................. 10
1.2.1 Aspetti legati alle prociclicità ......................................................... 14
1.2.2 Requisiti patrimoniali minimi e rischio di mercato .................... 18
1.3 La Crisi Finanziaria e le Insufficienti Capitalizzazioni Bancarie ...... 26
1.4 Valutazione attuale dei requisiti patrimoniali delle banche ............. 32
1.4.1 Misurazione dei requisiti patrimoniali in uno stress test .......... 37
Capitolo 2 ............................................................................................................ 43
La Complessità delle Regole Bancarie............................................................. 43
2.1 Da Basilea 2 a Basilea 3 e le Prospettive per Basilea 4 ....................... 43
2.2 I rischi connessi all’attività bancaria ..................................................... 49
2.3 Misurazione del rischio .......................................................................... 60
2.3.1 L'equilibrio tra stabilità bancaria e redditività bancaria nella
letteratura economica .................................................................................... 64
Capitolo 3 ............................................................................................................ 71
Analisi Empirica ................................................................................................. 71
3.1 Reseach Questions ................................................................................... 71
3.2 Strategia Empirica ................................................................................... 79
i
3.2.1 Ipotesi di ricerca ............................................................................... 79
3.3 Analisi del Dataset .................................................................................. 80
3.3.1 Modello Empirico ............................................................................ 83
3.4 Analisi Empirica ...................................................................................... 87
3.4.1 Analisi statistica descrittiva dei dati panel................................... 88
3.4.2 Analisi dei dati per verifica della HP 1 ......................................... 93
3.4.3 Analisi dei dati per verifica della HP 2 ......................................... 96
3.4.4 Analisi dei dati per verifica della HP 3 ....................................... 101
3.4.5 Analisi dei dati per verifica della HP 4 ....................................... 106
3.4.6 Analisi dei dati per verifica della HP 5 ....................................... 117
3.5 Analisi e Discussione dei risultati ....................................................... 123
Conclusioni ....................................................................................................... 125
Bibliografia ........................................................................................................ 129
Appendice ......................................................................................................... 141
A.1 Script di R per analisi empirica ............................................................... 141
ii
Introduzione
Nel contesto finanziario globale, la gestione del rischio rappresenta uno
degli aspetti fondamentali per la stabilità e la resilienza del sistema
bancario. Le crisi finanziarie del passato hanno dimostrato l'importanza di
una regolamentazione efficace e di adeguati requisiti patrimoniali per
prevenire il verificarsi di eventi sistemici che possono mettere a rischio
l'intero sistema finanziario.
La complessità delle regole bancarie e dei requisiti patrimoniali minimi è
stata al centro di numerosi dibattiti accademici e politici, soprattutto dopo
la crisi finanziaria del 2008. L'introduzione degli Accordi di Basilea, in
particolare Basilea II e Basilea III, ha segnato un punto di svolta nella
regolamentazione bancaria, introducendo nuove normative e requisiti più
stringenti per le istituzioni finanziarie.
In questo contesto, la presente tesi si propone di esplorare e analizzare la
complessità delle regole bancarie e dei requisiti patrimoniali minimi,
concentrandosi in particolare sul rischio di mercato e sulla sua interazione
con altre componenti del rischio bancario. Attraverso questa ricerca, ci si
propone di contribuire alla comprensione e alla valutazione della
complessità delle regole bancarie e dei requisiti patrimoniali minimi,
nonché delle implicazioni pratiche per le istituzioni finanziarie e i
regolatori. La tesi si propone anche di individuare eventuali lacune nella
letteratura esistente e di suggerire possibili direzioni per future ricerche nel
campo della regolamentazione bancaria e della gestione del rischio
finanziario.
Adottando un approccio empirico basato su dati disponibili e tecniche
statistiche avanzate, la ricerca mira a fornire una visione più chiara della
1
dinamica del rischio finanziario e delle strategie adottate dalle istituzioni
finanziarie per gestirlo.
La tesi è strutturata in modo da fornire una panoramica completa sulla
complessità delle regole bancarie e dei requisiti patrimoniali minimi,
nonché sulle loro implicazioni per la gestione del rischio finanziario.
Il primo capitolo si apre con una breve introduzione al contesto finanziario
globale e all'importanza della gestione del rischio per la stabilità del sistema
bancario.
Segue una sezione che fornisce una panoramica storica sulla teoria della
regolamentazione bancaria, esaminando le principali teorie e modelli che
hanno influenzato lo sviluppo della regolamentazione nel tempo.
Poi si esplora in dettaglio la complessità delle regole bancarie, analizzando
le principali normative e regolamenti che regolano il settore bancario e le
implicazioni di tali normative per le istituzioni finanziarie.
Inoltre vengono esaminati gli aspetti legati alla prociclicità nella
regolamentazione bancaria, ossia come le regole e i requisiti patrimoniali
possano amplificare o attenuare i cicli economici.
Infine, vengono esplorati i requisiti patrimoniali minimi e il rischio di
mercato, analizzando come le istituzioni finanziarie valutano e gestiscono
il rischio di mercato nel contesto della regolamentazione bancaria.
Il secondo capitolo introduce il processo di transizione da Basilea 2 a Basilea
3 e le possibili prospettive per Basilea 4.
Qui si esaminano in dettaglio i rischi connessi all'attività bancaria, tra cui il
rischio di credito, il rischio di mercato, il rischio operativo e altri rischi
rilevanti per le istituzioni finanziarie. Si passa, poi, ad analizzare le
metodologie per la misurazione del rischio bancario, esaminando i modelli
2
e gli strumenti utilizzati dalle istituzioni finanziarie per valutare e gestire il
rischio.
Infine, si esplora la letteratura economica sull'equilibrio tra stabilità
bancaria e redditività bancaria, analizzando le sfide e le opportunità per le
istituzioni finanziarie nel contesto della regolamentazione bancaria.
Il terzo capitolo invece è dedicato ad una analisi empirica e si apre con una
sezione che presenta le domande di ricerca che guidano l'analisi suddetta,
delineando gli obiettivi e le ipotesi della ricerca.
Si passa poi a descrivere la strategia empirica adottata per esaminare le
relazioni tra requisiti patrimoniali, rischio di mercato e performance del
mercato finanziario.
La sezione centrale del capitolo è introdotta dall’Analisi del Dataset: questa
sezione fornisce una panoramica del dataset utilizzato per l'analisi
empirica, descrivendo le fonti dei dati e le variabili considerate nello studio.
Infine, vengono presentati i risultati dell'analisi empirica, esaminando i
rapporti tra requisiti patrimoniali, rischio di mercato e performance del
mercato finanziario e discutendo le implicazioni dei risultati ottenuti.
Le conclusioni riassumono i principali risultati ottenuti attraverso l'analisi
empirica e le loro implicazioni per la gestione del rischio bancario e la
regolamentazione. 3
Capitolo 1
La Complessità delle Regole Bancarie
1.1 Cenni storici sulla teoria della regolamentazione
L'evoluzione della regolamentazione bancaria è strettamente parallela
all'evoluzione del sistema creditizio e, pertanto, dell’attività economica
reale. Il fallimento delle banche e le turbolenze sui mercati finanziari vanno
spesso di pari passo con gravi flessioni della economia reale, il che rende la
questione della stabilità finanziaria un tema cruciale per la politica
economica. Gli intermediari finanziari sono necessari per far funzionare
un'economia e per collegare i suoi attori. I mercati finanziari e le banche
svolgono una funzione cruciale per l'economia. Ne rappresentano il cuore:
e in analogia con il cuore sono i promotori che pompano denaro attraverso
il sistema e, idealmente, forniscono capitali a coloro che ne hanno bisogno
per svolgere la loro funzione nell'economia.
Proseguendo con l’analogia, se le banche e gli altri attori finanziari
falliscono, smettono di funzionare, il risultato è molto simile a quello di un
infarto: gli organi, anche se di per sè ben funzionanti, smettono di
funzionare e il sistema collassa.
Negli ultimi anni gli episodici shock finanziari si sono verificati sempre più
di frequente: la Grande Crisi Finanziaria (GCF) del 2007-9 è stata un evento
di questo tipo per l'economia mondiale, seguita a breve distanza, nel 2012,
dalla crisi del debito sovrano che ha piegato molte economie in Europa
soprattutto nell’area del mediterraneo, e nel 2020 dalla crisi mondiale a
4
seguito della pandemia da COVID-19, a sua volta subito seguita dalla crisi
dei mercati dell’energia conseguente alla guerra Russia-Ucraina.
Ma ritornando alla GCF, che più di tutte ha lasciato il segno come
antesignana di un processo di analisi che ha avuto come risultato la
consapevolezza dell’importanza della regolamentazione bancaria, bisogna
dire che in quel periodo una parte significativa del settore finanziario non
“funzionava” correttamente e questo ha avuto ripercussioni sull'economia
reale di quasi tutti i principali Paesi, Paesi per i quali le economie non
potevano funzionare più come prima. Milioni di persone hanno perso il
lavoro, molti hanno visto svanire i risparmi di una vita, il debito pubblico è
esploso e alcuni Paesi tra cui gli USA e l'Unione Europea sono stati sull'orlo
del collasso. La crisi finanziaria è stata un evento straordinario,
paragonabile alla Grande Depressione degli anni 1920/30, e rappresenta un
caso estremo di come le turbolenze finanziarie possano devastare
l'economia. Tuttavia, la Grande Crisi Finanziaria è stata solo il culmine di
uno sviluppo avvenuto a partire dagli anni '70, quando l'ordine delle società
capitalistiche del secondo dopoguerra si è spezzato e i Paesi occidentali
sono passati dal liberismo keynesiano ad approcci economici più
liberalizzati. Questo passaggio è stato fondamentale; essenzialmente
significa che gli Stati hanno abolito i controlli sui capitali e sono passati da
un sistema di tassi di cambio fissi a un sistema di valuta fluttuante con
mercati dei capitali aperti.
Fino agli anni Sessanta, l'analisi della regolamentazione bancaria tra gli
accademici e le autorità di regolamentazione si concentrava
prevalentemente sul motivo di interesse pubblico alla base della
regolamentazione stessa. A partire dalla fine degli anni Sessanta, questo
punto di vista è stato messo in discussione e sostituito da un punto di vista
5
diverso, di interesse privato alla regolamentazione intesa come nuovo
paradigma normativo, e questo ha portato a importanti cambiamenti nel
settore bancario negli anni Settanta e Ottanta (Harnay and Scialom, 2015).
Negli Stati Uniti, la visione della regolamentazione basata sull'interesse
pubblico ha predominato dagli anni Trenta e dal New Deal di Franklin
Roosevelt fino alla fine degli anni Sessanta. Durante gli anni '30 e '40, gli
accademici e gli scrittori di diritto amministrativo coinvolti nel New Deal
svilupparono l'idea di interesse pubblico come motivazione per la
regolamentazione amministrativa dell'economia e influenzarono la
concezione del ruolo dello Stato nella realizzazione dell'interesse pubblico
(Mitnick, 1980). Tra gli economisti, la visione dell'interesse pubblico della
regolamentazione è fortemente legata all'economia del benessere.
Secondo questa visione gli economisti ritengono che la regolamentazione
fornisca misure correttive contro vari fallimenti del mercato, tra cui i
monopoli naturali e i rendimenti crescenti di scala, la sottoproduzione di
beni collettivi e le esternalità. In questa prospettiva, si ritiene che la
regolamentazione statale promuova l'interesse pubblico e aumenti il
benessere sociale. Di conseguenza, si presume che le autorità di
regolamentazione siano interessate solo all'efficienza del sistema
macroeconomico. In questa visione, esse sono immuni dalle pressioni dei
gruppi di interesse privati, non perseguono alcuna agenda privata e le
questioni redistributive sono lasciate al di fuori dell'ambito della
regolamentazione, come fosse una questione esclusiva dei politici. Inoltre,
si presume che i regolatori siano razionali e perfettamente informati, in
modo che le loro decisioni non siano influenzate da limiti informativi o
computazionali. In altre parole, le autorità di regolamentazione, infallibili,
6
onniscienti e capaci di massimizzare il benessere, si preoccuperebbero
esclusivamente dell'interesse pubblico.
Questa visione ottimistica della regolamentazione ha motivato l'intervento
dello Stato in un'ampia gamma di settori dopo il New Deal e la Seconda
Guerra Mondiale.
Simili motivazioni di interesse pubblico sono state utilizzate per giustificare
la regolamentazione statale in un'ampia gamma di settori, tra cui i servizi
pubblici, i trasporti e l'energia (Winston, 1993).
Nel settore bancario, dagli anni '30 agli anni '70, la regolamentazione si è
concentrata su un insieme di norme riguardanti la struttura del mercato, le
restrizioni sulle strutture dei gruppi bancari, le regole di allocazione degli
asset e i limiti ai tassi di interesse.
Emanati dopo la Grande Depressione, questi strumenti hanno trovato
facilmente giustificazione sulla base dell'interesse pubblico, in quanto
miravano a risolvere vari tipi di fallimenti del mercato. Pertanto, non solo
fornivano una salvaguardia contro il verificarsi e la gravità delle esternalità
negative derivanti dalle grandi crisi bancarie, ma miravano anche a
proteggere gli investitori e i consumatori e a fornire una quantità
socialmente ottimale di beni collettivi, tra cui la stabilità macroeconomica e
un sistema bancario solido. Riducendo la propensione al rischio delle
banche, ne rafforzavano anche la solidità, riducendo così drasticamente la
probabilità di fallimento associata a un'eccessiva assunzione di rischio.
Inoltre, tali misure di legge miravano anche a risolvere le inefficienze del
mercato e le perdite di benessere derivanti da una concorrenza imperfetta
nel settore bancario.
Da questo punto di vista, le autorità di regolamentazione hanno assunto il
ruolo di agenti in grado di correggere i fallimenti del mercato e di riportare
7
il mercato a un equilibrio competitivo o a una soluzione di second best.
Questa visione del governo come agente con gli incentivi, le capacità e le
informazioni giuste per supervisionare e regolare direttamente le banche
era predominante negli Stati Uniti e in altri Paesi.
Queste norme e regolamenti hanno funzionato fino agli anni Settanta.
Tuttavia, alla fine degli anni Sessanta, ha iniziato a svilupparsi una critica
alla teoria dell'interesse pubblico della regolamentazione, sottolineata dalla
scarsa performance economica della maggior parte dei mercati
regolamentati e dalla difficoltà di comprendere alcune regolamentazioni
dal punto di vista della massimizzazione del benessere.
Le critiche, pur se non hanno lasciato indenne nessun settore della
regolamentazione statale, sono state particolarmente aspre nel settore
bancario, e traevano spunto dall’affermazione che le norme che
riguardavano la struttura dell'industria bancaria e la condotta delle banche,
impedivano agli intermediari finanziari di funzionare al massimo delle loro
capacità, generando così inefficienze e perdite di benessere.
Pertanto, già a metà degli anni Sessanta, alcuni autori hanno chiesto una
dei controlli imposti
regolamentazione alternativa, sottolineando che "molti
sul settore bancario non raggiungono i loro scopi, impongono costi che sembrano
superare i benefici o creano il problema che si dice di eliminare. Sembrerebbe quindi
auspicabile eliminare molti dei controlli esistenti e sostituirli con una nuova serie
di accordi istituzionali" (Meltzer, 1967, p. 499). C’è stato anche un ampio
dibattito accademico sulle presunte debolezze del modello Glass-Steagall e
sul sostegno al "modello bancario universale" alternativo: il modello
suddetto è quello implementato negli USA attraverso la legge bancaria del
1933 (Bank
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.