Il ruolo della donna nella società e nel mondo letterario italiano del Novecento
Questo lavoro nasce dall'intenzione di voler approfondire alcune delle tematiche e problematiche relative al ruolo della donna nella società e nel mondo letterario italiano del Novecento. Nel corso del Ventesimo secolo, le donne iniziarono finalmente a sentirsi libere di dare voce alle proprie emozioni, guadagnando così sempre più spazio e rilevanza in diversi ambiti a loro dapprima preclusi, tra cui il mondo letterario.
Fin dall'antichità la donna è sempre stata oggetto di discriminazioni di vario genere, che non hanno mai permesso loro di esprimere ed esternare pienamente l'essenza di donna. Se fino alla metà del Settecento le donne scrivono prevalentemente per dare sfogo alle loro intime emozioni, sarà solo alla fine dell'Ottocento che inizieranno a imporsi nel mercato editoriale. Dopo secoli di esclusione, la donna inizia il suo percorso di conquista di un piccolo ma determinante spazio nella letteratura.
Questo tipo di carriera, non ancora normalizzata per una donna, porta la scrittrice che vuole affermarsi a trasgredire le regole della società e della tradizione. Costretta a lottare contro censure e pregiudizi, conseguenze di un passato che discriminava il sesso femminile, escludendolo da ogni forma di partecipazione sociale e collettiva. Questa esclusione ha determinato comportamenti sociali di subordinazione all'uomo che si riflettono anche nelle abitudini linguistiche letterarie.
Discriminazioni linguistiche e letterarie
È possibile riscontrare questa subordinazione perfino nei dizionari della lingua italiana. Nel Novissimo dizionario della lingua italiana di Fernando Palazzi del 1939, il termine donna è definito come femmina dell'uomo. Nel dizionario Garzanti della lingua italiana del 1965, donna è definito come essere umano dotato di sesso femminile, andando così oltre il limite prima citato.
Le donne che scrivono, rompendo così il silenzio pubblico dominante per secoli, e quelle che iniziano ad affermarsi pubblicamente come autrici, si trovano a compiere una trasgressione profonda. Perciò ogni donna che matura la propria consapevolezza e riesce a darle struttura non parla solo per sé, ma parla per tutte le donne.
Linguaggio femminile nella letteratura
Le donne autrici, per riuscire ad esprimere il loro mondo, sono riuscite a creare un vero e proprio linguaggio femminile adattando il linguaggio tradizionale alle proprie esigenze attraverso l'esaltazione delle parole: dotate di un sentimentalismo tipicamente femminile caricato di espressività. La natura biologica della donna legata al dono della maternità le permette di incentrare le proprie esperienze sul corpo. La donna scrittrice prova quindi ad esprimere sensazioni fisiche, legando la scrittura al corpo. La corrispondenza tra il dentro e fuori, tra emozioni ed apparenza, come per esempio l'arrossire.
Figure chiave: Mary Wollstonecraft e Virginia Woolf
Figure chiave di questo studio sono le emblematiche scrittrici: Mary Wollstonecraft e Virginia Woolf. Condurranno vite totalmente diverse, ma entrambe impegnate nella scrittura dei problemi concernenti la condizione della donna in rapporto alla vita, al sociale e al sapere.
Mary Wollstonecraft
Mary Wollstonecraft, donna dal passato e dalla vita turbolenta, orfana di madre e con un padre incapace di mantenere la famiglia, si ritrovò ben presto a doversi prendere cura dei suoi fratelli e sorelle. Fu proprio per esigenze prettamente economiche che iniziò a scrivere. Diviene famosa grazie alla presa di parola pubblica. La sua fu una vita travagliata, dura, irregolare e a volte perfino insensata.
Diversi sono gli episodi legati alla sua vita amorosa che testimoniano la realtà complessa in cui viveva. Per esempio, il suo innamoramento nei confronti di un affascinante americano di passaggio, Imlay, che la sedusse senza troppa fatica. Due anni dopo aver scritto i diritti delle donne, dopo un'inelegante gravidanza, illegittima e solitaria, dette alla luce Fanny e il padre si volatilizzò. Dopo averlo perseguitato per mesi, si rassegnò alla solitudine e a...
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