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DISCORSO Tesi di Laurea "Voci di Donna: Letteratura Italiana Femminile del 900"

1. Letteratura Femminile.......................................................4
1.1. Una lunga esclusione..............................................4
1.2. Il silenzio femminile..............................................6
1.3. La donna raccontata...............................................8
1.4.... Vedi di più

Esame di Critica letteraria e letterature comparate docente Prof. P. Scienze letterarie

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È possibile suddividere le donne scrittrici italiane del Novecento in due generazioni.

La prima generazione è costituita da donne tra cui Elsa Morante, Lalla Romano, Sibilla Aleramo, nate

e cresciute in un periodo di grande chiusura sociale, politica e culturale. Ognuna di loro ha dovuto

costruire in un clima di grande isolamento, la propria presenza intellettuale e il proprio mestiere di

scrittore. Il romanzo cardine dell’emancipazione femminile è Una donna di Sibilla Aleramo: «...scritto

nel 1901, è la storia di una presa di coscienza femminile che si attua attraverso un travagliato rifiuto

della maternità e del matrimonio». Segue un gruppo di donne più giovani, cresciute in un mondo in

trasformazione e mosse dal desiderio di ricerca di una propria identità differente. Tra queste Dacia

Maraini, Fabrizia Ramondino e Oriana Fallaci.

Il Novecento si è quindi concluso con una presenza sempre più importante di scrittrici. Tante furono le

battaglie intraprese, tra cui quelle per la contraccezione, per la legge sul divorzio ed infine quella per la

legalizzazione dell’aborto. Aspirando e richiedendo leggi che garantissero loro i diritti fondamentali

per la libertà. L’intero studio di questa Tesi è improntato sul concetto di libertà nelle sue diverse

sfaccettature e sfumature: libertà come aspirazione, libertà in ambito personale, familiare, nell’intimità,

nel quotidiano; l’aspirazione alla libertà, ma anche la perdita della stessa e le connessioni possibili con

la scelta della maternità. Nelle opere Un Clandestino a bordo, di Dacia Maraini e Lettera a un bambino

mai nato, di Oriana Fallaci, le voci delle autrici riflettono pienamente una realtà dominata

dall’ipocrisia, dal finto perbenismo dietro il quale si cela la non libertà di scelta, alla quale la donna è

costantemente sottoposta. L’idea di femminilità distante dalla realtà, un’idea melensa e cinica come la

stessa Maraini sostiene. Quest’idea che viene inculcata nelle donne già durante l’infanzia attraverso

l’uso e la trasmissione di cartoni animati, giocattoli e fumetti. Idea alla quale alcune bambine avranno

modo di ribellarsi e si ribellano, diventando dei maschiacci. Crescendo, cresce con le ragazzine

l’eccessiva preoccupazione nei confronti dell’apparire, un apparire legato principalmente

all’appagamento malizioso del desiderio maschile. Questo genera la nascita di una sorta d’identità

doppia che permette loro di calarsi nel gioco della seduzione per adeguarsi agli stereotipi ed essere così

desiderate. Non sono libere di essere sé stesse, sono insicure e la ricerca della felicità del corpo

femminile sembra via via instradarsi e combaciare con la rinuncia, con la liberazione dalla sessualità.

La felicità della Maraini, col tentativo di sfuggire dal tormento della sessualità, corrisponde alla felicità

di Oriana Fallaci, secondo cui l’allontanamento dal dolore sarà il sale della vita e dove

l’allontanamento dal dolore corrisponde alla felicità. Lo stesso corpo femminile per Oriana nasconde

un’intelligenza che chiede di essere ascoltata ed espone attraverso i suoi stessi discorsi e riflessioni, la

contraddizione del mondo in cui il nuovo essere si accingeva ad entrare. L’esperienza della maternità

delle due autrici prese in esame, è assai diversa nella loro natura complessa del vivere la gestazione.

Dacia visse l’aborto come un esproprio, un evento catastrofico per il suo essere e come un evento che

spezzerà per sempre la sua attesa felice. Il suo è un aborto passivo, non voluto, avvenuto al settimo

mese di gravidanza e che spezzerà anche l’equilibrio con il suo compagno. Dacia Maraini considera

l’aborto come una violenza contro il nascituro e contro il corpo della donna, mostrandosi favorevole

alla legge dell’aborto per eliminare la clandestinità di questa pratica. I suoi studi la portarono ad

affermare che la pratica dell’aborto, paradossalmente, è maggiormente praticata nei paesi in cui è

presente il benessere. Paesi in cui le donne sono sottomesse al volere dei propri compagni e della

Chiesa, che impone loro la non libertà nell’uso di contraccezione, arrivando così alla scelta disperata e

segretamente attuata dell’aborto. Attraverso la donna protagonista del romanzo di Oriana, invece, la

maternità è sentita e vissuta dal punto di vista dubbioso di chi non ha una posizione sociale stabile, di

una donna senza compagno, che deve farsi carico di tutte le responsabilità di una possibile scelta da

sola. Una donna che si dimostra coraggiosa nella scelta di condurre a termine la gravidanza,

nonostante tutti i pregiudizi sociali legati alla sua condizione scomoda e nonostante la realtà in cui vive.

Sceglie di liberarsi dal volere altrui. Sceglie di liberarsi anche dal volere del bambino, il quale


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DESCRIZIONE APPUNTO

DISCORSO Tesi di Laurea "Voci di Donna: Letteratura Italiana Femminile del 900"

1. Letteratura Femminile.......................................................4
1.1. Una lunga esclusione..............................................4
1.2. Il silenzio femminile..............................................6
1.3. La donna raccontata...............................................8
1.4. Il secolo XVI: tra Rinascimento e Controriforma.............13
1.5. Le madri storiche: Mary Wollstonecraft e Virginia Woolf..15
1.6. Età Contemporanea: femminismo..............................20
1.7. Letteratura femminile.............................................25
1.8. Letteratura italiana femminile...................................28
2. Dacia Maraini...............................................................30
2.1. Vita e opere........................................................30
2.2. Un clandestino a bordo...........................................32
2.3. Lettera sull’aborto.................................................33
2.4. Corpo a corpo......................................................38
3. Oriana Fallaci...............................................................43
3.1. Vita e opere........................................................43
3.2. Successo planetario...............................................49
3.3. Lettera a un bambino mai nato..................................51
3.4. Analisi dei contenuti..............................................53
3.5. Forma letteraria.....................................................88


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letterature europee per l'editorie e la produzione culturale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tania1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica letteraria e letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Scienze letterarie Prof.

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