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UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

Sede di Milano

Facoltà di Economia

Corso di Laurea in

Economia e Gestione Aziendale

Central Bank Digital Currencies: dal Dollaro

Digitale alle iniziative globali

Relatore:

Prof.ssa Mariarosa Borroni Tesi di laurea di:

Alessio Zappa

N. Matricola: 5101750

Anno Accademico 2023/2024

INDICE

INTRODUZIONE…………………………………………………………………...3

1. CAPITOLO I CENTRAL BANK DIGITAL CURRENCIES 4

1.1 La Decentralized Finance (DeFi): Cryptocurrencies & Stablecoins……………………..

1.2 Dalle Digital Currencies alle Central Bank Digital Currencies: la questione della

7

sovranità monetaria…………………………………………………………………………..

12

1.3 Caratteristiche e tassonomia delle Central Bank Digital Currencies……………………

2. CAPITOLO II IL DOLLARO DIGITALE 16

2.1 Il sistema dei pagamenti statunitense: il ruolo della Federal Reserve…………………… 19

2.2 Digital dollar: vantaggi e svantaggi……………………………………………………..

24

2.3 La sperimentazione e le possibili implicazioni sulla stabilità finanziaria………………..

3. CAPITOLO III LE CBDC NEL MONDO

3.1 I Paesi in fase di ricerca: un approfondimento sull’euro digitale……………………..…. 28

33

3.2 I Paesi in fase di verifica: il progetto pilot eAUD…………………………………….…. 36

3.3 Digital currencies agli antipodi: e-Naira & Kenya CBDC……………………………....

CONCLUSIONI………………………………………………………………….…40

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA……………………………………………….42

INTRODUZIONE

Negli ultimi anni i progressi tecnologici sono diventati sempre più dilaganti e sempre di più

investono l’economia nel suo insieme. In particolare, il settore finanziario ha assistito a una

trasformazione radicale, guidata dall’avvento delle nuove tecnologie digitali. Tra queste, la

decentralized finance (DeFi) e le criptovalute hanno assunto un ruolo di rilievo sfidando i paradigmi

tradizionali del denaro e della finanza, proponendo un sistema decentralizzato che opera al di fuori

del controllo delle istituzioni finanziarie e delle banche centrali. Queste innovazioni hanno destato

non poche preoccupazioni in tema di privacy, sicurezza, sovranità monetaria degli Stati e ruolo delle

banche centrali nel futuro della moneta. In risposta a queste sfide, molte banche centrali in tutto il

mondo hanno iniziato a esplorare la possibilità di emettere una propria valuta digitale, le cosiddette

Central Bank Digital Currencies (CBDC), le quali rappresentano il tentativo di combinare

l’innovazione digitale con la stabilità e la fiducia associata alla valuta emessa dallo Stato. Oltre a

questi fattori che possono essere considerati comuni a diversi paesi, esistono altri elementi, specifici

di ciascun paese, che hanno spinto le diverse banche a ipotizzare l’introduzione di CBDC, con esiti a

volte molto distanti tra di loro, come emergerà dalla trattazione.

L’obiettivo principale della trattazione è quello di fornire un’analisi approfondita delle Central Bank

indagando sia il loro potenziale che le loro criticità all’interno del sistema

Digital Currencies,

economico globale. In particolare, questo elaborato si propone di esaminare come le CBDC possano

influenzare la stabilità finanziaria e la trasmissione della politica monetaria, la sovranità monetaria

degli Stati e l’efficienza nel sistema dei pagamenti.

Il primo capitolo fornisce una base teorica e concettuale delle CBDC. Partendo dal concetto di finanza

decentralizzata viene illustrato come questo abbia favorito l’ascesa delle criptovalute e

successivamente delle stablecoin, evidenziando le preoccupazioni a queste associate che hanno

portato all’idea di una valuta digitale emessa dalla banca centrale, soffermandosi infine sulle

caratteristiche e sui vantaggi e svantaggi associati implementazione di queste ultime.

Il capitolo successivo è dedicato allo studio del dollaro digitale. Viene analizzato il ruolo centrale

della Federal Reserve nell’economia statunitense, e più in particolare nel sistema dei pagamenti.

Vengono poi approfondite le caratteristiche del dollaro digitale, analizzando gli elementi a favore e

contro la sua introduzione, con una breve disamina sui vari progetti che ruotano attorno alla CBDC

statunitense.

Infine, l’ultimo capitolo tratta i diversi progetti CBDC nel mondo. Gli Stati vengono idealmente divisi

in tre categorie: quelli in fase di ricerca, quelli in fase di verifica e i paesi che hanno già preso una

decisione. Per ogni tipologia viene discusso un progetto CBDC, rispettivamente quello che sta

accadendo in Europa, in Australia e la visione contrastante emersa in Kenya e Nigeria. 3

CAPITOLO 1 CENTRAL BANK DIGITAL CURRENCIES

1.1 La decentralized finance (DeFi): Cryptocurrencies & Stablecoins

“Il sistema finanziario è una complessa infrastruttura che consente alle famiglie, alle imprese, alle

amministrazioni pubbliche e agli altri operatori economici di effettuare pagamenti, trasferire risorse

e gestire rischi. È un'infrastruttura soggetta a continue sollecitazioni provenienti dall'evoluzione

dell'economia, dall'innovazione tecnologica e dall'introduzione di nuovi strumenti finanziari”

(https://www.bancaditalia.it/compiti/stabilita-

finanziaria/index.html#:~:text=Il%20sistema%20finanziario%20è%20una,trasferire%20risorse%20

e%20gestire%20rischi. consultato il 24 aprile 2024).

È possibile dunque affermare che sistema finanziario tradizionale svolge tre funzioni:

1. fornisce agli agenti economici strumenti di pagamento alternativi alla moneta (funzione

monetaria);

2. permette il trasferimento di risorse finanziarie dai soggetti in surplus finanziario a quelli in

deficit (funzione allocativa);

3. consente la trasmissione degli impulsi di politica monetaria (funzione di trasmissione degli

impulsi di politica monetaria).

Proprio grazie alle continue innovazioni tecnologiche che caratterizzano il sistema finanziario,

attorno alla funzione monetaria si è sviluppato un nuovo concetto di sistema finanziario: la

decentralized finance (DeFi).

Per DeFi si intende un insieme di applicazioni finanziarie progettate per replicare molti degli elementi

del sistema finanziario tradizionale senza fare affidamento su intermediari finanziari (Makarov et al.

2022, p. 22). In altre parole, il suo scopo è quello di replicare il sistema finanziario tradizionale in

modo aperto, decentralizzato e autonomo. Ciò che realmente distingue il sistema finanziario

tradizionale dalla DeFi non sono i servizi offerti, ma il modo in cui vengono eseguiti. Per comprendere

come funziona la decentralized finance e come è strutturata è importante introdurre il concetto di

blockchain.

Come già sottolineato, il sistema finanziario, è un complesso transazioni di vario tipo (monetarie, di

rischio, di informazione…) e storicamente l’unico modello possibile era quello centralizzato il cui

1

fulcro centrale erano gli intermediari finanziari tra i cui compiti figura anche quello di garantire il

corretto svolgimento delle transazioni. I recenti progressi tecnologici hanno permesso un’architettura

Per un approfondimento sul ruolo degli intermediari all’interno del sistema finanziario si rimanda alla lettura della

1

pagina sul sito Consob (https://www.consob.it/web/investor-education/gli-intermediari-finanziari). 4

alternativa per la gestione delle informazioni in cui nessuna entità ha pieno controllo su tutte le

transazioni, e dunque altamente decentralizzata: la distributed ledger technology (Makarov et al.

si fa riferimento a “registri

2022, pp. 4-5). Con il termine distributed ledger technology (DLT)

elettronici, distribuiti su un’ampia rete di 2

nodi , i cui dati sono protetti da potenziali attacchi

informatici grazie al fatto che le stesse informazioni sono replicate, verificate e validate mediante

l’adozione di diversi protocolli, cioè un insieme di regole, comunemente accettati da ciascun

partecipante”.

La blockchain, invece, è un particolare tipo di DLT, in cui i dati delle transazioni sono raccolti in

blocchi crittografati collegati secondo una sequenza temporale e inseriti nel registro. In questo

modo le informazioni archiviate, una volta immesse nel registro e validate, sono inalterabili perché

ogni nuova informazione è legata alle transazioni precedenti: una eventuale modifica dei dati,

pertanto, sarebbe immediatamente individuata, non consentendo la successiva validazione

(https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/lotta-alla-contraffazione/servizi-per-imprese-e-

consumatori/tecnologie-anticontraffazione/sot-servizio-orientamento-tecnologie-

anticontraffazione/tecnologie-distributed-ledger - consultato il 03 maggio 2024).

La validità di una catena è strettamente legata al consenso degli utenti. Come mostrato nella figura

1.1, sono possibili due scenari: nel primo, in verde, gli scrittori della blockchain, per segnalare la loro

accettazione di un blocco come valido, estendono la catena corrispondente a quel blocco; nel secondo,

in rosso, se un blocco non è ritenuto valido non verrà accettato e di conseguenza la catena verrà

interrotta. Per fare in modo che sia garantito il coordinamento, gli scrittori guadagnano ricompense

quando il loro blocco è sulla catena più lunga.

Com’è costruita una blockchain?

Fig. 1.1: Fonte: BIS 2018, p. 6

2 Per nodo si intende un qualsiasi dispositivo hardware in grado di comunicare con gli altri dispositivi che fanno parte

della rete. 5

La blockchain è la tecnologia che si trova alla base delle cosiddette criptovalute, la cui nascita può

con l’introduzione della più celebre delle criptovalute: il Bitcoin.

essere fatta risalire al 2008 3

È possibile definire una criptovaluta come un mezzo decentralizzato e peer-to-peer per trasferire

4

valore su un registro pubblico condiviso . In altre parole, le criptovalute vengono utilizzate dagli

utenti come mezzo di scambio alla pari della moneta e, per via della loro dichiarata volontà di ridurre

5

il ruolo degli intermediari per mezzo della decentralizzazione, non sono supportate da alcun bene . Il

6

possesso di criptovalute e il loro trasferimento vengono verificati da validatori pubblici e registrati

sulla blockchain. Se la transazione viene validata, allora la blockchain viene aggiornata e condivisa

con tutti quanti gli utenti. Essendo il registro fatto a blocchi, la storia di tutte quante le transazioni è

pubblicamente consultabile e l’identità delle parti rimane anonima (BIS 2023a, p. 2).

Tuttavia, nonostante il grande fermento che si è creato negli ultimi anni attorno alle criptovalute,

queste non possono essere definite come moneta in quanto non riescono a soddisfare le tre funzioni

che caratterizzano quest’ultima: mezzo di pagamento, unità di conto e riserva di valore.

Essendo limitato il numero di unità di criptovalute che possono essere prodotte, quanto più saranno

utilizzate per il pagamento di beni e servizi, tanto più aumenteranno di valore, non soddisfacendo in

questo modo la funzione di riserva di valore (https://www.consob.it/web/investor-

education/criptovalute - consultato il 10 maggio 2024).

Un’altra ragione che impedisce alla criptovalute di essere considerate denaro, nonché uno dei

7

problemi più grandi legato alle criptovalute, è la loro alta volatilità , che non permette di assolvere

Il problema dell’instabilità di valore deriva dall’assenza

correttamente la funzione di unità di conto.

di un’autorità centrale che emette la moneta e che ne garantisce la stabilità. Questa funzione, nel

sistema finanziario tradizionale, è assolta dalle banche centrali, le quali riescono a stabilizzare il

regolando l’offerta tra mezzi di pagamento e domanda di

valore della valuta del proprio paese

transazioni (BIS 2018a, p. 100).

Per ovviare il problema della volatilità sono state introdotte nell’ecosistema delle criptovalute le

cosiddette stablecoins. Seguendo Makarov e Schoar (2022, p. 20) è possibile definirle come

8

criptovalute ancorate ad un asset che permette loro di mantenere il valore stabile. Esistono due tipi

di stablecoins: quelle supportate da asset tradizionali, liquidi e sicuri come, ad esempio, il dollaro o i

3 Si tratta di un modello di rete decentralizzato in cui i nodi comunicano direttamente tra di loro.

4 Ovvero blockchain.

5 Il fatto che le criptovalute non sono supportate significa che il loro valore non è collegato e garantito da alcun bene, ma

dipende esclusivamente dalla variazione della domanda e dell’offerta della valuta sul mercato. Questo aspetto sarà

ulteriormente esplorato nel corso della trattazione a proposito delle stablecoin.

6 La blockchain garantisce agli utenti della rete stessa di poter verificare e validare le transazioni.

7 Per volatilità si intendono le continue oscillazioni a cui il valore di un asset è sottoposto.

8 Attività finanziaria. 6

e le cosiddette “stablecoins cioè supportate da altre

buoni del tesoro statunitensi, algoritmiche”

criptovalute volte a riequilibrare automaticamente l’offerta 9 .

Possiamo dunque affermare che le stablecoin sono state concepite per minimizzare le fluttuazioni di

valore a cui sono soggette le criptovalute.

1.2 Dalle Digital Currencies alle Central Bank Digital Currencies: la questione della sovranità

monetaria

Se da una parte l’introduzione delle stablecoin ha in qualche modo reso più stabile il mondo delle

dall’altra

crypto-asset, parte queste possono avere delle ripercussioni negative sulla politica

monetaria, la stabilità finanziaria e le infrastrutture di mercato e i pagamenti.

Come esposto da Panetta (2020, pp. 2-3) è chiaro che la conversione di stablecoin in moneta contante

10

è possibile, ma le loro modalità di conversione differiscono da quelle dei depositi bancari o di

11

moneta elettronica . Infatti, i meccanismi di tutela applicati a questi due strumenti non sono applicati

al rischio di “corsa L’assenza di una garanzia del

alle stablecoin rendendole vulnerabili ai riscatti”.

di rimborso porterebbe ad un’oscillazione del prezzo delle

valore stablecoin alimentando in questo

modo i riscatti, qualora i detentori si attendessero un calo significativo rispetto al valore di rimborso.

La necessità di dover fare fronte ad una grande quantità di riscatti simultanei costringerebbe

l’emittente della valuta a liquidare le attività di riserva producendo degli effetti sull’intero sistema

finanziario, effetti che si estenderebbero a più mercati nel caso si trattasse di stablecoin globali.

Sempre secondo Panetta, altri rischi, ben più elevati riguardano la sovranità della moneta. Se si

consentisse alle stablecoin di depositare riserve presso la banca centrale, i rischi ad esse associati

diminuirebbero in quanto sarebbe eliminato il rischio di custodia e investimento, mentre la fiducia

nella possibilità di convertirle in moneta contante aumenterebbe. Tuttavia, questa soluzione

comporterebbe rischi ben più gravi. Nel caso in cui le stablecoin diventassero meno rischiose,

verrebbero utilizzate sempre più frequentemente a discapito di altre forme di moneta, come la valuta

emessa dalla banca centrale. Questo potrebbe portare alla sostituzione della moneta sovrana, bene

pubblico garantito dallo Stato, con un sistema di pagamento offerto da piattaforme private in cambio

della concessione dei dati personali. La moneta sovrana risponde alle esigenze di sicurezza finanziaria

dei cittadini e si fonda sulla loro fiducia nei confronti dello Stato; le banche centrali garantiscono

9 Questo tipo di stablecoin è stata introdotta per offrire una valuta digitale che fosse più stabile rispetto alle tradizionali

cryptocurrencies ma che al contempo fosse slegata da qualsiasi asset tradizionale.

10 La credibilità della convertibilità si fonda su sul regime di assicurazione dei depositi, sulla normativa finanziaria e

sull’attività di vigilanza prudenziale.

Il valore della moneta elettronica è protetto dall’obbligo di depositare presso terzi i fondi della clientela.

11 7

l'accesso a questa moneta nell'interesse pubblico. In questo modo cittadini sarebbero costretti a

scegliere tra strumenti di pagamento a essi necessari e la sicurezza, insita nella moneta emessa dalla

banca centrale.

(https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2020/html/ecb.sp201104~7908460f0d.it.html -

consultato il 17 maggio 2024).

La sfida è dunque quella di permettere che imprese e consumatori si possano rivolgere al mondo dei

pagamenti elettronici in criptovalute senza che questi siano fonte di rischio per la stabilità finanziaria

e monetaria. Per rispondere a questa sfida, le banche centrali di tutto il mondo si sono movimentate

considerando la possibilità di emettere valute d

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleZappa8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione della banca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Borroni Mariarosa.
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