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Unione delle arti, verso una nuova visione del XX secolo

Le avanguardie artistiche del Novecento si influenzarono le une con le altre. Due fenomeni in particolare determinarono lo sviluppo di quella che fu l'arte del Novecento: il comunismo, che ebbe effetti in un periodo più avanzato, e il futurismo, che a inizio secolo pose le basi per la creazione di quel linguaggio artistico che sarebbe stato poi comune alle avanguardie successive.

Protagonisti del futurismo

  • Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944): Insieme a un gruppo di artisti accomunati dallo stesso "sentire" rivolto alle innovazioni industriali, perseguì l'obiettivo di riportare alla quotidianità le manifestazioni dell'arte. Importante è notare che il futurismo non aveva ancora un'idea definita degli elementi espressivi da utilizzare per la propria espressione, ma pose in essere un forte atteggiamento di rottura che condizionò tutte le avanguardie successive, fornendo quest’ultime innumerevoli spunti tramite i quali definire il proprio linguaggio. Nel suo Manifesto del futurismo, pubblicato da Le Figarò il 20 settembre 1909, Marinetti sancì un gran numero di canoni che l'arte futurista avrebbe dovuto adottare.
  • Antonio Sant'Elia (1888-1916): Architetto, morì in guerra prima di poter realizzare una qualsiasi sua opera. Scrisse il manifesto dell'architettura futurista, dove sostanzialmente si sanciva l'abbandono degli eclettismi per indagare le potenzialità dei nuovi materiali. Nei suoi disegni si ritrovano i tratti distintivi delle architetture futuriste, ovvero:
    • Presenza di grandi volumi obliqui e a torre
    • Presenza di diversi piani costruttivi, che determinano diversi piani di utilizzo della città
    • Rifiuto della scala, sostituita dall'elemento tecnico dell'ascensore
    • Piani costruttivi messi in relazione da un'esasperata verticalizzazione
    • Onnipresenza di innovazioni tecniche per esplicitare le zone funzionali
    • Utilizzo della prospettiva su grande scala, inesistenza dei dettagli costruttivi (fondamentalmente le opere futuristiche erano pura utopia)
    Sostanzialmente, la città per i futuristi appariva come una vera e propria macchina da vivere. Importante è notare come tutti questi elementi siano ancora molto attuali, tanto che alcuni critici dell'architettura si sono spinti nel dire che gli esiti del futurismo sono visibili soprattutto nelle opere architettoniche di design contemporanee.

Il cubismo e Le Corbusier

Un'altra avanguardia che ebbe influenza sull’avvenire dell'arte e dell'architettura novecentesca fu il cubismo, i cui caratteri distintivi furono:

  • Annullamento della prospettiva, la giustapposizione degli elementi è garantita dall'utilizzo del vuoto
  • Aggiunta della dimensione temporale e delle rappresentazioni
  • Abbandono della fedeltà nella riproduzione
  • Scomposizione del rappresentato in vari piani
  • No tratti anatomici
  • Astrazione degli elementi

Dall'adesione al cubismo, alla sua critica, sino alla trasposizione di questo ai suoi livelli più estremi con le forme del purismo, si giunge all'opera di uno degli artisti più conosciuti del secolo scorso: Charles Eduard Jeanneret, altresì noto come Le Corbusier.

Le Corbusier (1887-1965)

Nato come pittore, è stato il migliore interprete del tentativo di trovare una sintesi fra le diverse arti. Diciottenne intraprese una lunga serie di viaggi, durante la quale gli fu possibile studiare diverse forme d'arte e architettura.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher freccetta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle arti, del design e dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Ciaga Graziella Leyla.
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