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Appunti diritto dell'Unione Europea

Dalle origini ai trattati di Roma

Alla fine della seconda guerra mondiale il mondo è diviso in due blocchi contrapposti (USA-URSS), inizia in questo periodo la collaborazione tra i paesi europei in settori specifici.

Economia

Tramite il piano Marshall di ricostruzione dell'Europa e l'istituzione dell’OECE (organizzazione europea per la cooperazione economica) e del COMECON (per i paesi dell'Europa orientale).

Difesa

  • Istituzione della Nato
  • Patto di Varsavia

Politica

Si istituisce il consiglio d'Europa la cui principale produzione è stata la convenzione dei diritti dell'uomo. Tutte queste organizzazioni sono rette dal metodo della cooperazione intergovernativa, si trattava di unioni di più stati che non costituivano ordinamenti giuridici autonomi e caratterizzate da:

  • Voto all'unanimità
  • Impossibilità di adottare atti vincolanti
  • Vi partecipano “organi“ degli stati e non individui

L’idea moderna di integrazione europea si ritiene che storicamente nasca dalla dichiarazione Shuman del 1950 (ministro degli esteri francese). Dichiarazione che è risultata essere la base sulla quale è stata poi istituita la CECA, la dichiarazione era allora riferita solo a Francia e Germania con la possibilità di introdurre atti vincolanti (si introduceva il principio di autolimitazione della sovranità degli stati).

1951 istituzione della CECA cui aderirono Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Il trattato entra in vigore nel 1952 con durata fissata in 50 anni.

Obiettivi del trattato CECA

  • Espansione economica
  • Incremento occupazionale
  • Miglioramento del tenore di vita

Le istituzioni dovevano vigilare sull'approvvigionamento regolare del mercato comune, assicurare un uguale accesso alle fonti di produzione e vigilare sui prezzi garantendo medesime condizioni economiche tra stati anche rispetto alle condizioni della manodopera sviluppando gli scambi internazionali e l'ammodernamento della produzione.

Struttura del trattato

Il trattato si componeva di quattro titoli dei quali il più importante è risultato essere il II riguardante le istituzioni comunitarie il quale introduceva:

  • Alta autorità: organo esecutivo, collegiale, con compiti di garanzia dell'esecuzione degli obiettivi del trattato.
  • Assemblea: composta da rappresentanti dei parlamenti degli stati membri, avente funzioni consultive.
  • Consiglio dei Ministri: composto da rappresentanti dei governi aderenti la cui presidenza spetta, a turno, a ciascuno Stato, si tratta di organo con funzioni legislative.
  • Corte di giustizia: assicura il rispetto del diritto nell'applicazione e nell'interpretazione del trattato.

1952 firma del trattato CED (comunità europea di difesa). Il trattato voleva istituire una difesa militare comune ma non è mai stato ratificato in quanto:

  • Per poterla creare era necessario superare o coordinarsi con l'istituzione della Nato
  • Mancava una politica estera comune

1955 conferenza di Messina

In questa conferenza, preso atto del fatto che i tempi non erano ancora maturi per una politica estera comune, si propone di:

  • Creare un mercato comune generalizzato
  • Creare un mercato comune nel settore dell'energia atomica

Trattati istitutivi di CEE e CEEA (EURATOM) sono entrambi stati firmati a Roma nel 1957 con durata illimitata.

CEEA obiettivi

  • Sviluppare gli scambi (in ambito atomico) per finalità civili ed elevare il tenore di vita negli stati membri
  • Stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione dei cittadini e dei lavoratori vigilando sulla loro applicazione
  • Agevolare gli investimenti per lo sviluppo dell'energia atomica nella comunità
  • Curare e assicurare un equo approvvigionamento dei combustibili
  • Garantire le finalità civili e non militari

Istituzioni CEEA

  • Commissione (alta autorità della CECA)
  • Consiglio (consiglio della CECA)
  • Parlamento europeo (assemblea della CECA)
  • Corte di giustizia (corte di giustizia CECA)

CEE obiettivi

  • Promuovere, mediante un mercato comune, il graduale avvicinamento delle politiche economiche degli stati membri
  • Promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche
  • Promuovere un'espansione continua ed equilibrata
  • Garantire maggiore stabilità
  • Miglioramento del tenore di vita
  • Più strette relazioni tra stati membri

Strumenti CEE

  • Realizzare un mercato comune: la creazione del mercato comune avrebbe dovuto concludersi nel corso di un periodo transitorio di 12 anni per consentire gli interventi necessari negli stati membri al fine di superare gli ostacoli normativi. Mercato comune che avrebbe dovuto declinarsi in:
    • Libera circolazione delle persone
    • Libera circolazione dei capitali
    • Libera circolazione delle merci
    • Libera circolazione dei servizi
  • Realizzare un'unione doganale attraverso l'eliminazione dei dazi doganali interni tra stati membri e la creazione di una tariffa doganale esterna comune
  • Elaborare politiche comuni in materie agricole, commerciali, trasporti

A queste tre materie veniva aggiunta una clausola di flessibilità che consentiva alle istituzioni comunitarie di poter adottare le disposizioni necessarie anche per altre materie nonostante non rientrassero espressamente in quelle indicate.

Istituzioni CEE

  • Commissione organo di persone, indipendente e con funzione esecutiva
  • Consiglio organo di stati avente funzioni legislative
  • Parlamento europeo funzioni consultive
  • Corte di giustizia rispetto del diritto

Dalla crisi degli anni ‘60 al trattato di Maastricht

Gli anni ‘60 sono stati caratterizzati da una profonda crisi politica che ha colpito il processo di integrazione.

1961 fallimento del piano Fouchet

Dopo il fallimento della CED gli stati fondatori rilanciano l'idea di integrazione politica incaricando una commissione intergovernativa, presieduta da Fouchet, di preparare proposte concrete al fine di favorire l'unione politica. I motivi del fallimento sono dovuti a:

  • Mancata partecipazione della Gran Bretagna all’unione politica
  • Divergenze sulla questione della difesa comune
  • Carattere troppo intergovernativo delle istituzioni proposte (organizzazioni rappresentanti gli interessi degli stati con deliberazioni necessariamente all’unanimità)

1965 la crisi della sedia vuota

La commissione europea propone di sostituire il sistema di finanziamento della comunità passando dai contributi diretti degli stati membri a contributi propri della comunità tratti dalla TDC (tariffa doganale comune) staccandosi così dalla dipendenza economica diretta degli stati membri. La Francia di De Gaulle si ribella e accusa la commissione di voler ulteriormente limitare la sovranità degli stati membri rifiutandosi di partecipare alle riunioni del consiglio. Eravamo ancora nel periodo transitorio (12 anni dall'istituzione) in cui era previsto il voto all'unanimità per tutte le deliberazioni, la non partecipazione alle riunioni della Francia ha determinato così il blocco totale dell'attività della comunità.

1966 il compromesso di Lussemburgo

Si stabilisce che qualora siano in gioco interessi rilevanti di uno o più paesi, i membri del consiglio si sforzano di giungere a soluzioni che possono essere adottate da tutti nel rispetto dei reciproci interessi - leggasi: si decide all'unanimità. Si voleva evitare che, con il passaggio del voto a maggioranza, alcune posizioni già acquisite potessero essere messe in discussione. L'obiettivo politico, così raggiunto dalla Francia, non era di bloccare l'autofinanziamento della comunità ma, in qualche modo, prolungare (con la scusa degli interessi rilevanti per gli stati) il metodo del voto all'unanimità.

Allargamenti della comunità

  • 1973 Gran Bretagna, Danimarca, Irlanda
  • 1981 Grecia
  • 1986 Spagna e Portogallo
  • 1990 unificazione della Germania
  • 1995 Austria, Finlandia, Svezia
  • 2004 Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia
  • 2007 Bulgaria e Romania

Atto unico europeo Lussemburgo 1986

Rappresenta la 1^ modifica sostanziale del trattato CEE. Obiettivo rilanciare il processo di costituzione europea al fine di terminare la realizzazione del mercato comune interno.

Art.8A

La comunità adotta tutte le misure finalizzate alla graduale creazione del mercato comune entro il 31/12/1992 (mercato comune che di fatto non era stato ancora realizzato in quanto tutte le decisioni, sulla base del compromesso di Lussemburgo, finivano per dover essere adottate all'unanimità a causa delle eccezioni opposte dagli stati). Il mercato interno prevede un'area senza frontiere interne in cui è assicurata la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali in conformità al trattato in questione (atto unico europeo).

Strumenti

L'atto unico europeo aumenta il numero di casi in cui il consiglio può deliberare a maggioranza qualificata e non all'unanimità. Unanimità che non viene richiesta per le misure destinate all'instaurazione del mercato interno (eccezioni: disposizioni fiscali e relative alla libera circolazione delle persone e ai diritti e interessi dei lavoratori dipendenti). Atto unico europeo che è volto a ridurre gli effetti negativi introdotti dal compromesso di Lussemburgo.

Nuovi poteri al parlamento

Il parlamento viene dotato non solo di potere consultivo ma è previsto:

  • Un suo parere conforme per la conclusione di un accordo di associazione (accordi internazionali di cooperazione economica con paesi terzi)
  • Una procedura di cooperazione con il consiglio per l'adozione di atti legislativi costringendo così il consiglio a deliberare all'unanimità se il parlamento dà proprio parere negativo

Nuove politiche

Viene rafforzata la politica sociale finalizzata a controbilanciare gli effetti del “mercato interno” sugli stati membri meno sviluppati riducendo il divario tra le diverse regioni. Viene rafforzata anche la politica ambientale. Gli stati si impegnano a consultarsi sulle questioni di politica estera che potevano presentare un interesse per la sicurezza degli stati membri.

1992 Trattato di Maastricht e l'Unione Europea

Con il trattato di Maastricht si supera la logica economica delle 3 comunità originarie istituite nel ’51 e ’57, si abbandona la matrice economica e si afferma la vocazione politica.

Obiettivi

  • Rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni
  • Rendere più efficaci le istituzioni
  • Instaurare l'unione economica e monetaria
  • Sviluppare la dimensione sociale della comunità
  • Istituire una politica estera e di sicurezza comuni

Unione Europea

Non si tratta di una nuova organizzazione che si aggiunge o sostituisce alle comunità europee. L’UE si basa su tre pilastri:

  • Le 3 comunità europee (primo pilastro)
  • Politica estera e di sicurezza comuni PESC (secondo pilastro)
  • La cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni GAI (terzo pilastro)

L'unione europea risulta essere un tutt'uno dei tre pilastri considerati.

Primo pilastro

Composto da CE e EURATOM. Retto dal metodo comunitario (si delibera a maggioranza qualificata)

  • Iniziativa legislativa della commissione
  • Voto a maggioranza in seno al consiglio avente poteri legislativi
  • Ruolo attivo del parlamento europeo
  • Controllo giudiziario da parte della Corte di giustizia

Secondo pilastro PESC

Retto dal metodo intergovernativo (si delibera all'unanimità)

  • Decisioni del consiglio adottate generalmente all'unanimità
  • Mero ruolo consultivo del parlamento europeo
  • Minor ruolo della corte di giustizia

Gli obiettivi della politica estera e di sicurezza sono:

  • La difesa dei valori comuni, degli interessi fondamentali e l'indipendenza dell'unione
  • Il rafforzamento della sicurezza dell’UE e degli stati membri
  • Il mantenimento della pace e il rafforzamento della sicurezza internazionale
  • Promuovere la cooperazione internazionale
  • Sviluppare e consolidare la democrazia e il rispetto dei diritti dell'uomo

Terzo pilastro GAI

Anche il terzo pilastro (come il secondo) è un settore in cui si applica il metodo intergovernativo (questo quanto accadeva almeno in origine). Originariamente comprendeva materie in merito a:

  • Asilo
  • Attraversamento delle frontiere delle persone e relativi controlli
  • Immigrazione
  • Ingresso di cittadini extracomunitari
  • Lotta alla frode internazionale
  • Cooperazione giudiziaria in materia civile e penale
  • Cooperazione doganale
  • Cooperazione di polizia contro il terrorismo, droga ecc.

Il trattato di Maastricht istitutivo dell'unione europea ha quindi modificato anche il trattato CEE:

  • Si passa dalla CEE alla CE
  • Introdotte nuove politiche comuni
  • Introdotta l'unione economica monetaria
  • Introdotta la cittadinanza europea
  • Introduzione del principio di sussidiarietà

Le nuove politiche comuni introdotte

  • Reti transeuropee (TAV)
  • Politica industriale
  • Tutela dei consumatori
  • Istruzione e formazione professionale
  • Gioventù
  • Cultura

L’unione economica monetaria è stata realizzata attraverso tre fasi per il tramite di:

  • Un coordinamento delle politiche economiche degli stati membri
  • Un sistema multilaterale di sorveglianza di tale coordinamento
  • Rigidi vincoli finanziari e di bilancio imposti agli stati membri
  • La creazione di una moneta comune

Gli stati iniziano a considerare le singole politiche economiche come una questione di interesse comune coordinandosi tra loro nell'ambito del consiglio il quale procede ad una valutazione periodica globale delle politiche economiche. Viene creato il SEBC (sistema europeo di banche centrali) costituito dalla BCE e dalle singole banche centrali nazionali.

Fasi dell'unione economica monetaria

  • 1^ fase - libera circolazione dei capitali - luglio 1990
  • 2^ fase - coordinamento delle politiche economiche monetarie – 1994
  • 3^ fase - creazione della moneta unica - gennaio 1999

La cittadinanza europea

La cittadinanza europea si aggiunge a quella nazionale; i cittadini europei sono titolari dei diritti e dei doveri riconosciuti dal trattato ad esempio:

  • Diritto di circolare e di risiedere liberamente sul territorio degli stati membri
  • Diritto di voto attivo e passivo che si esercita nello Stato membro di residenza alle stesse condizioni dei cittadini di quello stato
  • Diritto di petizione al parlamento europeo

Principio di sussidiarietà

Nei settori che sono di competenza concorrente, la comunità interviene, secondo il principio di sussidiarietà, solo se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli stati membri individualmente e quindi qualora per la dimensione e per gli effetti dell'azione in questione, gli obiettivi possano essere meglio realizzati in ambito comunitario. L'azione della comunità comunque non deve spingersi oltre quanto necessario per il raggiungimento dell'obiettivo.

Dal trattato di Amsterdam al trattato di Lisbona

Nel 1997 viene firmato il trattato di Amsterdam che entra in vigore nel corso del 1999. Le nuove sfide per l'Unione Europea sono:

  • La globalizzazione dell'economia
  • La lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale nonché al traffico di stupefacenti
  • Una tutela dell'ambiente
  • Le minacce alla salute pubblica

Con questo trattato le principali modifiche che vengono introdotte riguardano:

  1. La tutela dei diritti fondamentali: si afferma espressamente che l'unione europea si fonda su principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
  2. La comunitarizzazione del III pilastro: asilo, visti, immigrazione e politiche relative alla libera circolazione, vengono attribuite al trattato CE. Il III pilastro finisce per essere costituito solo da disposizioni in materia di polizia e cooperazione giudiziaria in materia penale. Ciò significa che le materie passate al I pilastro sono ora regolate secondo il metodo comunitario e non più quello intergovernativo.
  3. Il rafforzamento della cooperazione: è possibile instaurare forme di cooperazione ridotte ai soli stati membri che desiderano aderirvi, forme che devono essere autorizzate dal consiglio e aperte alla partecipazione di tutti in qualsiasi momento.
  4. Riconoscimento della corte dei conti quale “istituzione” della comunità.

Il trattato di Nizza 2001 – 2003

Con questo trattato si introducono modifiche tecniche necessarie in considerazione degli allargamenti dell'Unione Europea che erano intervenuti (n° di seggi, ponderazione dei voti ecc.).

Trattato che istituisce una costituzione per l'Europa - Roma 2004

Mai entrato in vigore. Si è trattato di un qualcosa rimasto a metà tra un trattato e una costituzione e prevedeva:

  • Facoltà di recesso
  • Ratifica obbligatoria da parte di tutti gli stati
  • Incorporazione della carta dei diritti fondamentali dell’UE

In realtà in Europa si è registrata una frattura tra chi spingeva per un'Europa quale “superstato” e chi riteneva che i tempi non fossero ancora maturi, ciò ha portato alla mancata ratifica del trattato da parte di tutti gli stati.

Trattato di Lisbona 2007 - 2009

Il trattato modifica il trattato istitutivo dell'Unione Europea (Maastricht). Unione Europea che da ora è fondata sul trattato istitutivo (TUE) come modificato dal trattato di Lisbona e dal trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) - ex trattato CE.

  • TUE e TFUE hanno lo stesso valore legale
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiaBrin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Bastianon Stefano.
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